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Esteri

Tajani rappresenterà l’Italia alla riunione del Board of Peace

Berlino invierà un alto funzionario come osservatore

di Mauro Trieste -


Sarà il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a rappresentare l’Italia, invitata “come osservatrice” alla prima riunione del Board of Peace a Washington. Parlando con i giornalisti al suo arrivo a Tirana, prima dell’incontro ministeriale sul Corridoio VIII, Tajani ha confermato la scelta: “Sì, andrò io a Washington a rappresentare l’Italia come osservatrice a questa prima riunione del Board of Peace, per essere presenti nel momento in cui si parla e si prendono le decisioni per la ricostruzione di Gaza, sul futuro della Palestina. Intanto arriva la notizia che Berlino invierà come osservatore un alto funzionario al Board di Trump.

Tajani spiega il senso della scelta dell’Italia

L’Italia è sempre stata protagonista nell’area del Mediterraneo – ha aggiunto il titolare della FarnesinaNon possiamo non essere parte di una strategia che dovrà vederci ancora in prima linea. Noi dobbiamo, continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto per la costruzione della pace e della stabilità dell’intera area del Medio Oriente”. Quella italiana è “una scelta politica che rispetta la Costituzione della Repubblica”, ha spiegato ancora Tajani. La premier Giorgia Meloni, come ha scritto il Wall Street Journal, sta provando a mantenere vive le difficili relazioni transatlantiche con mosse equilibrate che non portino a strappi né con Bruxelles né con Washington. Roma punta a fare da raccordo su diversi dossier.

I dubbi dei preti contro il genocidio sul Board of Peace

La Rete italiana “Preti contro il Genocidio” ha diffuso una lettera aperta indirizzata a Meloni sulla partecipazione italiana. Nella missiva si evidenzia che la formula scelta appare ambigua e politicamente rischiosa, oltre a sollevare un problema di parità, trasparenza e coerenza con l’art. 11 della Costituzione. Dopo aver richiamato alcuni elementi statutari del Board, la Rete invoca la centralità di Onu/Ue e del diritto internazionale.

Marattin non vede alternative praticabili in questa fase

Favorevole alla scelta del governo di prendere parte ai lavori dell’organismo, è il Partito Liberaldemocratico, guidato dal deputato Luigi Marattin. Secondo i liberaldemocratici, per proseguire nel Piano di Pace vidimato dall’Onu e dalla comunità internazionale, occorre completare la governance dell’intervento della comunità internazionale a Gaza. “E ad oggi nessuno ha fornito un’alternativa al piano approvato dall’Onu, che prevede un ruolo di questo benedetto Board of Peace”. “La politica estera – si legge nella nota del gruppo – non è fatta solo da ideali romantici ma da soluzioni che sul campo risolvano i problemi”. L’unico modo per provare a evitare una nuova guerra è esserci.


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