UN MARE DI ENERGIA

di GIORGIO BRESCIA
Dal Mare nostrum al Mediterraneo finalmente allargato? Una costante storica del dibattito del Paese, in questi mesi sempre più intrecciata alle necessità di un fabbisogno energetico che possa contare anche sulla risorsa mare. Se ne è parlato a Montecitorio, in occasione di un convegno promosso da Giuseppe Cavuoti e dal suo GC Network e Centro Studi cui hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti di Confitarma e dell’Osservatorio nazionale tutela del mare con il suo presidente Roberto Minerdo.
Energia, mare e lavoro quale timone del valore, questa l’ispirazione del titolo dell’incontro, per guardare proprio al mare come possibile fonte per soluzioni all’attuale crisi energetica. Una prospettiva di fronte alla quale Minerdo non si è tirato indietro: “Lo spunto che lega il mare al tema energetico richiede un importante momento di approfondimento. La nostra società sta vivendo una crisi energetica senza precedenti: quelle che sembravano essere sicurezze immutabili sono venute meno, lasciando imprese e cittadini in balia di un contesto imprevedibile che, purtroppo, non lascia intravedere spiragli di miglioramento nel breve termine. Questo contesto ci obbliga a una presa di coscienza importante: il progresso tecnologico e l’innovazione sono oggi, sotto molti punti di vista, a partire da quello energetico, non più un’opportunità, quanto un vero e proprio obbligo. Se non verso noi stessi, quantomeno verso le prossime generazioni”.
E allora, il mare come risorsa da promuovere: “Primo fra tutti gli asset, ma attenzione: da valorizzare e non da sfruttare, quale strumento per venire incontro alle necessità della società che ha l’obbligo di tutelarlo ma che oggi, più che mai, ha bisogno di poterne trarre le soluzioni energetiche non più ricavabili altrove. Le norme per una valorizzazione responsabile e consapevole ci sono, anche solo volendole ricavare da quanto normalmente applicato sulla terraferma”. Ciò nonostante, è “opportuno un intervento del legislatore sul tema, per modernizzare e aggiornare un impianto normativo a tratti non più adatto a questi tempi. Proprio su questo terreno si muoverà il nostro Osservatorio”.
“Il Mediterraneo allargato, non più il Mare nostrum, è il nostro vero riferimento geopolitico, è la nostra salvezza – ha detto il dg di Confitarma, Luca Sisto -. E se il presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno ha citato il Mediterraneo allargato, allora vuol dire che la Marina Militare ha fatto un lavoro importante. Come quello fatto da noi, quando Confitarma ha segnalato la necessità che si mettano in sicurezza gli spazi marittimi contro gli attacchi cyber, contro la pirateria, contro tutti quei sistemi che mettono a rischio il 90% del commercio marittimo. E quando Confitarma scrive su tutte le navi “safety first” – prima la sicurezza – può farlo grazie alla Guardia costiera. E ancora, quando Lucio Caracciolo fa uscire un’edizione di Limes intitolata “l’Italia è il mare”, allora vuol dire che la contaminazione è riuscita, che il mondo accademico, quello della ricerca, il giornalismo, stanno ricominciando a pensare al mare come volano del Paese e come nostra unica possibilità di sviluppo”.
Aspettative fondate, per il collegamento del mare con il tema energetico, a sentire l’Enea che solo 5 anni fa stimava per il solo mare della Sardegna occidentale un potenziale di 13 kw per metro di costa, simile a quello sfruttato in uno dei Paesi europei più avanzati sulle rinnovabili, la Danimarca.
di GIORGIO BRESCIA
Dal Mare nostrum al Mediterraneo finalmente allargato? Una costante storica del dibattito del Paese, in questi mesi sempre più intrecciata alle necessità di un fabbisogno energetico che possa contare anche sulla risorsa mare. Se ne è parlato a Montecitorio, in occasione di un convegno promosso da Giuseppe Cavuoti e dal suo GC Network e Centro Studi cui hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti di Confitarma e dell’Osservatorio nazionale tutela del mare con il suo presidente Roberto Minerdo.
Energia, mare e lavoro quale timone del valore, questa l’ispirazione del titolo dell’incontro, per guardare proprio al mare come possibile fonte per soluzioni all’attuale crisi energetica. Una prospettiva di fronte alla quale Minerdo non si è tirato indietro: “Lo spunto che lega il mare al tema energetico richiede un importante momento di approfondimento. La nostra società sta vivendo una crisi energetica senza precedenti: quelle che sembravano essere sicurezze immutabili sono venute meno, lasciando imprese e cittadini in balia di un contesto imprevedibile che, purtroppo, non lascia intravedere spiragli di miglioramento nel breve termine. Questo contesto ci obbliga a una presa di coscienza importante: il progresso tecnologico e l’innovazione sono oggi, sotto molti punti di vista, a partire da quello energetico, non più un’opportunità, quanto un vero e proprio obbligo. Se non verso noi stessi, quantomeno verso le prossime generazioni”.
E allora, il mare come risorsa da promuovere: “Primo fra tutti gli asset, ma attenzione: da valorizzare e non da sfruttare, quale strumento per venire incontro alle necessità della società che ha l’obbligo di tutelarlo ma che oggi, più che mai, ha bisogno di poterne trarre le soluzioni energetiche non più ricavabili altrove. Le norme per una valorizzazione responsabile e consapevole ci sono, anche solo volendole ricavare da quanto normalmente applicato sulla terraferma”. Ciò nonostante, è “opportuno un intervento del legislatore sul tema, per modernizzare e aggiornare un impianto normativo a tratti non più adatto a questi tempi. Proprio su questo terreno si muoverà il nostro Osservatorio”.
“Il Mediterraneo allargato, non più il Mare nostrum, è il nostro vero riferimento geopolitico, è la nostra salvezza – ha detto il dg di Confitarma, Luca Sisto -. E se il presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno ha citato il Mediterraneo allargato, allora vuol dire che la Marina Militare ha fatto un lavoro importante. Come quello fatto da noi, quando Confitarma ha segnalato la necessità che si mettano in sicurezza gli spazi marittimi contro gli attacchi cyber, contro la pirateria, contro tutti quei sistemi che mettono a rischio il 90% del commercio marittimo. E quando Confitarma scrive su tutte le navi “safety first” – prima la sicurezza – può farlo grazie alla Guardia costiera. E ancora, quando Lucio Caracciolo fa uscire un’edizione di Limes intitolata “l’Italia è il mare”, allora vuol dire che la contaminazione è riuscita, che il mondo accademico, quello della ricerca, il giornalismo, stanno ricominciando a pensare al mare come volano del Paese e come nostra unica possibilità di sviluppo”.
Aspettative fondate, per il collegamento del mare con il tema energetico, a sentire l’Enea che solo 5 anni fa stimava per il solo mare della Sardegna occidentale un potenziale di 13 kw per metro di costa, simile a quello sfruttato in uno dei Paesi europei più avanzati sulle rinnovabili, la Danimarca.
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