REGIONE ROCCA 

Si appella alla “dignità” Francesco Rocca, l’uomo del centrodestra candidato alle elezioni regionali del Lazio che ieri si è presentato “ufficialmente” in vista del voto del 12 e 13 febbraio. Un candidato che, seppur nominato con notevole ritardo rispetto all’avversario del centrosinistra Alessio D’Amato, ha già preso il largo nei sondaggi posizionandosi da subito al primo posto tra i diretti alla vittoria. Il segreto è, ancora una volta, quello che contraddistingue l’intera compagine di destra: l’unità.
UNITÀ DI INTENTI
Alla conferenza stampa infatti, erano presenti tutti, dai centristi fino agli uomini del partito di Giorgia Meloni, promotori dell’ex presidente della Croce Rossa. Di fianco a lui davanti ai microfoni il parterre era ricchissimo: da Francesco Lollobrigida a Giovanni Donzelli e Paolo Trancassini, da Antonio Tajani e Maurizio Gasparri a Claudio Durigon, fino a Maurizio Lupi, Lorenzo Cesa e Vittorio Sgarbi. Un sostegno aperto a tutta la coalizione e una candidatura, a detta dello stesso Rocca, che “avviene in un contesto di affetto e simpatia”, dove “chiacchiere interne non sono state sentite, ho avuto sostegno da tutti”. Neanche dal grande escluso di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, intervenuto alla presentazione e ormai diventato braccio destro di Rocca. Difatti, sembrerebbe che il vicepresidente della Camera si stia occupando della campagna elettorale per il voto di febbraio e che tra i due si sia stabilito un rapporto di lavoro molto stretto, basato su “una solida e storica amicizia”. Sostegno confermato dalla premier Giorgia Meloni: “La Regione Lazio ha bisogno di cambiare pagina e di scrivere la parola fine ad anni di scelte sbagliate e contro l’interesse dei suoi cittadini. Il centrodestra unito e coeso ha scelto una personalità che coniuga competenza, capacità e prestigio” ha detto su Francesco Rocca.
SI SCRIVE ROCCA SI LEGGE PRAGMATISMO
“Tra pochi giorni presenteremo il programma, stiamo lavorando h24. Sarà un programma chiaro, misurabile dai cittadini, non faraonico perché dobbiamo essere concreti. La responsabilità sarà uno dei fari che guiderà la mia azione di governo ma anche competenza e merito” ha detto Francesco Rocca nel corso della presentazione della sua candidatura. Perché sì, Rocca pensa già al governo e si dice già di voler garantire ascolto e un riferimento per persone “quando sarò presidente, perché sarò presidente”. Difatti, le idee dell’ex Croce Rossa sono molto chiare, soprattutto in merito all’ambito sanitario, dove Rocca sfida apertamente il suo competitor del centrosinistra Alessio D’Amato, assessore uscente alla sanità della Regione.
È quindi “guerra sanitaria” tra i due, una battaglia in cui il candidato del centrodestra sferra frecce al veleno: “I cittadini non possono andare fuori dal Lazio per curarsi. Vederli costretti ad emigrare è un’umiliazone che io voglio superare con tutte le mie forze” esordisce l’ex Cri. E incalza: “Nel Lazio abbiamo gli stessi problemi di dieci anni fa, penso anche al tema delle barelle nei nostri pronto soccorso, ma anche alle liste di attesa interminabili” ha detto. E ancora: “Bisogna avere onestà intellettuale. Questa regione ha aumentato i letti ai privati. Ma voglio essere chiaro sulla sanità una volta per tutte: io governo, io programmo, io pago. Non deciderà il privato per la regione, ma sarà il contrario” conclude deciso.
OLTRE LA SANITÀ
Durante la conferenza, nonostante l’assenza di un programma, sono stati molti i temi caldi accennati da Rocca. Dopo quello della sanità è emerso il tanto conclamato problema dei rifiuti e dell’energia. Senza mezzi termini il candidato mette subito in primo piano il termovalorizzatore, con un impianto che renderà Roma “finalmente autonoma”. Termovalorizzatore che però da solo non basta a risolvere il problema dei rifiuti. “Serve una cultura diversa sulla differenziata”, ha detto Rocca. “Il Lazio è al 18esimo posto per la raccolta differenziata” e io “voglio arrivare alle prime posizioni” dice. Secondo l’ex Cri servirà chiudere il ciclo dei rifiuti e per questo “Serve un nuovo piano regionale”. A seguire, Rocca si concentra anche sul tema delle occupazioni e, come per gli altri aspetti che si propone di modificare, il candidato del centrodestra è netto: “Legalità e dignità non sono parole incompatibili ma quando si parla di occupazioni va anche sgomberato il campo: non si occupano le case degli altri. Ma si può rafforzare il piano casa, rafforzando l’Ater, aiutando le associazioni, perché qualunque essere umano che vive sul territorio ha uguali dignità”. Un problema, quello delle occupazioni, che affligge Roma e la Regione Lazio da tanti anni e che fino ad ora non ha visto interventi di particolare spessore. Infine, consguentemete al tema occupazioni, il discorso vira sulla questione migranti, che Rocca definisce “delicata”. Difatti, non si dilunga su possibili interventi ma accenna parte integrante del suo pensiero: “Non si deve confondere l’assistenza e la dignità di ogni essere umano con il tema della pubblica sicurezza”. In ogni caso, Rocca in conferenza sembra fornire già lo schema dei primi interventi che intende mettere in atto “quando sarà presidente”. Le frecce sono state scoccato, ora a D’Amato tocca difendersi.
Si appella alla “dignità” Francesco Rocca, l’uomo del centrodestra candidato alle elezioni regionali del Lazio che ieri si è presentato “ufficialmente” in vista del voto del 12 e 13 febbraio. Un candidato che, seppur nominato con notevole ritardo rispetto all’avversario del centrosinistra Alessio D’Amato, ha già preso il largo nei sondaggi posizionandosi da subito al primo posto tra i diretti alla vittoria. Il segreto è, ancora una volta, quello che contraddistingue l’intera compagine di destra: l’unità.
UNITÀ DI INTENTI
Alla conferenza stampa infatti, erano presenti tutti, dai centristi fino agli uomini del partito di Giorgia Meloni, promotori dell’ex presidente della Croce Rossa. Di fianco a lui davanti ai microfoni il parterre era ricchissimo: da Francesco Lollobrigida a Giovanni Donzelli e Paolo Trancassini, da Antonio Tajani e Maurizio Gasparri a Claudio Durigon, fino a Maurizio Lupi, Lorenzo Cesa e Vittorio Sgarbi. Un sostegno aperto a tutta la coalizione e una candidatura, a detta dello stesso Rocca, che “avviene in un contesto di affetto e simpatia”, dove “chiacchiere interne non sono state sentite, ho avuto sostegno da tutti”. Neanche dal grande escluso di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, intervenuto alla presentazione e ormai diventato braccio destro di Rocca. Difatti, sembrerebbe che il vicepresidente della Camera si stia occupando della campagna elettorale per il voto di febbraio e che tra i due si sia stabilito un rapporto di lavoro molto stretto, basato su “una solida e storica amicizia”. Sostegno confermato dalla premier Giorgia Meloni: “La Regione Lazio ha bisogno di cambiare pagina e di scrivere la parola fine ad anni di scelte sbagliate e contro l’interesse dei suoi cittadini. Il centrodestra unito e coeso ha scelto una personalità che coniuga competenza, capacità e prestigio” ha detto su Francesco Rocca.
SI SCRIVE ROCCA SI LEGGE PRAGMATISMO
“Tra pochi giorni presenteremo il programma, stiamo lavorando h24. Sarà un programma chiaro, misurabile dai cittadini, non faraonico perché dobbiamo essere concreti. La responsabilità sarà uno dei fari che guiderà la mia azione di governo ma anche competenza e merito” ha detto Francesco Rocca nel corso della presentazione della sua candidatura. Perché sì, Rocca pensa già al governo e si dice già di voler garantire ascolto e un riferimento per persone “quando sarò presidente, perché sarò presidente”. Difatti, le idee dell’ex Croce Rossa sono molto chiare, soprattutto in merito all’ambito sanitario, dove Rocca sfida apertamente il suo competitor del centrosinistra Alessio D’Amato, assessore uscente alla sanità della Regione.
È quindi “guerra sanitaria” tra i due, una battaglia in cui il candidato del centrodestra sferra frecce al veleno: “I cittadini non possono andare fuori dal Lazio per curarsi. Vederli costretti ad emigrare è un’umiliazone che io voglio superare con tutte le mie forze” esordisce l’ex Cri. E incalza: “Nel Lazio abbiamo gli stessi problemi di dieci anni fa, penso anche al tema delle barelle nei nostri pronto soccorso, ma anche alle liste di attesa interminabili” ha detto. E ancora: “Bisogna avere onestà intellettuale. Questa regione ha aumentato i letti ai privati. Ma voglio essere chiaro sulla sanità una volta per tutte: io governo, io programmo, io pago. Non deciderà il privato per la regione, ma sarà il contrario” conclude deciso.
OLTRE LA SANITÀ
Durante la conferenza, nonostante l’assenza di un programma, sono stati molti i temi caldi accennati da Rocca. Dopo quello della sanità è emerso il tanto conclamato problema dei rifiuti e dell’energia. Senza mezzi termini il candidato mette subito in primo piano il termovalorizzatore, con un impianto che renderà Roma “finalmente autonoma”. Termovalorizzatore che però da solo non basta a risolvere il problema dei rifiuti. “Serve una cultura diversa sulla differenziata”, ha detto Rocca. “Il Lazio è al 18esimo posto per la raccolta differenziata” e io “voglio arrivare alle prime posizioni” dice. Secondo l’ex Cri servirà chiudere il ciclo dei rifiuti e per questo “Serve un nuovo piano regionale”. A seguire, Rocca si concentra anche sul tema delle occupazioni e, come per gli altri aspetti che si propone di modificare, il candidato del centrodestra è netto: “Legalità e dignità non sono parole incompatibili ma quando si parla di occupazioni va anche sgomberato il campo: non si occupano le case degli altri. Ma si può rafforzare il piano casa, rafforzando l’Ater, aiutando le associazioni, perché qualunque essere umano che vive sul territorio ha uguali dignità”. Un problema, quello delle occupazioni, che affligge Roma e la Regione Lazio da tanti anni e che fino ad ora non ha visto interventi di particolare spessore. Infine, consguentemete al tema occupazioni, il discorso vira sulla questione migranti, che Rocca definisce “delicata”. Difatti, non si dilunga su possibili interventi ma accenna parte integrante del suo pensiero: “Non si deve confondere l’assistenza e la dignità di ogni essere umano con il tema della pubblica sicurezza”. In ogni caso, Rocca in conferenza sembra fornire già lo schema dei primi interventi che intende mettere in atto “quando sarà presidente”. Le frecce sono state scoccato, ora a D’Amato tocca difendersi.
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