La Russia continua l’operazione militare speciale in Ucraina e allo stesso tempo resta aperta a una soluzione pacifica, ma respinge le pressioni esercitate da altri. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha affermato nel suo briefing quotidiano che “l’idea stessa di cercare di mettere pressione sulla Russia [per la pace] è assurda”, denunciando come le capitali europee “non siano affatto disposte a contribuire a vie pacifiche di soluzione” e come Kiev continui “la sua linea costante di ostacolare il processo di pace”.
Il TurkStream nel mirino dell’Ucraina
Rispetto agli attacchi all’infrastruttura del TurkStream, Peskov ha definito “assolutamente sconsiderati” i nuovi colpi contro la Russkaya compressor station, sottolineando che si tratta di “un altro attacco a una struttura internazionale che garantisce la sicurezza energetica della Turchia e di altri Paesi”. In precedenza il ministero della Difesa russo aveva reso noto che l’Ucraina ha tentato di danneggiare una stazione di pompaggio del gas gestita da Gazprom che esporta gas naturale attraverso il gasdotto sottomarino TurkStream ai clienti europei.
Secondo il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, una interruzione di questa condotta metterebbe a rischio la sicurezza dell’approvvigionamento di gas dell’Ungheria e di diversi Paesi dell’Europa centrale.
Gli Usa aprono alle forniture energetiche russe
L’inviato del presidente russo Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, ha avuto nelle scorse ore in Florida “colloqui positivi sulla crisi energetica” con l’inviato della Casa Bianca in Medio Oriente Steve Witkoff e il consigliere di Donald Trump, Jared Kushner. Lo ha scritto lo stesso Dmitriev su X aggiungendo che ora, dopo la crisi causata dalla guerra contro l’Iran, gli Stati Uniti, come anche “tanti Paesi”, si stanno rendendo conto del “ruolo chiave e sistemico del petrolio e del gas russi nel garantire la stabilità dell’economia globale” e della “natura distruttiva delle sanzioni” contro la Russia.
Zelensky cerca sponde
Una prospettiva che fa paura al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’ex comico sostiene che “se gli Stati Uniti e l’Europa sono forti, se non acquistano petrolio e gas russi” e “se la pressione sulla Russia è forte e chiara, la guerra finirà più rapidamente. Altrimenti, durerà più a lungo di quanto stimiamo”.
Il presidente rumeno Nicusor Dan ha dichiarato di aver firmato un documento con l’omologo ucraino Zelensky sulla produzione congiunta di droni in Romania, senza fornire ulteriori dettagli. Oggi all’Eliseo sono in programma colloqui tra il leader ucraino e il presidente francese Emmanuel Macron.
La guerra continua
I droni ucraini hanno colpito le infrastrutture della stazione di pompaggio petrolifera di Tikhoretsk nella regione russa di Krasnodar. Lo ha riferito all’agenzia britannica Reuters un funzionario del servizio di sicurezza ucraino Sbu. L’hub è uno dei più grandi punti di trasbordo petrolifero della Russia meridionale. I russi hanno attaccato la città meridionale di Zaporizhzhia e la regione circostante con bombe aeree teleguidate, danneggiando infrastrutture critiche.
Ergastolo per i massacratori del Crocus City Hall
Un tribunale russo ha condannato ieri all’ergastolo i quattro assalitori e gli undici complici dell’attentato jihadista al Crocus City Hall che aveva fatto 150 morti e oltre 600 feriti, tra cui dei bambini. Uomini armati avevano fatto irruzione il 22 marzo di quell’anno nella sala di spettacoli poco prima dell’inizio di un concerto rock, sparando contro la folla, prima di dare fuoco all’edificio. L’azione era stata rivendicata dall’Is. I quattro assalitori, Chamsidine Faridouni, Dalerdjon Mirzoiev, Makhammadsobir Faizov e Saidakrami Ratchabolizoda, sono cittadini del Tagikistan.
La denuncia pubblica di Orban
La tensione tra Viktor Orban e gli ucraini ha superato i livelli di guardia. Il primo ministro ungherese ha pubblicato un video che lo mostra mentre parla al telefono con le figlie per esortarle a non avere paura: “Sono sicuro che vedrete al telegiornale che gli ucraini hanno minacciato non solo me, ma anche voi. I miei figli e i miei nipoti. Dobbiamo prendere la situazione sul serio, ma non dobbiamo avere paura”.
Una replica a Hrihoriy Omelchenko, un politico in pensione con un passato nei servizi di sicurezza ucraini (Sbu) negli anni ’90, che ha minacciato Orban in un’intervista televisiva suggerendo che “qualcuno” potrebbe “occuparsi” del primo ministro magiaro se non dovesse cambiare la sua posizione anti-ucraina.