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Giustizia

Sorteggio al CSM: Nordio sfida le correnti giudiziarie e il sistema ‘para-mafioso’

Nordio propone il sorteggio al CSM per ridurre le correnti giudiziarie: trasparenza, meritocrazia e indipendenza tra polemiche e accuse para-mafiose

di Anna Tortora -


Le correnti e il metodo para-mafioso

Il dibattito sul CSM si accende attorno al concetto di “metodo para-mafioso” utilizzato dal Ministro Carlo Nordio per denunciare le logiche corporative interne alla magistratura. Come chiarisce Luigi Bobbio, “Metodi para mafiosi non vuol dire che chi li usa è mafioso bensì che ha l’attitudine mentale, l’approccio ai fatti da mafioso. E si tratta di una realtà, di uno stato di cose incontestabile!”.

L’avv. Giandomenico Caiazza osserva che Nordio usa un’iperbole forte ma fondata: “Lo capisco, l’iperbole polemica è molto forte, non la userei. Senonché è qualcosa di meno di quello che il PM Di Matteo formulò ed argomentò approfonditamente in una intervista al Fatto Quotidiano del 15 settembre 2019 (‘L’appartenenza a una cordata è l’unico mezzo per fare carriera e avere tutela quando si è attaccati e isolati, e questo è un criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso’), e che ribadì in una intervista a Repubblica (Liana Milella) più o meno coeva (‘Le correnti? Metodo mafioso seguire l’appartenenza per le nomine’)”. Caiazza sottolinea inoltre: “Parliamo dello stesso dott. Di Matteo che oggi vota NO, perché dice che la riforma che elimina quel metodo mafioso ‘favorisce la mafia’. Gratteri, poi, ci invita a votare NO perché la riforma è sostenuta dalla Mafia”.

Infine, Caiazza ironizza sulle reazioni dell’ANM e sui doppi standard: “Suggerisco perciò agli amici di ANM la stesura di un decalogo che ci chiarisca quando si può dare del mafioso, e quando no; e chi si, e chi no. Suggerisco il titolo: ‘Due pesi e due misure’”.

Trasparenza, cordate e storia dell’ANM

Il sorteggio proposto da Nordio per alcune nomine al CSM si presenta come uno strumento concreto per rompere la logica delle cordate e garantire imparzialità nella gestione delle carriere dei magistrati. Non si tratta di colpire singoli magistrati, ma di intervenire su un metodo che favorisce l’appartenenza piuttosto che il merito.
Storicamente, come ricordava Francesco Cossiga, l’ANM era considerata “sovversiva e di stampo mafioso” direttamente davanti a Palamara, allora presidente dell’associazione, confermando che il problema delle correnti non è recente, ma radicato nel tempo.
Il sorteggio mira quindi a introdurre trasparenza e imparzialità, riducendo la possibilità di influenze interne e favoritismi legati alle cordate, e permettendo finalmente che le nomine siano almeno parzialmente dettate dal merito e non dall’appartenenza a un gruppo.

Meritocrazia, indipendenza e fiducia dei cittadini

Il sorteggio rafforzerebbe la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, creando un meccanismo meno soggetto a pressioni interne e più coerente con i principi di trasparenza e indipendenza della magistratura. La proposta di Nordio appare coerente con le critiche già espresse da magistrati autorevoli come Bobbio, affrontando un problema strutturale senza strumentalizzazioni ideologiche.
Come osserva Bobbio, “si tratta di una realtà, di uno stato di cose incontestabile!”, confermando la necessità di interventi strutturali che limitino le logiche corporative e promuovano la meritocrazia. Così, finalmente, almeno una parte del sistema giudiziario può beneficiare di un po’ di casualità organizzata e meritocrazia reale.

Sorteggio: la rivoluzione della fortuna

Tra correnti, cordate, polemiche infinite e decaloghi immaginari, arriva finalmente il sorteggio di Nordio: non sistemerà tutto, ma almeno la carriera non dipenderà più dall’amico giusto. In un Paese dove il merito è spesso optional, un po’ di casualità organizzata non è mai stata così rivoluzionaria. E diciamolo: mentre le cordate discutono su chi può essere definito “mafioso”, Nordio ci regala almeno la suspense del sorteggio.

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