“Renzi e Calenda escano dal recinto”

“Il grande centro è possibile, ma ognuno deve uscire dal proprio recinto”. Lorenzo Cesa, segretario dell’Unione di Centro, forza di maggioranza, apre a un eventuale nuovo contenitore con Matteo Renzi e Carlo Calenda.

Nel Lazio presenterete una lista insieme a Verde Popolare di Rotondi. Dopo l’esperienza con Berlusconi avete in mente un progetto diverso?

Lo scudocrociato rappresenta una difesa di valori importanti, come famiglia e vita, da rimettere al centro e che sono contenuti nel programma del candidato unico del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Francesco Rocca. Bisogna ridare forza a questi valori. Noi rappresentiamo tutto questo, insieme certamente agli amici come Rotondi, con cui condividiamo una tradizione e una storia politica.

Quali sono i rapporti, negli ultimi tempi, con Silvio Berlusconi?

Ottimi e cordiali, come sempre.

È favorevole al partito unico del centrodestra?

A me piacerebbe di più un grande partito unico popolare, visto il radicamento che abbiamo in Europa. Fatta questa premessa, non ne farei una questione di nomi. Il nodo vero non è il nome o il simbolo, ma il metodo e il merito. In altre parole, non può nascere da un’operazione di palazzo. Deve, al contrario, partire dal basso, coinvolgendo la società civile e l’associazionismo che si identificano nei nostri stessi valori. Questo è l’unico modo per dare solidità a un progetto.

Meloni è sempre più moderata. Avete pensato a un ragionamento centrista con la premier a capo?

Come ho detto in occasione del discorso di insediamento del presidente del Consiglio alla Camera dei Deputati, Giorgia ha preso le distanze da alcune posizioni estremiste, è leader dei conservatori a livello europeo e sono sempre stato fiducioso sul Governo da lei guidato. Noi pensiamo a dare il nostro contributo all’esecutivo con il nostro bagaglio di valori e di idee. Lo faremo con la consapevolezza che rafforzare il centro vuol dire rendere più forte tutta la coalizione di centrodestra e, dunque, la maggioranza che sostiene il premier Meloni.
I sovranisti all’interno della maggioranza, comunque, occupano le caselle di peso.

Sui ministeri, d’altronde, non è che siete stati molto considerati. Come rispondete a chi dice che siete attori secondari?

Nessuno è secondario. Ciascuno fornisce, nel rispetto dei ruoli, il proprio contributo all’interno della maggioranza.

Che idea avete sull’Autonomia. Non rischia di penalizzare il Sud? Mentre il presidenzialismo è davvero possibile?

Entrambe le riforme sono inserite nel programma della coalizione. Manterremo gli impegni assunti con gli elettori, nel rispetto della volontà che verrà espressa dal Parlamento che, per noi democratici cristiani, rimane centrale.

Altra questione discussa quella sulle accise. Davvero sul prezzo della benzina non si può intervenire? Forza Italia, ad esempio, ha manifestato più di qualche semplice perplessità…

Nella manovra che abbiamo approvato in Parlamento abbiamo previsto 2/3 delle risorse contro il caro-energia, aumentando i fondi destinati agli assegni unici per le famiglie; rafforzando i crediti di imposta alle aziende e innalzando il tetto Isee a 15mila euro per le famiglie che possono accedere allo sconto bolletta. La questione da lei posta va affrontata sicuramente e siamo favorevoli, a maggior ragione se il prezzo dei carburanti dovesse aumentare, a valutare in maniera seria e approfondita un intervento sull’accise a beneficio di cittadini, famiglie e imprese.

Per quanto riguarda il Terzo Polo di Renzi e Calenda, avete pensato a un ragionamento comune in vista delle europee?

La nostra famiglia politica è il Partito popolare europeo. Un ragionamento comune? Se Renzi e Calenda vogliono entrare nel Ppe….

Ricostruire un grande centro è un’impresa ancora possibile?

Ne sono assolutamente convinto. Bisogna uscire dai propri recinti con spirito inclusivo per aggregare intorno a un progetto politico. Questa è la nostra ambizione. E’ l’ambizione non solo nostra, ma di tanti elettori che incontro ogni giorno nei territori. I cittadini sono stanchi delle promesse e chiedono alla politica stabilità, coerenza rispetto ai propri valori, ragionevolezza.

“Il grande centro è possibile, ma ognuno deve uscire dal proprio recinto”. Lorenzo Cesa, segretario dell’Unione di Centro, forza di maggioranza, apre a un eventuale nuovo contenitore con Matteo Renzi e Carlo Calenda.

Nel Lazio presenterete una lista insieme a Verde Popolare di Rotondi. Dopo l’esperienza con Berlusconi avete in mente un progetto diverso?

Lo scudocrociato rappresenta una difesa di valori importanti, come famiglia e vita, da rimettere al centro e che sono contenuti nel programma del candidato unico del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Francesco Rocca. Bisogna ridare forza a questi valori. Noi rappresentiamo tutto questo, insieme certamente agli amici come Rotondi, con cui condividiamo una tradizione e una storia politica.

Quali sono i rapporti, negli ultimi tempi, con Silvio Berlusconi?

Ottimi e cordiali, come sempre.

È favorevole al partito unico del centrodestra?

A me piacerebbe di più un grande partito unico popolare, visto il radicamento che abbiamo in Europa. Fatta questa premessa, non ne farei una questione di nomi. Il nodo vero non è il nome o il simbolo, ma il metodo e il merito. In altre parole, non può nascere da un’operazione di palazzo. Deve, al contrario, partire dal basso, coinvolgendo la società civile e l’associazionismo che si identificano nei nostri stessi valori. Questo è l’unico modo per dare solidità a un progetto.

Meloni è sempre più moderata. Avete pensato a un ragionamento centrista con la premier a capo?

Come ho detto in occasione del discorso di insediamento del presidente del Consiglio alla Camera dei Deputati, Giorgia ha preso le distanze da alcune posizioni estremiste, è leader dei conservatori a livello europeo e sono sempre stato fiducioso sul Governo da lei guidato. Noi pensiamo a dare il nostro contributo all’esecutivo con il nostro bagaglio di valori e di idee. Lo faremo con la consapevolezza che rafforzare il centro vuol dire rendere più forte tutta la coalizione di centrodestra e, dunque, la maggioranza che sostiene il premier Meloni.
I sovranisti all’interno della maggioranza, comunque, occupano le caselle di peso.

Sui ministeri, d’altronde, non è che siete stati molto considerati. Come rispondete a chi dice che siete attori secondari?

Nessuno è secondario. Ciascuno fornisce, nel rispetto dei ruoli, il proprio contributo all’interno della maggioranza.

Che idea avete sull’Autonomia. Non rischia di penalizzare il Sud? Mentre il presidenzialismo è davvero possibile?

Entrambe le riforme sono inserite nel programma della coalizione. Manterremo gli impegni assunti con gli elettori, nel rispetto della volontà che verrà espressa dal Parlamento che, per noi democratici cristiani, rimane centrale.

Altra questione discussa quella sulle accise. Davvero sul prezzo della benzina non si può intervenire? Forza Italia, ad esempio, ha manifestato più di qualche semplice perplessità…

Nella manovra che abbiamo approvato in Parlamento abbiamo previsto 2/3 delle risorse contro il caro-energia, aumentando i fondi destinati agli assegni unici per le famiglie; rafforzando i crediti di imposta alle aziende e innalzando il tetto Isee a 15mila euro per le famiglie che possono accedere allo sconto bolletta. La questione da lei posta va affrontata sicuramente e siamo favorevoli, a maggior ragione se il prezzo dei carburanti dovesse aumentare, a valutare in maniera seria e approfondita un intervento sull’accise a beneficio di cittadini, famiglie e imprese.

Per quanto riguarda il Terzo Polo di Renzi e Calenda, avete pensato a un ragionamento comune in vista delle europee?

La nostra famiglia politica è il Partito popolare europeo. Un ragionamento comune? Se Renzi e Calenda vogliono entrare nel Ppe….

Ricostruire un grande centro è un’impresa ancora possibile?

Ne sono assolutamente convinto. Bisogna uscire dai propri recinti con spirito inclusivo per aggregare intorno a un progetto politico. Questa è la nostra ambizione. E’ l’ambizione non solo nostra, ma di tanti elettori che incontro ogni giorno nei territori. I cittadini sono stanchi delle promesse e chiedono alla politica stabilità, coerenza rispetto ai propri valori, ragionevolezza.

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