TEMPESTA DI FUOCO

“Oltre 120 missili” sono stati lanciati ieri dalla Russia sulle città ucraine per “distruggere infrastrutture critiche e uccidere civili in massa”. Lo ha riferito via social Mykhailo Podolyak, il consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sconfessando clamorosamente i suoi vertici politici e le intelligence di mezzo Occidente che da mesi danno per certo l’esaurimento delle scorte a disposizione delle truppe di Putin. Le sirene di allarme sono suonate in tutto il Paese e i sistemi di difesa aerea sono stati attivati a Kiev, Kharkiv, Mykolaiv, Zhytomyr e Poltava.
“Dopo una notte di attacchi con droni, il nemico sta attaccando l’Ucraina da varie direzioni con missili lanciati da aerei e da navi”, ha comunicato l’Aeronautica ucraina. Il capo dell’amministrazione regionale di Odessa, Maksym Marchenko, ha parlato via Telegram di un “massiccio attacco missilistico”, esortando la popolazione a restare nei rifugi.
Il sindaco di Leopoli Andrii Sadovyi, citato dalla Cnn, ha detto che il 90% della città è senza energia elettrica. “Il 90% della città è senza elettricità. Aspettiamo informazioni dagli ingegneri. Tram e filobus non circolano in città. Potrebbero esserci interruzioni nella fornitura di acqua. Stiamo utilizzando generatori diesel nelle infrastrutture critiche”, ha scritto in un messaggio su Telegram.
Il 40% dei residenti a Kiev è rimasto senza corrente elettrica dopo gli ultimi raid a raffica. Ad annunciarlo è stato il sindaco Vitali Klitschko. I gestori della rete hanno adottato misure di sicurezza e si sono messi all’opera per ripristinare il servizio. Il governo russo ha definito la proposta di Zelensky di tenere un vertice di pace all’inizio del 2023 una “idea folle”. “Si tratterebbe, ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, di un incontro nella sede delle Nazioni Unite il 24 febbraio, anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale, per una sorta di ‘vertice di pace’ che, secondo il piano dei vertici di Kiev, dovrebbe contribuire ad attuare le bizzarre trovate del (presidente ucraino Volodymyr) Zelensky”.
“Consideriamo questa folle idea come una nuova campagna pubblicitaria di Washington, che da tempo cerca di presentare il regime di Kiev come una sorta di pacificatore”, ha aggiunto la portavoce, come riportato dall’agenzia di stampa russa Tass.
Zakharova ha ridicolizzato la condizione dettata dagli ucraini, secondo i quali i russi potranno partecipare solo dopo aver messo fine all’operazione militare speciale: “Hanno raggiunto un punto in cui presentano qualsiasi idea stravagante e la presentano in qualsiasi forma legale internazionale”. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che le regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson “devono essere liberate”. Lavrov ha ribadito che Mosca è “decisa” a raggiungere gli obiettivi prefissati.

I presidenti di Russia e Cina, Vladimir Putin e Xi Jinping, oggi avranno un colloquio in videoconferenza per discutere dei “temi regionali più gravi”. “Stiamo preparando un momento di contatto tra Putin e Xi che avrà luogo domani mattina, ora di Mosca, e sarà una videoconferenza”, ha annunciato ieri il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Sarà molto importante scambiare posizioni sui problemi regionali più gravi”, ha aggiunto il portavoce, anticipando che si parlerà anche di commercio e relazioni bilaterali.

“Oltre 120 missili” sono stati lanciati ieri dalla Russia sulle città ucraine per “distruggere infrastrutture critiche e uccidere civili in massa”. Lo ha riferito via social Mykhailo Podolyak, il consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sconfessando clamorosamente i suoi vertici politici e le intelligence di mezzo Occidente che da mesi danno per certo l’esaurimento delle scorte a disposizione delle truppe di Putin. Le sirene di allarme sono suonate in tutto il Paese e i sistemi di difesa aerea sono stati attivati a Kiev, Kharkiv, Mykolaiv, Zhytomyr e Poltava.
“Dopo una notte di attacchi con droni, il nemico sta attaccando l’Ucraina da varie direzioni con missili lanciati da aerei e da navi”, ha comunicato l’Aeronautica ucraina. Il capo dell’amministrazione regionale di Odessa, Maksym Marchenko, ha parlato via Telegram di un “massiccio attacco missilistico”, esortando la popolazione a restare nei rifugi.
Il sindaco di Leopoli Andrii Sadovyi, citato dalla Cnn, ha detto che il 90% della città è senza energia elettrica. “Il 90% della città è senza elettricità. Aspettiamo informazioni dagli ingegneri. Tram e filobus non circolano in città. Potrebbero esserci interruzioni nella fornitura di acqua. Stiamo utilizzando generatori diesel nelle infrastrutture critiche”, ha scritto in un messaggio su Telegram.
Il 40% dei residenti a Kiev è rimasto senza corrente elettrica dopo gli ultimi raid a raffica. Ad annunciarlo è stato il sindaco Vitali Klitschko. I gestori della rete hanno adottato misure di sicurezza e si sono messi all’opera per ripristinare il servizio. Il governo russo ha definito la proposta di Zelensky di tenere un vertice di pace all’inizio del 2023 una “idea folle”. “Si tratterebbe, ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, di un incontro nella sede delle Nazioni Unite il 24 febbraio, anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale, per una sorta di ‘vertice di pace’ che, secondo il piano dei vertici di Kiev, dovrebbe contribuire ad attuare le bizzarre trovate del (presidente ucraino Volodymyr) Zelensky”.
“Consideriamo questa folle idea come una nuova campagna pubblicitaria di Washington, che da tempo cerca di presentare il regime di Kiev come una sorta di pacificatore”, ha aggiunto la portavoce, come riportato dall’agenzia di stampa russa Tass.
Zakharova ha ridicolizzato la condizione dettata dagli ucraini, secondo i quali i russi potranno partecipare solo dopo aver messo fine all’operazione militare speciale: “Hanno raggiunto un punto in cui presentano qualsiasi idea stravagante e la presentano in qualsiasi forma legale internazionale”. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che le regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson “devono essere liberate”. Lavrov ha ribadito che Mosca è “decisa” a raggiungere gli obiettivi prefissati.

I presidenti di Russia e Cina, Vladimir Putin e Xi Jinping, oggi avranno un colloquio in videoconferenza per discutere dei “temi regionali più gravi”. “Stiamo preparando un momento di contatto tra Putin e Xi che avrà luogo domani mattina, ora di Mosca, e sarà una videoconferenza”, ha annunciato ieri il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Sarà molto importante scambiare posizioni sui problemi regionali più gravi”, ha aggiunto il portavoce, anticipando che si parlerà anche di commercio e relazioni bilaterali.
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