Spazio, in orbita la navetta Starliner

È in orbita dalle 19 ora locale (l’una della scorsa notte in Italia) la navicella Starliner, costruita e lanciata dal gigante del settore Boeing.
Il decollo, avvenuto nel Kennedy Space Center, Florida, segna l’inizio del nuovo test per il veicolo spaziale, che sta svolgendo senza equipaggio a bordo: all’interno della capsula, infatti, c’è un manichino. Venerdì è previsto che la navicella raggiunga la Stazione Spaziale interazionale e si agganci alla stessa e vi resti quattro giorni. Poi il ritorno alla base.
Una volta completata la messa a punto, la Starliner dovrebbe alternarsi con la già rodata ed attiva Dragon della SpaceX nel trasporto degli astronauti che si avvicendano sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Dal 2010 ad oggi risulta che la NASA abbia speso, per il programma Starliner, oltre 5 milioni di dollari. Il punto però, come da più parti sottolineato, è il discreto ritardo accumulato sui tempi indicati nella tabella di marcia, causato da una serie di inconvenienti tecnici.
Il primo volo di prova (dicembre 2019) è stato interrotto prima del tempo e non ha quindi raggiunto la Stazione Spaziale per una questione legata al software; nel secondo tentativo invece, risalente al 2021, si sono bloccate le valvole nel sistema di propulsione, con conseguente rinvio del lancio.
Nella missione attualmente in corso che, come sottolineato, si sta svolgendo senza astronauti, gli esperti fanno notare è fondamentale dimostrare l’efficienza di tutti i sistemi, con particolare attenzione a quello di visione artificiale (Vesta) e a quello di attracco alla ISS. Nessun problema, invece, per il sistema di rientro sulla Terra e di atterraggio (che Starliner effettua sulla terraferma mentre Dragon mediante ammaraggio), già testati con successo nel 2019.
Se tutto va come previsto, Starliner potrebbe far volare il suo primo equipaggio entro la fine del 2022.

È in orbita dalle 19 ora locale (l’una della scorsa notte in Italia) la navicella Starliner, costruita e lanciata dal gigante del settore Boeing.
Il decollo, avvenuto nel Kennedy Space Center, Florida, segna l’inizio del nuovo test per il veicolo spaziale, che sta svolgendo senza equipaggio a bordo: all’interno della capsula, infatti, c’è un manichino. Venerdì è previsto che la navicella raggiunga la Stazione Spaziale interazionale e si agganci alla stessa e vi resti quattro giorni. Poi il ritorno alla base.
Una volta completata la messa a punto, la Starliner dovrebbe alternarsi con la già rodata ed attiva Dragon della SpaceX nel trasporto degli astronauti che si avvicendano sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Dal 2010 ad oggi risulta che la NASA abbia speso, per il programma Starliner, oltre 5 milioni di dollari. Il punto però, come da più parti sottolineato, è il discreto ritardo accumulato sui tempi indicati nella tabella di marcia, causato da una serie di inconvenienti tecnici.
Il primo volo di prova (dicembre 2019) è stato interrotto prima del tempo e non ha quindi raggiunto la Stazione Spaziale per una questione legata al software; nel secondo tentativo invece, risalente al 2021, si sono bloccate le valvole nel sistema di propulsione, con conseguente rinvio del lancio.
Nella missione attualmente in corso che, come sottolineato, si sta svolgendo senza astronauti, gli esperti fanno notare è fondamentale dimostrare l’efficienza di tutti i sistemi, con particolare attenzione a quello di visione artificiale (Vesta) e a quello di attracco alla ISS. Nessun problema, invece, per il sistema di rientro sulla Terra e di atterraggio (che Starliner effettua sulla terraferma mentre Dragon mediante ammaraggio), già testati con successo nel 2019.
Se tutto va come previsto, Starliner potrebbe far volare il suo primo equipaggio entro la fine del 2022.

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