Tv, commercio e giornali: italiani sempre più digitali

Si spediscono sempre meno lettere, si ricevono sempre più pacchi. Per rendersi conto di quanto sia cambiata la realtà quotidiana degli italiani, sempre più digitali e sempre meno analogici, basta considerare che, se continua a scendere in maniera inesorabile la corrispondenza classica postale, aumentano a dismisura le consegne dei pacchi. I consumatori si rivolgono sempre di più al web e l’osservatorio sulle comunicazioni dell’Agcom ha fotografato una situazione che parla del ricorso sempre più massiccio alla rete da parte di milioni e milioni di cittadini.

Sono almeno 44,3 milioni gli italiani che nel primo trimestre di quest’anno hanno navigato in rete per almeno 63 ore in media. In cima alle preferenze ci sono i social e i siti di e-commerce. In pratica, la parte del leone nel mondo digitale, la fanno le multinazionali, i cosiddetti Over the Top, le compagnie hi-tech che nel corso degli anni hanno letteralmente oligopolizzato il mercato. Secondo quanto ha riferito l’osservatorio Agcom, il grosso del mercato italiano è cannibalizzato dai “big player” internazionali: Facebook, Amazon e Microsoft su tutti. I dati riflettono una leggera perdita di terreno da parte delle piattaforme online. Ma interpretare questi numeri come un crollo sarebbe un errore. Perché si tratta, a un’analisi più approfondita, di una fisiologica normalizzazione nell’utilizzo di app e strumenti digitali dopo che le misure di contenimento anti-Covid hanno iniziato a mollare la presa. Ciò vale per lo più per i canali dell’informazione ma il commercio telematico continua a macinare numeri record.

Al primo posto nell’e-commerce (che ha interessato 37,2 milioni di utenti unici), c’è Amazon, con una platea di 34,4 milioni di visitatori unici, è nettamente in testa e, rispetto al marzo del 2021, fa registrare un incremento pari a un milione di nuovi utenti. Segue, sul mercato italiano, Ebay che, però, fa segnare sull’anno la perdita di 800mila visitatori e, quindi, c’è Subito.it che guadagna 600mila nuovi utenti. Si è risollevato anche il mercato delle piattaforme Vod, che offronto contenuti audiovisivi a pagamento in streaming. L’intero settore guadagna, rispetto a marzo 2021, 1,7 milioni di spettatori, la platea si attesta a 16,1 milioni di visitatori. Netflix è la piattaforma più seguita (9,2 milioni di utenti, in aumento del 5.5%), poi c’è Amazon Prime che, con sette milioni di abbonati, fa registrare un’impressionante aumento tendenziale (+28,4%). Nonostante si tratti di un dato di tutto rispetto, Prime deve arrendersi di fronte alla crescita di Disney+ che raggiunge i 3,5 milioni di utenti con un aumento stimato nel 41,1 per cento. Bene, infine, anche Dazn che guadagna tra marzo ’21 e il primo trimestre ’22 ben 500mila abbonati (2.6 milioni di utenti). A fronte di questo aumento vertiginoso dello streaming, segna il passo la tv tradizionale. Che a marzo 2022 ha perduto, in media, il 10 per cento degli spettatori sul giorno medio. Il calo ha interessato anche il prime time, abbandonato da 3,4 milioni di telespettatori facendo registrare una flessione ancora più intensa rispetto al giorno medio. Una dinamica simile, infine, si registra per i giornali. Se i quotidiani – tranne gli sportivi – continuano a perdere copie cartacee, quelle digitali iniziano a imporsi, per numeri e volume d’affari, all’attenzione degli editori e soprattutto dei lettori. Insomma, anche il rito del giornale sta cambiando e la scelta di leggerlo su dispositivi elettronici è sempre più apprezzata. 

Si spediscono sempre meno lettere, si ricevono sempre più pacchi. Per rendersi conto di quanto sia cambiata la realtà quotidiana degli italiani, sempre più digitali e sempre meno analogici, basta considerare che, se continua a scendere in maniera inesorabile la corrispondenza classica postale, aumentano a dismisura le consegne dei pacchi. I consumatori si rivolgono sempre di più al web e l’osservatorio sulle comunicazioni dell’Agcom ha fotografato una situazione che parla del ricorso sempre più massiccio alla rete da parte di milioni e milioni di cittadini.

Sono almeno 44,3 milioni gli italiani che nel primo trimestre di quest’anno hanno navigato in rete per almeno 63 ore in media. In cima alle preferenze ci sono i social e i siti di e-commerce. In pratica, la parte del leone nel mondo digitale, la fanno le multinazionali, i cosiddetti Over the Top, le compagnie hi-tech che nel corso degli anni hanno letteralmente oligopolizzato il mercato. Secondo quanto ha riferito l’osservatorio Agcom, il grosso del mercato italiano è cannibalizzato dai “big player” internazionali: Facebook, Amazon e Microsoft su tutti. I dati riflettono una leggera perdita di terreno da parte delle piattaforme online. Ma interpretare questi numeri come un crollo sarebbe un errore. Perché si tratta, a un’analisi più approfondita, di una fisiologica normalizzazione nell’utilizzo di app e strumenti digitali dopo che le misure di contenimento anti-Covid hanno iniziato a mollare la presa. Ciò vale per lo più per i canali dell’informazione ma il commercio telematico continua a macinare numeri record.

Al primo posto nell’e-commerce (che ha interessato 37,2 milioni di utenti unici), c’è Amazon, con una platea di 34,4 milioni di visitatori unici, è nettamente in testa e, rispetto al marzo del 2021, fa registrare un incremento pari a un milione di nuovi utenti. Segue, sul mercato italiano, Ebay che, però, fa segnare sull’anno la perdita di 800mila visitatori e, quindi, c’è Subito.it che guadagna 600mila nuovi utenti. Si è risollevato anche il mercato delle piattaforme Vod, che offronto contenuti audiovisivi a pagamento in streaming. L’intero settore guadagna, rispetto a marzo 2021, 1,7 milioni di spettatori, la platea si attesta a 16,1 milioni di visitatori. Netflix è la piattaforma più seguita (9,2 milioni di utenti, in aumento del 5.5%), poi c’è Amazon Prime che, con sette milioni di abbonati, fa registrare un’impressionante aumento tendenziale (+28,4%). Nonostante si tratti di un dato di tutto rispetto, Prime deve arrendersi di fronte alla crescita di Disney+ che raggiunge i 3,5 milioni di utenti con un aumento stimato nel 41,1 per cento. Bene, infine, anche Dazn che guadagna tra marzo ’21 e il primo trimestre ’22 ben 500mila abbonati (2.6 milioni di utenti). A fronte di questo aumento vertiginoso dello streaming, segna il passo la tv tradizionale. Che a marzo 2022 ha perduto, in media, il 10 per cento degli spettatori sul giorno medio. Il calo ha interessato anche il prime time, abbandonato da 3,4 milioni di telespettatori facendo registrare una flessione ancora più intensa rispetto al giorno medio. Una dinamica simile, infine, si registra per i giornali. Se i quotidiani – tranne gli sportivi – continuano a perdere copie cartacee, quelle digitali iniziano a imporsi, per numeri e volume d’affari, all’attenzione degli editori e soprattutto dei lettori. Insomma, anche il rito del giornale sta cambiando e la scelta di leggerlo su dispositivi elettronici è sempre più apprezzata. 

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