SPIRAGLIO DI PACE

Le forze armate di Kiev, grazie al supporto degli alleati, si stanno preparando a superare le fortificazioni difensive lungo la cosiddetta “Linea Wagner”, nel Donbass. Lo ha annunciato il vice capo del dipartimento operativo principale dello stato maggiore delle forze armate ucraine, il generale di brigata Oleksiy Gromov.
“Le barriere ingegneristiche hanno lo scopo di fermare o ostacolare l’avanzata delle truppe nemiche – ha spiegato Gromov – Possono essere barriere sia esplosive che non esplosive. Ma la storia delle guerre ha molti esempi in cui è stata presa una contromisura per ciascuna arma. Di conseguenza abbiamo, grazie ai partner internazionali, i mezzi per superare le barriere di mine ed esplosivi”.
“Attualmente stiamo studiando attentamente la linea e stiamo pensando a come superarla. Ma posso dire con sicurezza che la supereremo”, ha concluso il generale, ostentando ottimismo.
Il primo ministro britannico Rishi Sunak ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Per entrambi la ritirata russa da Kherson è una dimostrazione dei “grandi progressi” dell’esercito ucraino, ma occorre grande cautela “fino a quando la bandiera ucraina non sarà issata sulla città”. Sunak ha ribadito “l’incrollabile sostegno militare, economico e politico del Regno Unito”.
Secondo il ministero della Difesa britannico, “è probabile che la ritirata durerà diversi giorni con posizioni difensive e fuoco di artiglieria che copriranno le forze”.
La Russia sta iniziando ad accumulare missili per sferrare un nuovo massiccio attacco. Lo sostiene il portavoce del comando dell’aeronautica militare ucraina, Yuriy Ignat. Il portavoce ha osservato che attualmente le fabbriche russe “lavorano in tre turni” per sostituire i missili da crociera perduti.
Sull’annuncio russo del ritiro da Kherson, si è espresso anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al termine dell’incontro avvenuto a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni. Per Stoltenberg “è chiaro è che la Russia è sotto una fortissima pressione e se lascia Kherson sarà un’altra vittoria per l’Ucraina”.
“La sicurezza europea viene sfidata, ha sottolineato il segretario, perché il presidente Putin sta portando avanti una guerra brutale di aggressione contro l’Ucraina: abbiamo visto come le forze ucraine siano riuscite a respingere le forze russe e a liberare i territori. Questa possibilità è opera dei coraggiosi soldati ucraini. Al momento il sostegno senza precedenti fornito dalla Nato, ivi compresa l’Italia, sta facendo una differenza sul campo di battaglia, quotidianamente, e rimane vitale, fondamentale, per i progressi da parte dell’Ucraina”.
Riconosciuto il “contributo importante che l’Italia sta dando per aiutare l’Ucraina a difendersi”, con “centinaia di milioni di Euro in termini di aiuti umanitari e finanziari all’Ucraina”.
La decisione russa di lasciare la città che sorge nella parte meridionale dell’Ucraina, è “positiva” in prospettiva di una possibile ripresa delle trattative di pace. E’ questo il giudizio espresso dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, nel corso di una conferenza stampa organizzata prima di partire per l’Uzbekistan.

Le forze armate di Kiev, grazie al supporto degli alleati, si stanno preparando a superare le fortificazioni difensive lungo la cosiddetta “Linea Wagner”, nel Donbass. Lo ha annunciato il vice capo del dipartimento operativo principale dello stato maggiore delle forze armate ucraine, il generale di brigata Oleksiy Gromov.
“Le barriere ingegneristiche hanno lo scopo di fermare o ostacolare l’avanzata delle truppe nemiche – ha spiegato Gromov – Possono essere barriere sia esplosive che non esplosive. Ma la storia delle guerre ha molti esempi in cui è stata presa una contromisura per ciascuna arma. Di conseguenza abbiamo, grazie ai partner internazionali, i mezzi per superare le barriere di mine ed esplosivi”.
“Attualmente stiamo studiando attentamente la linea e stiamo pensando a come superarla. Ma posso dire con sicurezza che la supereremo”, ha concluso il generale, ostentando ottimismo.
Il primo ministro britannico Rishi Sunak ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Per entrambi la ritirata russa da Kherson è una dimostrazione dei “grandi progressi” dell’esercito ucraino, ma occorre grande cautela “fino a quando la bandiera ucraina non sarà issata sulla città”. Sunak ha ribadito “l’incrollabile sostegno militare, economico e politico del Regno Unito”.
Secondo il ministero della Difesa britannico, “è probabile che la ritirata durerà diversi giorni con posizioni difensive e fuoco di artiglieria che copriranno le forze”.
La Russia sta iniziando ad accumulare missili per sferrare un nuovo massiccio attacco. Lo sostiene il portavoce del comando dell’aeronautica militare ucraina, Yuriy Ignat. Il portavoce ha osservato che attualmente le fabbriche russe “lavorano in tre turni” per sostituire i missili da crociera perduti.
Sull’annuncio russo del ritiro da Kherson, si è espresso anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al termine dell’incontro avvenuto a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni. Per Stoltenberg “è chiaro è che la Russia è sotto una fortissima pressione e se lascia Kherson sarà un’altra vittoria per l’Ucraina”.
“La sicurezza europea viene sfidata, ha sottolineato il segretario, perché il presidente Putin sta portando avanti una guerra brutale di aggressione contro l’Ucraina: abbiamo visto come le forze ucraine siano riuscite a respingere le forze russe e a liberare i territori. Questa possibilità è opera dei coraggiosi soldati ucraini. Al momento il sostegno senza precedenti fornito dalla Nato, ivi compresa l’Italia, sta facendo una differenza sul campo di battaglia, quotidianamente, e rimane vitale, fondamentale, per i progressi da parte dell’Ucraina”.
Riconosciuto il “contributo importante che l’Italia sta dando per aiutare l’Ucraina a difendersi”, con “centinaia di milioni di Euro in termini di aiuti umanitari e finanziari all’Ucraina”.
La decisione russa di lasciare la città che sorge nella parte meridionale dell’Ucraina, è “positiva” in prospettiva di una possibile ripresa delle trattative di pace. E’ questo il giudizio espresso dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, nel corso di una conferenza stampa organizzata prima di partire per l’Uzbekistan.

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