Stretto di Taiwan sale la tensione ora gli Usa temono l’escalation di Pechino

di Nico Bove

Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, teme una prova di forza cinese nei rapporti con Taiwan. In una conversazione con l’ex segretario di Stato Usa Condoleezza Rice alla Stanford University, Blinken ha evidenziato come Pechino sia “determinata a perseguire la riunificazione in tempi molto più rapidi”. Le parole di Xi Jinping al Congresso del Partito Comunista Cinese, in corso a Pechino, sono suonate come un allarme negli Stati Uniti.

“Se non funzioneranno i mezzi pacifici, allora ricorrerà a mezzi coercitivi e se non funzioneranno potrebbe eventualmente passare alla forza per raggiungere l’obiettivo. E’ quello che sta sconvolgendo radicalmente lo status quo e creando enormi tensioni”, ha detto il diplomatico statunitense.

Le sue preoccupazioni sono di natura politica ma soprattutto economica: “Se ci fosse uno sconvolgimento a causa di una crisi, ne risentirebbero i Paesi di tutto il mondo. E per quanto riguarda i semiconduttori, se venisse compromessa la produzione di Taiwan, si scatenerebbe una crisi economica in tutto il mondo”.
Le mosse del gigante asiatico vengono seguite con attenzione anche in Gran Bretagna. L’intelligence di sua maestà starebbe per diffondere una “allerta di minaccia” per i tentativi dei militari cinesi di reclutare ex piloti di jet della Royal Air Force e colleghi in servizio per addestrare le sue unità. Il Guardian e la Bbc ritengono che una trentina di unità abbiano accettato offerte molto generose per lavorare per l’aeronautica del Paese di Xi Jinping attraverso Paesi terzi, in particolare con un’accademia di volo in Sudafrica.

Secondo il giornale, pur non essendoci alcun divieto esplicito, “preoccupazione e disapprovazione” è stata espressa per i programmi considerati una “minaccia per gli interessi del Regno Unito e dell’Occidente”.

Con l’allarme, gli 007 mettono in guardia i piloti britannici dal diffondere informazioni sensibili ai militari cinesi, violando l’Official Secrets Act. A coloro che sono stati contattati verrà chiesto di riferire al ministero della Difesa per tenere sotto controllo la situazione. Tentativi di reclutamento sarebbero attualmente in corso e si starebbero intensificando.

I piloti britannici verrebbero “utilizzati” per comprendere meglio le modalità operative degli occidentali. Dettagli che potrebbero rivelarsi preziosi in caso di conflitto, in un momento in cui a Londra e Washington si dà per imminente una recrudescenza della tensione intorno a Taipei. Sulla “lista della spesa” di Pechino, secondo la Bbc, ci sarebbero anche piloti di altri Paesi alleati. Una fonte ha quantificato economicamente l’ammontare del “pacchetto redditizio che viene offerto”. In alcuni casi si ritiene che possa sfondare il tetto dei 270.000 euro.

Per la prestigiosa emittente con sede alla Broadcasting House di Westminster, nella capitale, la Gran Bretagna è venuta a conoscenza di un numero ristretto di casi di reclutamento di ex piloti militari nel 2019. Poi la diffusione della pandemia di Covid-19, con la Cina messa sotto chiave per le misure di contenimento, ha rallentato l’operazione, ma adesso l’attività sarebbe ripresa. Un ufficiale occidentale, coperto dall’anonimato, ha parlato di un “aumento significativo”. E, riporta ancora la Bbc, le lusinghe dorate si sarebbero estese anche al personale in servizio, anche se finora nessuno sembra aver accettato.
Al momento non vi sono informazioni tali da poter far pensare ad un coinvolgimento di piloti di F-35, anche se la Cina avrebbe mostrato grande interesse per questo tipo di profili. A destare particolare preoccupazione è l’arruolamento tramite intermediari, più complicato da individuare e tracciare. “Stiamo adottando misure incisive per fermare i programmi di reclutamento cinesi”, ha fatto sapere un portavoce del ministero della Difesa di Londra.

di Nico Bove

Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, teme una prova di forza cinese nei rapporti con Taiwan. In una conversazione con l’ex segretario di Stato Usa Condoleezza Rice alla Stanford University, Blinken ha evidenziato come Pechino sia “determinata a perseguire la riunificazione in tempi molto più rapidi”. Le parole di Xi Jinping al Congresso del Partito Comunista Cinese, in corso a Pechino, sono suonate come un allarme negli Stati Uniti.

“Se non funzioneranno i mezzi pacifici, allora ricorrerà a mezzi coercitivi e se non funzioneranno potrebbe eventualmente passare alla forza per raggiungere l’obiettivo. E’ quello che sta sconvolgendo radicalmente lo status quo e creando enormi tensioni”, ha detto il diplomatico statunitense.

Le sue preoccupazioni sono di natura politica ma soprattutto economica: “Se ci fosse uno sconvolgimento a causa di una crisi, ne risentirebbero i Paesi di tutto il mondo. E per quanto riguarda i semiconduttori, se venisse compromessa la produzione di Taiwan, si scatenerebbe una crisi economica in tutto il mondo”.
Le mosse del gigante asiatico vengono seguite con attenzione anche in Gran Bretagna. L’intelligence di sua maestà starebbe per diffondere una “allerta di minaccia” per i tentativi dei militari cinesi di reclutare ex piloti di jet della Royal Air Force e colleghi in servizio per addestrare le sue unità. Il Guardian e la Bbc ritengono che una trentina di unità abbiano accettato offerte molto generose per lavorare per l’aeronautica del Paese di Xi Jinping attraverso Paesi terzi, in particolare con un’accademia di volo in Sudafrica.

Secondo il giornale, pur non essendoci alcun divieto esplicito, “preoccupazione e disapprovazione” è stata espressa per i programmi considerati una “minaccia per gli interessi del Regno Unito e dell’Occidente”.

Con l’allarme, gli 007 mettono in guardia i piloti britannici dal diffondere informazioni sensibili ai militari cinesi, violando l’Official Secrets Act. A coloro che sono stati contattati verrà chiesto di riferire al ministero della Difesa per tenere sotto controllo la situazione. Tentativi di reclutamento sarebbero attualmente in corso e si starebbero intensificando.

I piloti britannici verrebbero “utilizzati” per comprendere meglio le modalità operative degli occidentali. Dettagli che potrebbero rivelarsi preziosi in caso di conflitto, in un momento in cui a Londra e Washington si dà per imminente una recrudescenza della tensione intorno a Taipei. Sulla “lista della spesa” di Pechino, secondo la Bbc, ci sarebbero anche piloti di altri Paesi alleati. Una fonte ha quantificato economicamente l’ammontare del “pacchetto redditizio che viene offerto”. In alcuni casi si ritiene che possa sfondare il tetto dei 270.000 euro.

Per la prestigiosa emittente con sede alla Broadcasting House di Westminster, nella capitale, la Gran Bretagna è venuta a conoscenza di un numero ristretto di casi di reclutamento di ex piloti militari nel 2019. Poi la diffusione della pandemia di Covid-19, con la Cina messa sotto chiave per le misure di contenimento, ha rallentato l’operazione, ma adesso l’attività sarebbe ripresa. Un ufficiale occidentale, coperto dall’anonimato, ha parlato di un “aumento significativo”. E, riporta ancora la Bbc, le lusinghe dorate si sarebbero estese anche al personale in servizio, anche se finora nessuno sembra aver accettato.
Al momento non vi sono informazioni tali da poter far pensare ad un coinvolgimento di piloti di F-35, anche se la Cina avrebbe mostrato grande interesse per questo tipo di profili. A destare particolare preoccupazione è l’arruolamento tramite intermediari, più complicato da individuare e tracciare. “Stiamo adottando misure incisive per fermare i programmi di reclutamento cinesi”, ha fatto sapere un portavoce del ministero della Difesa di Londra.

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