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Esteri

Trump licenzia Pam Biondi: la gestione del caso Epstein sotto accusa

di Cinzia Rolli -


Il Presidente Trump ha ufficialmente dichiarato che Pam Bondi non sarà più Procuratore Generale degli Stati Uniti. Lo ha annunciato, come ormai usa fare, anche su Truth Social. Nel frattempo, il vice di Bondi, Todd Blanche, sarà Procuratore Generale ad interim.

Nel rinnovare il suo apprezzamento a Pam Bondi, definendola una grande patriota americana e amica leale, ha reso noto che presto il Procuratore passerà ad un nuovo incarico nel settore privato importante e necessario.

Ha aggiunto: “Pam ha fatto un lavoro straordinario nel supervisionare una massiccia repressione della criminalità in tutto il nostro Paese, con un numero di omicidi diminuito talmente tanto da raggiungere il livello più basso dal 1900”.

Anche il vice procuratore Blanche ha elogiato Bondi, affermando che ha guidato il Dipartimento di Giustizia con forza e convinzione. Ha poi ringraziato Trump per la fiducia dimostrata nei suoi confronti e l’opportunità di lavorare come Procuratore Generale ad interim. “Continueremo a sostenere il blu, a far rispettare la legge e a fare tutto il possibile per mantenere l’America al sicuro”, ha scritto in un post su X.

Come Capo del Dipartimento della Giustizia, Bondi ha affrontato dure critiche da parte sia dei repubblicani che dei democratici per la pubblicazione dei fascicoli su Jeffrey Epstein. Molti l’hanno accusata di aver rallentato o comunque di aver gestito male la diffusione del materiale sul caso.

Tutta la questione sui documenti Epstein ha causato diversi problemi al Presidente americano concentrando tutta l’attenzione sui rapporti dello stesso con il magnate e oscurando l’attività politica svolta nel frattempo per la Nazione.

Bondi di fatto ha difeso la pubblicazione dei fascicoli su Epstein dimostrando che l’amministrazione Trump era stata più trasparente rispetto alle altre precedenti. Il Dipartimento inoltre ha avuto davvero poco tempo per esaminare un enorme numero di documenti.

Ella ha dichiarato di aver lavorato per aumentare l’attenzione del Dipartimento sui crimini più violenti e per il rinnovo della fiducia della gente nei confronti del Presidente Trump, dopo che quest’ultimo ha ricevuto due accuse penali alla fine della prima presidenza.

Ha quindi scritto su un post su X che lavorerà per affiancare il vice procuratore in questa fase di transizione per poi passare ad un nuovo incarico che l’entusiasma molto. “Continuerò a lottare per il presidente Trump e per questa amministrazione”.

Da febbraio 2025 l’esecutivo ha ottenuto un numero più basso di omicidi, le prime condanne per terrorismo contro membri di Antifa, distrutto gang nazionali e transnazionali, arrestato più di novanta persone di rilievo dei cartelli e ottenuto 24 sentenze favorevoli presso la Corte Suprema.

Guidare gli storici e altamente riusciti sforzi del Presidente Trump per rendere l’America più sicura e protetta è stato l’onore di una vita e senza dubbio il primo anno più importante della storia americana del Dipartimento di Giustizia. Rimango eternamente grata per la fiducia che il presidente americano ha riposto in me nel rendere l’America di nuovo sicura”. Ha postato su X Bondi.

Per la sua sostituzione si fa il nome di Lee Zeldin, amministratore dell’Agenzia per la Protezione Ambientale.

Il licenziamento è avvenuto dopo poche ore dalla partecipazione del Tycoon e della Bondi all’udienza presso la Corte Suprema come pubblico sul caso Trump versus Barbara, avente ad oggetto la cittadinanza per nascita.

Bondi, Procuratore Generale della Florida dal 2011 al 2019 è stata un’alleata chiave per il Presidente nel periodo successivo alle elezioni del 2020 ed è stata la seconda scelta di Trump per guidare il DOJ dopo il ritiro dell’ex deputato Matt Gaetz.

C’è da dire che il Presidente americano potrebbe essere stato spinto a questa scelta da suoi alleati chiave come l’attivista di destra Laura Loomer.

È vero, infatti, che dopo il licenziamento della Bondi molti deputati al Congresso, tra cui Nancy Mace, hanno esultato.


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