Senato, primo ok al Ddl Concorrenza

Una corsa durata 5 mesi, a contare solo il tempo trascorso dalla prima riunione della Commissione Industria in Senato, ma c’è il primo ok al testo del ddl Concorrenza, in attesa che la Camera discuta le questioni aperte su tlc, infrastrutture digitali, taxi e noleggio con conducente.

Le tensioni sul ddl sono state tante, a partire da quelle sui balneari, che hanno fruttato anche il famoso Cdm chiuso dal premier Mario Draghi dopo 10 minuti. Ma anche l’idroelettrico aveva generato fibrillazioni nell’ampia maggioranza che sostiene Draghi.

L’accordo raggiunto sui balneari, con il rinvio della definizione degli indennizzi a decreti successivi, è il segno della cifra complessiva di un’intesa il cui sapore non è quello dell’unanimità.

Uguale tipo di manovra, con rinvii e incertezze, resta sul tavolo per le altre decisioni approvate a Palazzo Madama. Si affidano deleghe al governo, come per i servizi pubblici locali, per ideare e varare riforme per le quali saranno necessari interventi di più ministeri e il concerto con le Regioni.

Per il gas, si va verso nuovi criteri di gara per le concessioni di distribuzione. Dovranno mettersi d’accordo il ministro della Transizione ecologica e il ministro per gli Affari regionali e sentire Arera, riguardo alla necessità di introdurre nuove tipologie di intervento, più aggiornate tecnologicamente. Per il gas naturale, una modifica delle gare di affidamento del servizio di distribuzione prevede che nell’offerta il gestore potrà versare agli enti locali l’ammontare pari al valore dei titoli di efficienza energetica corrispondenti agli interventi previsti nel bando. Un valore che sarà aggiornato ogni anno.

Uno slittamento è previsto anche per lo svolgimento delle gare per le concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche. Sarà di un anno, dal prossimo 31 dicembre a quello 2023. Ciò che rimane, seppure racchiuso nel dl Taglia prezzi, è il golden power. Mossa che solleva le perplessità di un attento Istituto come il Bruno Leoni. Quasi come se lo statalismo, annullato dal ddl Concorrenza, rientrasse dalla finestra con il golden power. Nel dettaglio, ne saranno coperti “i beni e i rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale, anche se oggetto di concessioni, comunque affidate, incluse quelle di grande derivazione idroelettrica”.

Insomma, il golden power subito, con il ddl Tagliaprezzi. La concorrenza, chissà quando. Visto che il ddl dovrà essere discusso alla Camera e poi ritornare al Senato per la definitiva approvazione. Le gare, quando ci saranno veramente?

Una corsa durata 5 mesi, a contare solo il tempo trascorso dalla prima riunione della Commissione Industria in Senato, ma c’è il primo ok al testo del ddl Concorrenza, in attesa che la Camera discuta le questioni aperte su tlc, infrastrutture digitali, taxi e noleggio con conducente.

Le tensioni sul ddl sono state tante, a partire da quelle sui balneari, che hanno fruttato anche il famoso Cdm chiuso dal premier Mario Draghi dopo 10 minuti. Ma anche l’idroelettrico aveva generato fibrillazioni nell’ampia maggioranza che sostiene Draghi.

L’accordo raggiunto sui balneari, con il rinvio della definizione degli indennizzi a decreti successivi, è il segno della cifra complessiva di un’intesa il cui sapore non è quello dell’unanimità.

Uguale tipo di manovra, con rinvii e incertezze, resta sul tavolo per le altre decisioni approvate a Palazzo Madama. Si affidano deleghe al governo, come per i servizi pubblici locali, per ideare e varare riforme per le quali saranno necessari interventi di più ministeri e il concerto con le Regioni.

Per il gas, si va verso nuovi criteri di gara per le concessioni di distribuzione. Dovranno mettersi d’accordo il ministro della Transizione ecologica e il ministro per gli Affari regionali e sentire Arera, riguardo alla necessità di introdurre nuove tipologie di intervento, più aggiornate tecnologicamente. Per il gas naturale, una modifica delle gare di affidamento del servizio di distribuzione prevede che nell’offerta il gestore potrà versare agli enti locali l’ammontare pari al valore dei titoli di efficienza energetica corrispondenti agli interventi previsti nel bando. Un valore che sarà aggiornato ogni anno.

Uno slittamento è previsto anche per lo svolgimento delle gare per le concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche. Sarà di un anno, dal prossimo 31 dicembre a quello 2023. Ciò che rimane, seppure racchiuso nel dl Taglia prezzi, è il golden power. Mossa che solleva le perplessità di un attento Istituto come il Bruno Leoni. Quasi come se lo statalismo, annullato dal ddl Concorrenza, rientrasse dalla finestra con il golden power. Nel dettaglio, ne saranno coperti “i beni e i rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale, anche se oggetto di concessioni, comunque affidate, incluse quelle di grande derivazione idroelettrica”.

Insomma, il golden power subito, con il ddl Tagliaprezzi. La concorrenza, chissà quando. Visto che il ddl dovrà essere discusso alla Camera e poi ritornare al Senato per la definitiva approvazione. Le gare, quando ci saranno veramente?

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