Attualità

Se la povertà bussa alla porta

di Redazione -


di ANNAMARIA DE FALCO
I soldi per le bollette non ci sono. Per un italiano su dieci si tratta di una realtà, non di un rischio. La povertà bussa, insieme al freddo e all’indigenza. L’esclusione sociale non è un pericolo ma il pane quotidiano per cinque milioni di italiani, per ben due milioni di famiglie, il 44% delle quali vive al Sud. I dati dell’osservatorio sul debito con banche e finanziarie sono drammatici. E fin troppo eloquenti. Gli italiani non ce la fanno più. Le parole di Francesco Cacciola, presidente dell’Osservatorio, non lasciano spazio a nessun dubbio: “Il tasso di povertà assoluta è aumentato in modo devastante con oltre due milioni di famiglie che non arrivano a fine giornata, delle quali oltre il 44% vive al Sud e più del 30% ha bisogno di sussidi. Cinque milioni di persone non sono state in grado di pagare le bollette e altri tre milioni sono a rischio. Tutto ciò alla vigilia di una nuova stangata delle bollette energetiche che rischia di far rimanere tutte queste persone prigioniere dei loro debiti. Servono misure urgenti da parte del governo per ridurre i costi dell’energia, per favorire nuova occupazione, per fronteggiare il calo demografico per il quale nel 2035 il numero dei pensionati sarà superiore a occupati”. L’osservatorio, pertanto, ha promesso di assistere “in maniera gratuita tutti coloro che si trovano a dover affrontare la malattia di un proprio figlio e non possono pagare i debiti con banche e finanziarie. Li seguiremo per la ripianificazione dei propri impegni finanziari rendendoli sostenibili economicamente”.
Una mano, un aiuto importante arriverà anche dalla Chiesa. Padre Enzo Fortunato, già direttore della sala stampa e portavoce del Convento di Assisi, è già in prima fila, con i volontari cattolici, per far fronte a un’emergenza invisibile: “Di fronte a questa crisi per ora si è mossa solo la rete dei corpi intermedi fatta di associazionismo e volontariato. Caritas, Comunità di Sant’Egidio e tante altre strutture si stanno facendo carico delle difficoltà dei cittadini. Ma da soli non si va molto lontano. Serve un’azione di governo che sia in grado di dare una nuova visione al Paese”. E dunque: “Basta con leggi di bilancio che non impattano sulla vita reale dei bisognosi. Serve un welfare più concreto, a partire dall’aumento delle pensioni minime e dalla revisione del Reddito di cittadinanza che va assolutamente mantenuto seppur con i dovuti accorgimenti. Quando sento dire che vogliono abolire il reddito, significa non accorgersi del grido d’aiuto dei poveri”.
Padre Fortunato ha quindi sottolineato: la necessità di rivedere le dinamiche economiche di questi anni, di arrivare a elaborare un nuovo sistema che, davvero, non lasci indietro nessuno: “Interroghiamoci, infine, su questo modello di capitalismo che, come ha detto Papa Francesco, ci impone un modello di economia che uccide. Di fronte a questa situazione c’è un lato positivo. Cresce la voglia degli italiani di aiutare il prossimo. Lancio allora un’iniziativa: per queste feste educhiamo i nostri figli alla bellezza invitando a casa nostra i poveri. Facciamoli sentire meno esclusi, diamo un segnale forte che noi crediamo nell’umanità”.

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