ROMA: MICHETTI NON SI E’ DIMESSO LO… HANNO DIMESSO

Roma non saprà mai se sarebbe tornata ai fasti della Città dei Cesari e dei grandi Papi. Eh già! Enrico Michetti, l’avvocato-tribuno, sconfitto nella corsa al Campidoglio da un professionista della politica come Roberto Gualtieri, e che Giorgia Meloni “sognava” di vedere alla guida della Capitale, tomo tomo cachio cacchio , per dirla con Totò, dopo 164 giorni ha gettato la spugna. Ma qui si apre un giallo che spiegherebbe il silenzio che ha circondato la decisione, presa quasi in clandestinità, di lasciare. Troppo poco per chi aspirava ad essere “incoronato” sindaco di Roma, lo scranno di Capo dell’opposizione? Può darsi. Ma circola un’altra voce più maliziosa e che chiamerebbe in causa proprio Giorgia Meloni: Michetti non si è dimesso ma … Qualcuna lo ha dimesso e si vocifera che sia stata proprio colei che lo aveva imposto ai suoi alleati non proprio entusiasti, anche se dopo le prime uscite, spesso infelici, sembra si fosse fortemente pentita. Un gesto di rivalsa, quindi? Sì e no, visto che la Segretaria di Fratelli d’Italia con una fava ha preso due piccioni, anzi tre. Si è disfatta di un personaggio un poco ingombrante e di fatto “estraneo” al Partito; con il subentrante supera per numero di Consiglieri il partito di Calenda; Inoltre – e siamo al terzo piccione – entra in Consiglio Federico Rocca, già consigliere di Alemanno e legatissimo al capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, il cognato proprio della Meloni se si fosse sposata. Se le cose stanno così, davvero un bel colpo: Un civico fuori e un Meloniano dentro. In fondo, la politica la si fa sempre con ii numeri. Anche nell’antica Roma del tribuno Enrico Michetti.

PdA

Roma non saprà mai se sarebbe tornata ai fasti della Città dei Cesari e dei grandi Papi. Eh già! Enrico Michetti, l’avvocato-tribuno, sconfitto nella corsa al Campidoglio da un professionista della politica come Roberto Gualtieri, e che Giorgia Meloni “sognava” di vedere alla guida della Capitale, tomo tomo cachio cacchio , per dirla con Totò, dopo 164 giorni ha gettato la spugna. Ma qui si apre un giallo che spiegherebbe il silenzio che ha circondato la decisione, presa quasi in clandestinità, di lasciare. Troppo poco per chi aspirava ad essere “incoronato” sindaco di Roma, lo scranno di Capo dell’opposizione? Può darsi. Ma circola un’altra voce più maliziosa e che chiamerebbe in causa proprio Giorgia Meloni: Michetti non si è dimesso ma … Qualcuna lo ha dimesso e si vocifera che sia stata proprio colei che lo aveva imposto ai suoi alleati non proprio entusiasti, anche se dopo le prime uscite, spesso infelici, sembra si fosse fortemente pentita. Un gesto di rivalsa, quindi? Sì e no, visto che la Segretaria di Fratelli d’Italia con una fava ha preso due piccioni, anzi tre. Si è disfatta di un personaggio un poco ingombrante e di fatto “estraneo” al Partito; con il subentrante supera per numero di Consiglieri il partito di Calenda; Inoltre – e siamo al terzo piccione – entra in Consiglio Federico Rocca, già consigliere di Alemanno e legatissimo al capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, il cognato proprio della Meloni se si fosse sposata. Se le cose stanno così, davvero un bel colpo: Un civico fuori e un Meloniano dentro. In fondo, la politica la si fa sempre con ii numeri. Anche nell’antica Roma del tribuno Enrico Michetti.

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