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Tari, la stangata al Sud: si paga quasi il doppio rispetto al Nord

La città più cara d'Italia è Catania, i numeri di Cittadinanzattiva

di Cristiana Flaminio -


Tari, quanto ci costi. Al Sud, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti si paga (quasi) il doppio che al Nord. E la città dove il conto è più salato è Catania, in Sicilia, dove in media il costo della “bolletta” si attesta poco sopra i 600 euro.

Tari, quanto ci costi

I numeri li ha snocciolati Cittadinanzattiva. Una ricerca svela quanto costa la Tari alle famiglie italiane. E ribadisce che, pure per lo smaltimento dei rifiuti, è arrivato l’aumento. Mediamente, sull’intero territorio nazionale, si pagano 340 euro. Un importo che, stando ai dati, risulta in salita de 3,3% rispetto allo scorso anno quando se ne dovevano scucire 329. I rincari hanno interessato ben 95 capoluoghi di provincia sui 110 complessivi. In pratica, la Tari non è aumentata solo in Molise, Valle d’Aosta e Sardegna. E, a proposito di Regioni, la più esosa si rivela la Puglia dove si pagano mediamente 445 euro di Tari. Al secondo posto c’è la Campania, con 418 euro. Sull’ultimo gradino del podio si piazza la Sicilia dove per lo smaltimento dei rifiuti si deve contribuire, in media, con 402 euro annui. E, a proposito di Sicilia, è Catania la città più “cara” d’Italia con una media di Tari che si attesta a 602 euro. Al secondo posto si conferma Pisa, in Toscana con 557 euro. Segue Genova dove l’esborso medio per la Tari è stimato in 509 euro. Napoli rimane fuori dal podio quest’anno con una media pari a 496 euro. Completano la top ten dei capoluoghi di provincia più esosi le città pugliesi di Andria, Barletta e Brindisi, un’altra toscana come Pistoia, Reggio Calabria, Salerno.

Dove si paga di meno

La città dove si paga di meno sta al Nord. Si tratta di Cremona, dove il conto non supera i 200 euro a famiglia (196 per la precisione). Si conferma al secondo posto il capoluogo friulano di Udine (199 euro) a pari merito con Trento. Isernia in Molise registra pagamenti medi da 208 euro. A seguire ci sono Fermo, nelle Marche, poi il resto della pattuglia del Nord: Pordenone, Brescia, Bergamo, Belluno e La Spezia.

La Lombardia è la seconda Regione più “economica” d’Italia sul fronte Tari con una spesa media di 262 euro. Riesce a far meglio solo il Trentino Alto Adige dove l’esborso si attesta a 224 euro. E ciò nonostante un aumento, netto, dei prezzi imposti alle famiglie che hanno superato il 10% di aumento. Un anno fa, difatti, da quelle parti si pagavano 203 euro. Il Veneto si difende bene con 290 euro di “spesa” per la Tari. Almeno i numeri legati alla raccolta differenziata aumentano. Anche a livello nazionale, la media supera il 66,5%.

La Regione più virtuosa, in tal senso, è il Veneto dove viene differenziato il 77,7% dei rifiuti. Quel tanto che basta per scalzare il primato dell’Emilia Romagna (77,1%). Tra le peggiori non ci sono solo Regioni del Sud. C’è, per esempio, la Liguria dove viene differenziato, secondo Cittadinanzattiva, il 58% dei rifiuti. Meglio, per carità, della pattuglia meridionale. Le peggiori sono Sicilia e Calabria che raggiungono rispettivamente il 55,2% e il 55,1%.


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