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Esteri

Ucraina: negoziati senza data e priorità mutate

I vertici dell'Ue ribadiscono l'intenzione di sostenere Kiev a livello finanziario

di Mauro Trieste -


Il nuovo incontro trilaterale Russia-Ucraina-Stati Uniti è congelato. Washington non ha posto a Mosca alcuna condizione per il cessate il fuoco prima di proseguire i negoziati per porre fine alla guerra, ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. In precedenza, il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov aveva riferito che Donald Trump, durante una conversazione con Vladimir Putin, aveva espresso interesse affinché il conflitto si concludesse con un rapido cessate il fuoco. “Tali condizioni non sono state poste, se ne è già discusso più volte”, ha precisato Peskov ai giornalisti.

I contatti tra le parti in vista dei prossimi negoziati

L’inviato speciale del presidente degli Stati uniti Steve Witkoff è in contatto costante con le sue controparti russe sui dossier più complicati. Al tycoon non conviene fare la voce grossa con Putin in questo momento. Lo “zar” può essere molto utile per le forniture di gas e petrolio agli alleati degli Usa penalizzati dal conflitto con l’Iran.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il nuovo ciclo di negoziati per risolvere il conflitto in Ucraina è stato rinviato a causa della situazione in Medio Oriente. In un messaggio pubblicato su X, Zelensky ha fatto sapere di aver tenuto una riunione con il team negoziale ucraino e che Kiev è in costante contatto con la parte statunitense.

Da Berlino altri Patriot per Kiev

Nuovi aiuti dalla Germania. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha predisposto per l’Ucraina la consegna di altri 30 missili antiaerei Patriot da parte di organizzazioni partner. Insieme ad altri cinque missili ad alta tecnologia Pac-3, provenienti dalle scorte della Bundeswehr, saranno consegnati alle forze armate di Zelensky un totale di 35 missili intercettori.

Il prestito Ue all’Ucraina

L’Unione Europea manterrà l’impegno di prestare all’Ucraina 90 miliardi di euro per sostenerla nel 2026 e 2027. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, a Bruxelles durante la conferenza degli ambasciatori. “Nel dicembre scorso, il Consiglio Europeo ha approvato un prestito comune di 90 miliardi di euro, sostenuto dal bilancio dell’Ue, per coprire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina nei prossimi due anni. Manterremo questo impegno assunto da tutti i leader. Dobbiamo continuare a fare pressione sulla Russia, affinché negozi una pace giusta e duratura, accettabile per l’Ucraina e che non comprometta la sicurezza dell’Europa”, ha ricordato Costa.

Ursula von der Leyen prova a tranquillizzare Fico

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha incontrato ieri a Parigi il primo ministro slovacco Robert Fico. “Abbiamo discusso – ha riferito la presidente via social – della necessità di prezzi energetici accessibili per gli europei, mantenendo al contempo la sicurezza degli approvvigionamenti per la Slovacchia e l’Ue”.

Per von der Leyen, è “in gioco la nostra indipendenza energetica”. “Questo – ha anticipato – sarà anche un tema centrale del nostro prossimo Consiglio Europeo. Abbiamo anche discusso dell’implementazione di Next Generation Eu e delle misure necessarie, anche nel settore della giustizia, affinché la Slovacchia possa beneficiare al meglio di questi investimenti”.

La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sull’Ucraina, che opera su mandato delle Nazioni Unite, ha accusato nuovamente le autorità russe di aver commesso crimini contro l’umanità attraverso la pratica di rapire e portare in Russia bambini ucraini dalle zone occupate.

Secondo i relatori dell’inchiesta, “le prove raccolte portano la commissione a concludere che le autorità russe hanno commesso crimini contro l’umanità, vale a dire deportazione e trasferimento forzato, nonché sparizione forzata di bambini”. Pubblicato un rapporto a Ginevra. Ammontano a 1.205 i bambini “deportati o trasferiti”. La Commissione ha avviato le indagini per conto del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite poco tempo dopo l’inizio dell’operazione militare speciale della Russia in Ucraina del 24 febbraio 2022. In questo lasso di tempo, l’80% dei bambini i cui casi sono stati oggetto di investigazione “non hanno ancora fatto ritorno” alle proprie case. Ribadito infine il coinvolgimento del presidente Vladimir Putinattraverso la sua autorità diretta sulle entità che hanno guidato e attuato questa politica”.


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