Sull’obbligo di mascherine Bianchi sconfessa Costa


Idee confuse nel governo: per il ministro dell’Istruzione indossarle a scuola “è un atto di rispetto verso gli altri”, ma per il sottosegretario alla Salute è solo una scelta politica

Nonostante l’atroce caldo di questi giorni, nonostante la netta flessione della curva epidemica, nonostante per svolgere molte attività non serva indossare la mascherina, a scuola l’obbligo del dispositivo sul volto è stato prorogato fino al termine dell’anno scolastico. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, incontrando oggi gli alunni dell’Istituto “Giulio Natta” di Bergamo, ha affermato che tenere il pezzo di stoffa su naso e bocca sarebbe “un atto di rispetto nei confronti degli altri” e “un atto di rispetto reciproco”. Bianchi ha quindi avvisato: “Si toglierà quando riterremo che non noi, ma il nostro vicino sia al sicuro”. Per dare più enfasi al concetto, ha aggiunto: “È questo il punto fondamentale della democrazia: c’è solo quando sono sicuro che il mio vicino abbia il mio stesso diritto”.

Bianchi, pertanto, spiega l’obbligo di mascherina con ragioni di profilassi sanitaria. “La mascherina non è una imposizione né altro”, ha rimarcato. Prima di rivolgersi agli studenti però, il ministro dell’Istruzione dovrebbe chiarirsi con i suoi colleghi di governo. Meno di dieci giorni fa, infatti, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa aveva detto, ospite a Rainews, che oggi ci sono le condizioni per togliere le mascherine durante le attività didattiche. Tuttavia, aveva aggiunto, “nel governo ci sono sensibilità diverse e credo che mantenerle non sia una scelta scientifica ma più un’interpretazione politica: ha prevalso questa linea”. Una scelta politica. Tradotto: costringere i nostri figli a indossare la mascherina sul volto non ha nulla a che fare con la scienza. Proprio il contrario di quanto ha affermato oggi Bianchi. Si dà il caso che nell’esecutivo non si abbia propriamente unità d’intenti attorno a questa tematica. Lo dimostrano anche le parole pronunciate a “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1 dall’altro sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: “Sono favorevole all’addio alle mascherine. Basta. È stata utile. Ma con la circolazione attuale, soprattutto quella osservata nell’ultima settimana e il calo cospicuo dei ricoverati, non serve”.


Idee confuse nel governo: per il ministro dell’Istruzione indossarle a scuola “è un atto di rispetto verso gli altri”, ma per il sottosegretario alla Salute è solo una scelta politica

Nonostante l’atroce caldo di questi giorni, nonostante la netta flessione della curva epidemica, nonostante per svolgere molte attività non serva indossare la mascherina, a scuola l’obbligo del dispositivo sul volto è stato prorogato fino al termine dell’anno scolastico. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, incontrando oggi gli alunni dell’Istituto “Giulio Natta” di Bergamo, ha affermato che tenere il pezzo di stoffa su naso e bocca sarebbe “un atto di rispetto nei confronti degli altri” e “un atto di rispetto reciproco”. Bianchi ha quindi avvisato: “Si toglierà quando riterremo che non noi, ma il nostro vicino sia al sicuro”. Per dare più enfasi al concetto, ha aggiunto: “È questo il punto fondamentale della democrazia: c’è solo quando sono sicuro che il mio vicino abbia il mio stesso diritto”.

Bianchi, pertanto, spiega l’obbligo di mascherina con ragioni di profilassi sanitaria. “La mascherina non è una imposizione né altro”, ha rimarcato. Prima di rivolgersi agli studenti però, il ministro dell’Istruzione dovrebbe chiarirsi con i suoi colleghi di governo. Meno di dieci giorni fa, infatti, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa aveva detto, ospite a Rainews, che oggi ci sono le condizioni per togliere le mascherine durante le attività didattiche. Tuttavia, aveva aggiunto, “nel governo ci sono sensibilità diverse e credo che mantenerle non sia una scelta scientifica ma più un’interpretazione politica: ha prevalso questa linea”. Una scelta politica. Tradotto: costringere i nostri figli a indossare la mascherina sul volto non ha nulla a che fare con la scienza. Proprio il contrario di quanto ha affermato oggi Bianchi. Si dà il caso che nell’esecutivo non si abbia propriamente unità d’intenti attorno a questa tematica. Lo dimostrano anche le parole pronunciate a “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1 dall’altro sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: “Sono favorevole all’addio alle mascherine. Basta. È stata utile. Ma con la circolazione attuale, soprattutto quella osservata nell’ultima settimana e il calo cospicuo dei ricoverati, non serve”.

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