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Esteri

Trump ha fretta di definire l’accordo di pace. Zelensky si aggrappa ai “volenterosi”

In Europa qualcuno si muove per prolungare la guerra in Ucraina

di Ernesto Ferrante -


Nuove accuse di Donald Trump all’Europa. Durante un comizio in Pennsylvania, il tycoon ha detto che “l’immigrazione e l’energia distruggeranno l’Europa”, ribadendo la sua contrarietà alla “truffa del Green Deal”. Il capo della Casa Bianca è molto indispettito per l’atteggiamento di diversi leader dell’Ue, che stanno offrendo una sponda al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rallentando il percorso negoziale che potrebbe mettere fine al conflitto tra Kiev e Mosca.

La strategia di Trump e gli alleati affidabili

Nella versione estesa della nuova Strategia di sicurezza nazionale Usa, non pubblicata dalla Casa Bianca, ma visionata dalla rivista Defense One, l’Italia, insieme ad Austria, Polonia e Ungheria, viene indicata tra i Paesi con cui Washington dovrebbe “collaborare maggiormente” con l’obiettivo di “allontanarli” da Bruxelles. Al fine di “rendere l’Europa di nuovo grande”, il documento suggerisce inoltre che gli Stati Uniti dovrebbero sostenere “partiti, movimenti e figure culturali” favorevoli alla sovranità nazionale e alla difesa dei “modi di vita europei tradizionali”, a condizione che rimangano filo-americani.

I nemici della pace

Un obiettivo in netto contrasto con le mire di Parigi e Londra. La prima continua a sbandierare una presunta “autonomia strategica” sul fronte estero nel tentativo di coprire le debolezze interne, divenute croniche con la gestione Macron. La seconda è per storia e vocazione anti-europea, e preferisce per ovvi motivi la guida claudicante di Bruxelles per evitare l’ascesa di possibili antagonisti.

La corsa contro il tempo di Zelensky

Zelensky ha a disposizione pochi “giorni” per rispondere al piano di pace per l’Ucraina, che prevede cessioni territoriali alla Russia in cambio di garanzie di sicurezza americane. Donald Trump gli avrebbe fatto consegnare un ultimatum dai suoi negoziatori, stando a quanto rivelato dal Financial Times.

Il presidente ucraino ha confermato la nuova riunione della “coalizione dei Volenterosi” prevista per oggi. “Stiamo lavorando in modo molto produttivo per garantire la sicurezza futura e impedire il ripetersi dell’aggressione russa – ha scritto su XQuesta settimana potrebbe portare novità per tutti noi e porre fine allo spargimento di sangue. Crediamo che la pace non abbia alternative e che le questioni chiave siano come costringere la Russia a fermare le uccisioni e cosa possa dissuaderla concretamente da una terza invasione”. I rappresentanti europei, una settimana dopo l’ultimo vertice di Londra, potrebbero rivedersi lunedì a Berlino. Dopo aver sognato elmetti, mitra e soldati, è molto concreta la prospettiva di ritrovarsi con un misero cerino in mano.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha reso noto di aver avuto, insieme al premier britannico Keir Starmer e al cancelliere tedesco Friedrich Merz, un colloquio telefonico di 40 minuti con Trump “per cercare di fare progressi sull’Ucraina”.

Lavrov elogia Donald Trump

Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha elogiato il “ruolo” di Trump negli sforzi di pace in un discorso al Consiglio della Federazione, la Camera alta del Parlamento russo. Il presidente Usa è stato definito “l’unico leader occidentale” che mostra “comprensione delle ragioni che hanno reso inevitabile la guerra in Ucraina”. L’Europa, al contrario, è stata accusata di incoraggiare la leadership ucraina a continuare “a combattere fino all’ultimo ucraino”. I Paesi europei puntano a confiscare i capitali russi congelati perché non hanno più “altre risorse per finanziare la guerra”, ha sostenuto il capo della diplomazia russa.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass, ha affermato che quanto dichiarato da Donald Trump nell’intervista a Politico sul non ingresso dell’Ucraina nella Nato, sui territori e sulla perdita di terreno delle sue truppe, è “in linea” con la posizione della Russia.

La questione degli asset russi

Il primo ministro belga Bart De Wever ha ribadito il suo impegno a trovare una soluzione per mantenere il sostegno economico europeo all’Ucraina. A suo avviso, esistono alternative al prestito di riparazione che l’Ue intende finanziare utilizzando beni sovrani russi detenuti in Europa, principalmente in Belgio nei conti di Euroclear. L’applicazione dell’articolo 122 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea a vantaggio di un Paese non membro, non convince.


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