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Attualità

Salma decapitata: non c’è pace per Pamela Genini

Una scoperta casuale, indagini in corso

di Giorgio Brescia -

Il feretro di Pamela Genini al termine dei funerali nella chiesa di Strozza


Salma profanata e decapitata: non c’è pace per Pamela Genini, la modella ventinovenne brutalmente uccisa a Milano il 14 ottobre dell’anno scorso dal compagno Gianluca Soncin.

La scoperta del fatto

A pochi mesi dal terribile femminicidio, una notizia agghiacciante scuote la comunità di Strozza, in Valle Imagna. Ignoti hanno profanato la tomba della giovane Pamela, profanando la salma, rinvenuta decapitata. E poi portando via la testa. Un atto di una ferocia inaudita che trasforma una tragedia già immensa in un incubo senza fine per la famiglia e per l’intera opinione pubblica.

La scoperta, durante una procedura di estumulazione: gli addetti cimiteriali, una volta aperto il loculo, si sono trovati di fronte a una scena da film dell’orrore.

Gli inquirenti vagliano diverse piste: dall’atto vandalico isolato a un inquietante rituale, fino alla possibilità di un’ultima, postuma vendetta legata agli ambienti che circondavano la vittima o l’assassino.

Il femminicidio

Pamela, uccisa con 24 coltellate dal suo ex compagno, Gianluca Soncin, di 52 anni. L’uomo, entrato nell’abitazione della giovane in via Iglesias utilizzando un doppione delle chiavi, l’aveva aggredita mentre lei cercava disperatamente aiuto al telefono. La loro relazione, durata circa un anno, era stata segnata da una crescente escalation di violenza, minacce e atteggiamenti controllanti da parte di Soncin.


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