Economia

Calcio uguale impresa, la Corte Ue apre alla Superlega

di Giovanni Vasso -

SERGIO MATTARELLA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, ALEKSANDER CEFERIN PRESIDENTE UEFA


Solo chi ha vissuto su Marte negli ultimi trent’anni si poteva aspettare una pronuncia differente da parte della Corte di giustizia Ue. Il calcio è impresa ed economia, prima ancora che sport. E dunque nessuno può sfruttare e abusare di una posizione dominante. L’Uefa, ieri mattina s’è sentita dire dai giudici comunitari chiunque può organizzare tornei, competizioni e sfide senza dover, per forza, ottenere la benedizione di Aleksander Ceferin. Che vede materializzarsi, di nuovo, l’incubo più temuto. Quello della Superlega. Più che il torneo che verrà, semmai lo farà, la notizia è che per la giurisdizione europea l’Uefa (insieme alla Fifa) è paragonabile alle grandi aziende, agli over the Top, per esempio, in campo digitale, che hanno monopolizzato interi settori economici. E a cui i magistrati Ue continuano, di volta in volta, a irrogare sanzioni salatissime.

La sentenza della Corte Ue ha scatenato un pandemonio. Tutte le leghe professionistiche più importanti, dalla Federcalcio italiana fino alla Premier League, passando per la Liga, hanno riconfermato la loro assoluta lealtà all’Uefa. Avrebbero tutto da perdere, i tornei nazionali, da un’eventuale SuperLega continentale. Anche se il torneo non li sostituirebbe bensì si affiancherebbe ai campionati come una sorta di Eurolega di basket. Il bersaglio non sono loro ma la Champions. La SuperLega, però si presenta bene. Due anni non sono passati invano. E i promotori del progetto hanno presentato l’idea di un campionato continentale strutturato su tre leghe, Star, Gold e Blue, da sedici club ognuna, tranne l’ultima che ne conterebbe trentadue. Il merito, uno dei grandi temi sollevati dalla contestazione popolare del 2020, viene soddisfatto con i criteri di promozioni e retrocessioni. Ma il vero valore aggiunto della proposta di A22 sta nell’offerta delle partite gratis a tutti i tifosi, su una piattaforma specifica. Il Ceo dell’azienda promotrice della Superlega, Bernd Rechart, mira al bersaglio grosso: “Ci sono tifosi che devono pagare cifre molto alte per seguire le partite della propria squadra. Noi vogliamo ripensare il calcio anche a livello di tifosi, qualcosa mai visto prima. Proponiamo di creare una piattaforma streaming, Unify, che permetterà ai tifosi di godersi la loro passione per il calcio e guardare tutte le partite in diretta gratuitamente, sia maschili che femminili”. Una rivoluzione vera. Che potrebbe rappresentare la carta vincente, soprattutto a livello comunicativo, per il nuovo torneo. Rechart, però, non vuole litigare con nessuno: “Siamo aperti al dialogo con tutti gli stakeholder del calcio”. Club compresi.

Dei dodici ribelli che presentarono la proposta, ne sono rimasti due. Il Barcellona e il Real Madrid. Florentino Perez ha esultato alla sentenza Ue: “Finalmente i club saranno padroni del loro destino. Ci avviamo a un’era in cui potremo lavorare liberamente, senza minacce, con l’obiettivo di innovare e migliorare il calcio”. Le minacce, va da sé, sono quelle che Uefa e Fifa hanno fatto pervenire alle squadre promotrici del progetto, al punto da indurre ben dieci di loro (tra cui l’Inter, il Milan e solo pochi mesi fa la Juventus) a tirarsi indietro. Ceferin, presidente Uefa, è pronto a usare tutte le armi possibili. Compresa, ovviamente, quella della retorica: “Oggi abbiamo avuto l’ulteriore conferma che quello della Superlega è un progetto chiuso e non aperto. Squadre come Girona e Atalanta non si potrebbero qualificare e questo non sarebbe giusto. Noi non proveremo a fermarli, non lo abbiamo mai fatto. Possono creare quello che vogliono. Spero che sappiano cosa stiano facendo, ma non ne sono sicuro”. Accanto a lui, però, non c’era Percassi e nemmeno un delegato del City Group che possiede le quote della capolista spagnola. C’era il presidente del Psg e dell’Eca Al Khelaifi che non ha fatto mancare il suo sostegno all’Uefa: “Non cambia niente con la decisione di oggi, ma ci renderà più forti e migliori. Loro propongono la Superlega, noi siamo orgogliosi della Champions League”. Non sia mai che questo sia, finalmente, l’anno buono per i parigini dopo tanti milioni spesi e delusioni mai digerite.

In Italia, la sentenza Ue ha avuto come prima conseguenza il rimbalzo in borsa delle società ancora quotate. La Lazio ha guadagnato il 7 per cento, la Juventus addirittura ha festeggiato un aumento in doppia cifra: 16 per cento. Andrea Agnelli, ex presidente del club bianconero, s’è tolto la soddisfazione di tornare a scrivere, sui social, “Fino alla fine” nel tripudio social dei tifosi juventini che, nella sentenza Ue, hanno scorto gli elementi di una rivincita. Come e più dello stesso Agnelli nei confronti del cugino Jaki.


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