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La Cassazione non scompare: il No mente sapendo di mentire

La Riforma Nordio rafforza le garanzie e mantiene il ricorso in Cassazione. Il fronte del No diffonde falsità giuridiche. Analisi rigorosa dei fatti e del diritto.

di Anna Tortora -

Luigi Bobbio


La menzogna come argomento politico

Quando il dibattito scivola nella menzogna, significa che il merito è diventato scomodo. È quanto accade attorno alla Riforma Nordio della giustizia disciplinare, dove il fronte del No ha scelto di costruire la propria opposizione su un assunto semplice quanto falso: le decisioni della nuova Alta Corte disciplinare non sarebbero ricorribili in Cassazione.
L’affermazione viene ripetuta come se la reiterazione potesse sostituire il diritto. Ma il diritto non funziona per suggestioni. Funziona per norme, principi e assetti costituzionali. Qui, la tesi non regge: la ricorribilità in Cassazione è sancita dall’articolo 111 della Costituzione e non può essere eliminata da una legge ordinaria.

Il sistema vigente e ciò che la riforma cambia davvero

A richiamare i fatti è Luigi Bobbio, magistrato ed ex senatore della Repubblica, che spiega ciò che il fronte del No tenta di oscurare:
“Sfatiamo la prima delle tante menzogne diffuse dal fronte dei no: le decisioni dell’Alta corte disciplinare non saranno ricorribili in Cassazione. Mega menzogna. Basti pensare che già oggi le decisioni del Csm in sede disciplinare sono ricorribili in Cassazione, sezioni unite! Se poi aggiungiamo che oggi le, spesso indecenti, sentenze disciplinari sono rese in un unico grado di merito, quindi sono solo ricorribili in Cassazione per soli motivi di legittimità ma non appellabili nel merito, mentre la Riforma prevede due gradi di merito e poi, proprio per previsione generale costituzionale, la ricorribilita in Cassazione, beh allora vi renderete conto del livello ‘stradale’ degli argomenti del no!”
I fatti sono chiari.
Oggi il procedimento disciplinare dei magistrati si svolge in un solo grado di merito; la Cassazione interviene solo per motivi di legittimità. La Riforma introduce due gradi di merito e mantiene il ricorso per Cassazione. Le garanzie aumentano, non diminuiscono. Il controllo diventa più efficace e trasparente.
È esattamente questo il motivo per cui la riforma viene osteggiata con tanta virulenza.

Quando il diritto disturba

La Riforma Nordio non fa paura perché indebolisce le garanzie, ma perché riduce l’autoreferenzialità e aumenta la trasparenza.
Quando il diritto diventa un ostacolo, lo si aggira con la propaganda. Quando la Costituzione non conviene, la si racconta male. E quando non si riesce a contestare una riforma nel merito, si prova a spaventare evocando Cassazioni che scompaiono e garanzie che saltano.
La Cassazione continua a esistere. La Costituzione non si lascia intimidire.
Chi mente sul diritto? Difende solo un sistema. E, diciamolo senza mezzi termini, non merita nemmeno che gli si dia credito per la parola “garanzie”.

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