Stangata annunciata

Alla fine è arrivata la stangata: la bolletta della luce costerà il 59% in più e ci è andata pure bene dal momento che l’intervento dell’autorità per la regolamentazione per l’energia, le reti e l’ambiente è stato finalizzato a evitare che i prezzi addirittura raddoppiassero. La mazzata è giunta, puntualissima, nel pomeriggio di ieri. I conti sono presto fatti. I costi che le famiglie dovranno sostenere per la luce saranno pari a 66 centesimi al KWh, il peso della bolletta è più che raddoppiato nel brevissimo volgere di un anno appena. Se nel 2021, infatti, la spesa annua media per famiglia tipo è stata, secondo i dati Arera, di 632 euro, quest’anno la stessa identica famiglia si troverà a dover sborsare 1.322.

Il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, ha commentato così le decisioni dell’organismo: “L’eccezionalità della situazione, con un conflitto che rende incerte le forniture e continua a spingere in alto i prezzi ha meritato un intervento altrettanto eccezionale, anche considerando che il parlamento e il governo sono impegnati in una fase di transizione”. E dunque: “Un raddoppio delle bollette avrebbe potuto spingere all’aumento della morosità, mettendo ulteriormente in difficoltà le famiglie e il sistema energetico”. Insomma, siamo stati anche fortunati. Almeno per il momento.

Arera ha infatti spiegato che “i prezzi all’ingrosso del gas, giunti a livelli abnormi negli ultimi mesi a causa del perdurare della guerra in Ucraina, dei timori sulla sicurezza dei gasdotti e delle tensioni finanziarie, avrebbero portato ad un incremento del 100% circa, nonostante l’intervento del governo con il decreto Aiuti bis”. L’autorità, dunque, “per limitare ulteriormente gli aumenti dei prezzi su famiglie e imprese”, ha deciso “di posticipare eccezionalmente il necessario recupero della differenza tra i prezzi preventivati per lo scorso trimestre e i costi reali che si sono verificati, anch’essi caratterizzati da aumenti straordinariamente elevati”. Ma non basta: “Nel terzo trimestre 2022, in base ai dati di preconsuntivo, il prezzo unico nazionale dell’elettricità è pressoché raddoppiato rispetto al secondo trimestre 2022 e quasi quadruplicato rispetto al livello medio del corrispondente trimestre del 2021”. Dunque l’intervento eccezionale dell’autorità per il quarto trimestre del 2022, che si somma agli interventi del Governo, “pur non essendo in grado di limitare gli aumenti, ha ridotto al +59% l’aumento del prezzo di riferimento dell’energia elettrica per la famiglia tipo in tutela”.

L’annuncio ha immediatamente scatenato la rabbia dei consumatori. L’Unc, che ha calcolato che le bollette saliranno in un anno a ben 1.782 euro, parla di “una Caporetto per le famiglie, uno tsunami si è abbattuto sul Paese con effetti devastanti, come denunciavamo da tempo”. Perciò, secondo il presidente Marco Vignola: “Il governo deve intervenire immediatamente con un consiglio dei ministri straordinario per varare un provvedimento urgente che blocchi questi prezzi stellari, impazziti e insostenibili”.

Intervistato da Repubblica, il ministro alla transizione ecologica Roberto Cingolani era tornato sulla necessità di un tetto al prezzo del gas e sulla scelta di Arera di aggiornare mensilmente le bollette, ha spiegato: “L’agenzia sta rivedendo alcuni meccanismi proprio perché sono i primi ad essere consapevoli della grande complessità della situazione frutto di una vera e propria economia di guerra. L’Arera opera sempre nell`interesse degli utenti, per cui tenderei a fidarmi. Di fondo, però, il problema è che la borsa del gas di Amsterdam non funziona: il Ttf non riflette assolutamente la situazione del mercato e le quotazioni sono assolutamente innaturali. Per questo occorre introdurre il price-cap, non dico per tornare ai prezzi di un anno e mezzo fa ma almeno per evitare certi picchi inaccettabili”.

Intanto oggi ci sarà la riunione d’emergenza dei ministri dell’Energia dell’Ue. L’appuntamento, fortemente voluto dalla presidenza ceca, servirà a mettere sul piatto le proposte comunitarie per un intervento di emergenza finalizzato a contrastare i prezzi sempre più elevati per l’energia nell’Eurozona. Il price cap del gas sarà tra i temi del giorno, sostenuto – oltre che dall’Italia – anche da Francia, Spagna e Polonia.

Alla fine è arrivata la stangata: la bolletta della luce costerà il 59% in più e ci è andata pure bene dal momento che l’intervento dell’autorità per la regolamentazione per l’energia, le reti e l’ambiente è stato finalizzato a evitare che i prezzi addirittura raddoppiassero. La mazzata è giunta, puntualissima, nel pomeriggio di ieri. I conti sono presto fatti. I costi che le famiglie dovranno sostenere per la luce saranno pari a 66 centesimi al KWh, il peso della bolletta è più che raddoppiato nel brevissimo volgere di un anno appena. Se nel 2021, infatti, la spesa annua media per famiglia tipo è stata, secondo i dati Arera, di 632 euro, quest’anno la stessa identica famiglia si troverà a dover sborsare 1.322.

Il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, ha commentato così le decisioni dell’organismo: “L’eccezionalità della situazione, con un conflitto che rende incerte le forniture e continua a spingere in alto i prezzi ha meritato un intervento altrettanto eccezionale, anche considerando che il parlamento e il governo sono impegnati in una fase di transizione”. E dunque: “Un raddoppio delle bollette avrebbe potuto spingere all’aumento della morosità, mettendo ulteriormente in difficoltà le famiglie e il sistema energetico”. Insomma, siamo stati anche fortunati. Almeno per il momento.

Arera ha infatti spiegato che “i prezzi all’ingrosso del gas, giunti a livelli abnormi negli ultimi mesi a causa del perdurare della guerra in Ucraina, dei timori sulla sicurezza dei gasdotti e delle tensioni finanziarie, avrebbero portato ad un incremento del 100% circa, nonostante l’intervento del governo con il decreto Aiuti bis”. L’autorità, dunque, “per limitare ulteriormente gli aumenti dei prezzi su famiglie e imprese”, ha deciso “di posticipare eccezionalmente il necessario recupero della differenza tra i prezzi preventivati per lo scorso trimestre e i costi reali che si sono verificati, anch’essi caratterizzati da aumenti straordinariamente elevati”. Ma non basta: “Nel terzo trimestre 2022, in base ai dati di preconsuntivo, il prezzo unico nazionale dell’elettricità è pressoché raddoppiato rispetto al secondo trimestre 2022 e quasi quadruplicato rispetto al livello medio del corrispondente trimestre del 2021”. Dunque l’intervento eccezionale dell’autorità per il quarto trimestre del 2022, che si somma agli interventi del Governo, “pur non essendo in grado di limitare gli aumenti, ha ridotto al +59% l’aumento del prezzo di riferimento dell’energia elettrica per la famiglia tipo in tutela”.

L’annuncio ha immediatamente scatenato la rabbia dei consumatori. L’Unc, che ha calcolato che le bollette saliranno in un anno a ben 1.782 euro, parla di “una Caporetto per le famiglie, uno tsunami si è abbattuto sul Paese con effetti devastanti, come denunciavamo da tempo”. Perciò, secondo il presidente Marco Vignola: “Il governo deve intervenire immediatamente con un consiglio dei ministri straordinario per varare un provvedimento urgente che blocchi questi prezzi stellari, impazziti e insostenibili”.

Intervistato da Repubblica, il ministro alla transizione ecologica Roberto Cingolani era tornato sulla necessità di un tetto al prezzo del gas e sulla scelta di Arera di aggiornare mensilmente le bollette, ha spiegato: “L’agenzia sta rivedendo alcuni meccanismi proprio perché sono i primi ad essere consapevoli della grande complessità della situazione frutto di una vera e propria economia di guerra. L’Arera opera sempre nell`interesse degli utenti, per cui tenderei a fidarmi. Di fondo, però, il problema è che la borsa del gas di Amsterdam non funziona: il Ttf non riflette assolutamente la situazione del mercato e le quotazioni sono assolutamente innaturali. Per questo occorre introdurre il price-cap, non dico per tornare ai prezzi di un anno e mezzo fa ma almeno per evitare certi picchi inaccettabili”.

Intanto oggi ci sarà la riunione d’emergenza dei ministri dell’Energia dell’Ue. L’appuntamento, fortemente voluto dalla presidenza ceca, servirà a mettere sul piatto le proposte comunitarie per un intervento di emergenza finalizzato a contrastare i prezzi sempre più elevati per l’energia nell’Eurozona. Il price cap del gas sarà tra i temi del giorno, sostenuto – oltre che dall’Italia – anche da Francia, Spagna e Polonia.

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