L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Lezione di amore 

di Vincenzo Viti -


Ogni fine d’anno si presta alle finzioni della “commedia umana”. Si carica di bilanci e di aspettative. Il suo costume ordinario è la retorica del rimpianto e del “non ancora”. Si raccontano emozioni perdute e illusioni svanite appena rischiarate da tenue vapore della speranza.

Sono cose trite e ritrite. Mai come in questo momento il mondo declina il verso delle passioni tristi e delle bellurie che esaltano il peggiore agonismo. Per queste ragioni esso avrebbe urgenza di un supplemento di “amore”. Che non è una banale pagina mediatica dei sentimenti e delle passioni, ma una istanza profonda dell’anima.

Una domanda quindici di appagamento, di compiutezza, di totalità che nessuna forma di pur nobile solidarismo potrebbe dare. Amore non è solo avere ma dare, non solo donare ma ricevere. È scambio subliminale non espediente commerciante. “È la misteriosa ragione che spinge al riconoscimento dell’Altro e dell’Altra.

Segno la morte capitale dell’egoismo e il trionfo della piena confidenza umana. Ognuno di noi, immagino, si proponga al termine dell’anno a compiere il “reset” di una vita densa, spesso accidentata anzi “agra”. Sottraggo a Bianciardi, scrittore che adoro, un termine che riassume la densa infelicità di stagioni sfiorite di ardori e di ripiegamenti, di promesse e di sconfitte. Eppure la vita è una tela meravigliosamente operosa, velata di delusioni e di temporanee sconfitte eppure aperta a sorprendenti curvature e a riflessi di luce.

Crediamoci! Queste cose direi a fine d’anno alla donna del cuore che riempie il vuoto di significati che deriva da viltà e debolezze, da rigori e asprezze che connotano il piccolo mondo che abitiamo. Non buttiamo via il valore “costituente” dell’amore, la sua magia più forte di ogni consuetudine.

Comprendo che non è facile. La usura del tempo, gli imprevisti della navigazione, il dolore di una troppo lunga elaborazione sarebbero il fatale motivo di una dissoluzione, se non vincessero le ragioni dell’anima, la autentica forza di un legame che si alimenta ad una permanente promessa di felicità. Che non sia banale ma intrinseca alla “verità” di un amore che si avverta senza confini. Soprattutto in un mondo che brucia e nella mediocrità di ostacoli comunque da superare. Teniamoci “dentro” perciò il fuoco di un sentimento che, se è forte ,aiuta e che salva. Buon Anno.


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