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Marocco: la morte dal sottosuolo

E’ di oltre 1.037 morti e 1.204 feriti, di cui 721 gravi, il bilancio del terremoto che ha devastato il Marocco, secondo il ministero dell’Interno di Rabat. Il sisma, secondo l’Us Geological survey, è stato di magnitudo 6,8 della scala Richter (per il Cnrst addirittura 7), e l’epicentro è stato localizzato 70 chilometri a sudovest di Marrakesh, ad una profondità di 18,5 chilometri. Si è sentito con particolare intensità a Marrakesh, Agadir, Rabat e Casablanca. E’ il più grave che abbia mai colpito il paese. Nella sola provincia di Al Haouz, la più danneggiata, si registrano 542 vittime, stando alla mesta conta del dicastero.
Paura anche nel sud della Spagna e in Portogallo. Il call center di emergenza nella regione spagnola dell’Andalusia ha ricevuto più di 20 chiamate da cittadini preoccupati nelle aree intorno a Huelva, Siviglia, Jaén, Málaga, Marbella e Córdoba poco dopo mezzanotte, ha fatto sapere l’organizzazione in un post sui social media. L’agenzia di stampa statale portoghese Lusa ha riferito di chiamate analoghe anche nelle città di Faro, Lisbona e Setúbal.

Le squadre di soccorso lavorano senza sosta. A renderlo noto è stata l’emittente statale Al Aoula.
“Il Marocco è interessato da un’intensa sismicità attestata da molti secoli. Gli eventi più rilevanti si concentrano lungo la costa del Mediterraneo e lungo i monti dell’Atlante. Da ricordare il terremoto dell’11 maggio 1624 che ha interessato la zona di Fes con una magnitudo stimata pari a 6.7; il 29 febbraio 1960 un terremoto di magnitudo 5.7 ha invece colpito, distruggendola e provocando 15.000 vittime, la città di Agadir che è stata completamente ricostruita”, ha sottolineato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. A seguire, il Centro Sismologico Euro-mediterraneo ha localizzato altri 10 eventi, il più forte dei quali ha avuto magnitudo 4.8.
“Ad aver subito i danni maggiori, sono soprattutto i villaggi delle montagne”. Lo ha fatto sapere l’arcivescovo di Rabat. “Non ho ancora informazioni precise di tutto il paese. – ha detto il card. Lopez Romero al Sir -. Siamo costernati per quello che è successo ed esprimiamo la nostra compassione per le famiglie che hanno perso qualche caro e per tutti coloro che sono feriti o hanno subito danni alle abitazioni” .
“Ho sentito che sono più di 600 i morti. So che le autorità marocchine stanno reagendo prontamente e stanno facendo tutto il possibile per aiutare la popolazione colpita. Che io sappia nelle grandi città non ci sono gravi problemi. Voglio quindi esprimere tutta la nostra vicinanza soprattutto a coloro che sono stati colpiti maggiormente dal terremoto e chiedo ai cristiani del paese di pregare per le vittime e fare tutto il possibile per essere vicini a chi ha bisogno”, ha aggiunto l’arcivescovo. Le Nazioni Unite sono pronte ad aiutare concretamente il governo marocchino. “Il segretario generale è profondamente rattristato per il terremoto che ha colpito oggi il Marocco e che ha causato molte vittime”, ha dichiarato Stéphane Dujarric, portavoce di Antonio Guterres.
Il Segretario Generale “esprime solidarietà al governo e al popolo del Marocco in questi momenti difficili. Rivolge le sue più sincere condoglianze alle famiglie delle vittime e augura una pronta guarigione ai feriti”.

L’ambasciata italiana ha allestito un desk all’aeroporto di Marrakech per supportare chi desidera andare via. Lo ha comunicato l’ambasciatore italiano in Marocco, Armando Barucco, parlando a Rainews24. “Tutti i voli sono pieni, dopo lo spavento i turisti vogliono partire – ha spiegato – suggeriamo a chi ha già un biglietto da Marrakesh di andare all’aeroporto dove noi abbiamo organizzato un desk. Per chi non ha ancora un biglietto, prima di tutto ne cerchi uno, ma non necessariamente da Marrakesh”. L’Ambasciata di Rabat e il Consolato Generale di Casablanca, insieme all’Unità di Crisi e al Consolato Onorario di Marrakech, si sono sin da subito attivati per fornire assistenza, in stretto contatto con le autorità marocchine, ai connazionali presenti nell’area interessata dal sisma. E’ quanto si legge in una nota della Farnesina. Il vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, è stato tenuto costantemente aggiornato sugli sviluppi della situazione sin dai primi momenti. “Invito gli italiani attualmente presenti nel Paese e non in possesso di biglietto aereo a evitare di dirigersi all’aeroporto di Marrakech, stante la congestione dello scalo, dove è in ogni caso operativa una cellula del Consolato Onorario di Marrakech raggiungibile al numero telefonico +21 2666342080. Per chi avesse necessità di rientrare immediatamente in Italia suggerisco di verificare anche i voli in partenza dagli Aeroporti di Rabat e Casablanca, regolarmente operativi”.

E’ di oltre 1.037 morti e 1.204 feriti, di cui 721 gravi, il bilancio del terremoto che ha devastato il Marocco, secondo il ministero dell’Interno di Rabat. Il sisma, secondo l’Us Geological survey, è stato di magnitudo 6,8 della scala Richter (per il Cnrst addirittura 7), e l’epicentro è stato localizzato 70 chilometri a sudovest di Marrakesh, ad una profondità di 18,5 chilometri. Si è sentito con particolare intensità a Marrakesh, Agadir, Rabat e Casablanca. E’ il più grave che abbia mai colpito il paese. Nella sola provincia di Al Haouz, la più danneggiata, si registrano 542 vittime, stando alla mesta conta del dicastero.
Paura anche nel sud della Spagna e in Portogallo. Il call center di emergenza nella regione spagnola dell’Andalusia ha ricevuto più di 20 chiamate da cittadini preoccupati nelle aree intorno a Huelva, Siviglia, Jaén, Málaga, Marbella e Córdoba poco dopo mezzanotte, ha fatto sapere l’organizzazione in un post sui social media. L’agenzia di stampa statale portoghese Lusa ha riferito di chiamate analoghe anche nelle città di Faro, Lisbona e Setúbal.

Le squadre di soccorso lavorano senza sosta. A renderlo noto è stata l’emittente statale Al Aoula.
“Il Marocco è interessato da un’intensa sismicità attestata da molti secoli. Gli eventi più rilevanti si concentrano lungo la costa del Mediterraneo e lungo i monti dell’Atlante. Da ricordare il terremoto dell’11 maggio 1624 che ha interessato la zona di Fes con una magnitudo stimata pari a 6.7; il 29 febbraio 1960 un terremoto di magnitudo 5.7 ha invece colpito, distruggendola e provocando 15.000 vittime, la città di Agadir che è stata completamente ricostruita”, ha sottolineato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. A seguire, il Centro Sismologico Euro-mediterraneo ha localizzato altri 10 eventi, il più forte dei quali ha avuto magnitudo 4.8.
“Ad aver subito i danni maggiori, sono soprattutto i villaggi delle montagne”. Lo ha fatto sapere l’arcivescovo di Rabat. “Non ho ancora informazioni precise di tutto il paese. – ha detto il card. Lopez Romero al Sir -. Siamo costernati per quello che è successo ed esprimiamo la nostra compassione per le famiglie che hanno perso qualche caro e per tutti coloro che sono feriti o hanno subito danni alle abitazioni” .
“Ho sentito che sono più di 600 i morti. So che le autorità marocchine stanno reagendo prontamente e stanno facendo tutto il possibile per aiutare la popolazione colpita. Che io sappia nelle grandi città non ci sono gravi problemi. Voglio quindi esprimere tutta la nostra vicinanza soprattutto a coloro che sono stati colpiti maggiormente dal terremoto e chiedo ai cristiani del paese di pregare per le vittime e fare tutto il possibile per essere vicini a chi ha bisogno”, ha aggiunto l’arcivescovo. Le Nazioni Unite sono pronte ad aiutare concretamente il governo marocchino. “Il segretario generale è profondamente rattristato per il terremoto che ha colpito oggi il Marocco e che ha causato molte vittime”, ha dichiarato Stéphane Dujarric, portavoce di Antonio Guterres.
Il Segretario Generale “esprime solidarietà al governo e al popolo del Marocco in questi momenti difficili. Rivolge le sue più sincere condoglianze alle famiglie delle vittime e augura una pronta guarigione ai feriti”.

L’ambasciata italiana ha allestito un desk all’aeroporto di Marrakech per supportare chi desidera andare via. Lo ha comunicato l’ambasciatore italiano in Marocco, Armando Barucco, parlando a Rainews24. “Tutti i voli sono pieni, dopo lo spavento i turisti vogliono partire – ha spiegato – suggeriamo a chi ha già un biglietto da Marrakesh di andare all’aeroporto dove noi abbiamo organizzato un desk. Per chi non ha ancora un biglietto, prima di tutto ne cerchi uno, ma non necessariamente da Marrakesh”. L’Ambasciata di Rabat e il Consolato Generale di Casablanca, insieme all’Unità di Crisi e al Consolato Onorario di Marrakech, si sono sin da subito attivati per fornire assistenza, in stretto contatto con le autorità marocchine, ai connazionali presenti nell’area interessata dal sisma. E’ quanto si legge in una nota della Farnesina. Il vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, è stato tenuto costantemente aggiornato sugli sviluppi della situazione sin dai primi momenti. “Invito gli italiani attualmente presenti nel Paese e non in possesso di biglietto aereo a evitare di dirigersi all’aeroporto di Marrakech, stante la congestione dello scalo, dove è in ogni caso operativa una cellula del Consolato Onorario di Marrakech raggiungibile al numero telefonico +21 2666342080. Per chi avesse necessità di rientrare immediatamente in Italia suggerisco di verificare anche i voli in partenza dagli Aeroporti di Rabat e Casablanca, regolarmente operativi”.

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