Economia

La Commissione Ue sconfessa la Corte di giustizia: “No alla SuperLega”. L’assist a Ceferin

di Giovanni Vasso -


La Superlega non s’ha da fare: dopo la sentenza della Corte Europea, l’Ue corregge il tiro e si impegna, con il vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas, “a sostenere lo sport inclusivo”. Cioè l’attuale sistema Uefa-Fifa, sanzionato come monopolio dai giudici comunitari. E lo ha fatto durante un incontro a Bruxelles proprio con il numero uno del calcio europeo, Aleksandr Ceferin.

Le parole che utilizza Schinas per accorrere al capezzale di Ceferin e Infantino sono solenni, anche troppo. Definisce “incrollabile e incondizionato” l’impegno della Commissione “a favore del modello di sport, in particolare di calcio, inclusivo, giusto e legato anche alla sua dimensione amatoriale, dilettantistica e non dominato dalla sola dimensione commerciale”. L’Uefa, però, negli anni non ha certo brillato per solidarietà e disinteresse nell’approccio commerciale. Anzi. Basterebbe una ricerca su Google per ritrovare una lunga, interminabile, serie di striscioni, su tutti i campi d’Europa, contro l’avidità del calcio Ue e gli aumenti, netti e inesorabili, dei prezzi negli stadi anche nei settori popolari.

“Certamente non commenterò la decisione della Corte, che tutti possono leggere e valutare; sono certo che molti avvocati, in tutta Europa, si faranno pagare per farlo – si schermisce per colpire meglio Schinas -. Quello che posso dire, come responsabile anche dello sport insieme alla commissaria Ivanova, è reiterare che il nostro impegno nei confronti del modello sportivo europeo è incrollabile. Incrollabile e incondizionato”. Parole nette: “C’è un elemento commerciale nello sport e nel calcio, ma il modello sportivo europeo riguarda tutti, riguarda l’inclusione, l’equità, il legame con lo sport amatoriale”. Che se ne siano accorti in pochi, però, è una certezza. Così come è una certezza il numero, sempre alto ed eccessivo, di fallimenti dei club che militano nelle serie minori. Ma Margaratis Schinas che parla a nome della Commissione Ue è pronto ad addossare alla SuperLega ogni colpa: “È un elemento del nostro modo di essere, del nostro modo di vivere. In questo senso, continuerò a difendere questa nozione di un modello sportivo europeo inclusivo. E sono molto confortato dal fatto di non essere solo in questa difesa. I nostri Stati membri, il Parlamento europeo, i tifosi, le associazioni: tutti condividono questo modo di vedere lo sport e il calcio in Europa”. E pure questo, in fondo, è opinabile. Il tifo è umorale, passionale. I conti, invece, non lo sono.


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