Cronaca

Sommergibile per la droga, stroncata rete dello spaccio

di Rita Cavallaro -


Avevano tratto ispirazione dai narco-sottomarini utilizzati dai cartelli colombiani per fare la spola di droga e soldi dagli Stati Uniti ai fortini dell’America Latina. Ed erano riusciti a ideare un mini sommergibile, da pilotare da remoto e senza rischi, che avrebbe permesso di trafficare le sostanze stupefacenti tra l’Ecuador, l’Italia, il Belgio, la Francia, l’Albania e la Spagna. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Torino, con il supporto dell’Arma territoriale, sono riusciti a sgominare l’organizzazione del narcotraffico e a sequestrare l’ingegnoso mezzo di trasporto, progettato e collaudato da ingegneri al servizio dell’organizzazione criminale, prima che venisse messo in acqua e impiegato per il narcotraffico. Nonostante tutto, in attesa di poter utilizzare il mini sommergibile, l’organizzazione criminale, con a capo due fratelli albanesi domiciliati a Torino, ha consegnato, per oltre un anno, gli stupefacenti in arrivo dall’Ecuador, utilizzando delle automobili dotate di doppi fondi artigianali, che passavano dall’Olanda, dalla Spagna e dalla Francia. Nel corso dell’intera operazione, i carabinieri, tra novembre del 2021 e la fine del 2022, hanno sequestrato in tutto oltre 204 chili di droga, tra cocaina, hashish e marijuana.
L’inchiesta, denominata Car Wash, è partita appunto da una serie di accertamenti su gestori di autolavaggi, che curavano alcune piantagioni di marijuana. I militari dell’Arma, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino, ha ricostruito i tasselli dell’associazione criminale, che aveva la sua base logistica nella provincia di Torino e che, è stato accertato, era attiva nell’approvvigionamento delle maggiori piazze di spaccio italiane. A capo del gruppo di narcotrafficanti due fratelli di origine albanese, i quali, potendo contare ormai su disponibilità economiche molto consistenti, avevano reclutato una serie di figure, messe al servizio dell’attività illecita. C’erano gli “operai della droga”, dei collaboratori “assunti” sia in Italia che in Albania, destinati con ogni probabilità, alla custodia, al trasporto e alla vendita della droga sui loro territori di competenza. Accanto alla manovalanza anche i professionisti, coloro che per oltre un anno avevano lavorato al progetto e alla messa in opera del mini-sottomarino con comandi a distanza, pronto per essere immerso in mare e per prendere il largo, dando così il via alla stagione del traffico di droga tra l’Europa e il Sudamerica. Viaggi che sono stati mandati all’aria dal blitz dei carabinieri, in collaborazione con la polizia albanese e l’Interpol, che, su disposizione del gip della Dda, hanno eseguito sei arresti tra Torino, Frosinone e Tirana. I capi dell’organizzazione sono ora in cella e, in tutto, sono quattordici le persone indagate per il narcotraffico.
Sempre ieri è scattata anche una maxi operazione antidroga contro la ‘ndrangheta del Cosentino. “Un’organizzazione che si muoveva in modo molto diffuso e capillare sul territorio. Per lo spaccio venivano utilizzati anche i bambini e ogni attività sottobanco era punita dal gruppo al vertice, sia con sanzioni di tipo pecuniarie sia con punizioni fisiche”, ha detto il procuratore facente funzioni della Dda di Catanzaro, Vincenzo Capomolla, nel corso della conferenza stampa. Sono 142 le misure cautelari eseguite contro affiliati dei clan, 109 in carcere, venti ai domiciliari e 12 con l’obbligo di dimora. Gli inquirenti, grazie alla collaborazione di alcuni pentiti, alle intercettazioni telefoniche e ai sequestri mirati di sostanze, hanno ricostruito lo schema, già emerso nella maxi inchiesta “Reset”, dell’accordo tra “cosche confederate” per la spartizione del territorio e della commercializzazione degli stupefacenti. “Zingari” e “italiani” si sarebbero impossessati di tutte le “piazze”, garantendosi incassi milionari. I reati ipotizzati a vario titolo sono associazione di tipo ʼndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravato dalle modalità e finalità mafiose, e altri numerosi delitti.


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