Attualità

Venezia applaude al Filming Italy: star, premi e stucchi dell’Excelsior

di Nicola Santini -


Al Lido di Venezia, tra gli stucchi dell’Excelsior che hanno visto passare decenni di cinema e mondanità, il 31 agosto il Filming Italy Venice Award torna a ricordare che la Mostra non è fatta soltanto di tappeti rossi e prime mondiali. C’è un’altra mappa da tracciare, quella che porta alle celebrazioni parallele, ai riconoscimenti che sanno intrecciare industria e glamour, impegno e leggerezza. Ideato e diretto da Tiziana Rocca, il premio ha conquistato un posto fisso nel calendario veneziano, diventando rifugio per chi cerca l’applauso non solo della critica, ma anche di un pubblico più vasto, pronto a specchiarsi nei protagonisti del piccolo e grande schermo.
Rocca lo rivendica con orgoglio: il Filming Italy è dedicato soprattutto alle donne del cinema. Non una formula di circostanza, ma un impegno concreto che ogni anno porta sul palco attrici, registe, sceneggiatrici e produttrici. Quest’anno l’ambasciatrice è Da’Vine Joy Randolph, talento travolgente incoronato da Oscar, Golden Globe e BAFTA per The Holdovers, voce potente del nuovo cinema americano. La madrina è Matilde Gioli, attrice capace di incarnare, con naturalezza e magnetismo, la nuova serialità italiana. Franco Nero, presidente onorario, ricorda con la sua sola presenza l’eredità di un cinema che continua a parlare al mondo e che presto sarà celebrato a Los Angeles con una stella sulla Walk of Fame.
Il parterre dei premiati sembra uscito da un casting che mescola stagioni e generazioni. Da Alicia Silverstone a Ferzan Özpetek, da Margherita Buy a Can Yaman, da Christian Clavier a Emanuela Fanelli, fino a Claudio Santamaria, Valentina Cervi, Donatella Finocchiaro, Fabrizio Gifuni, Rocío Muñoz Morales, Sergio Castellitto, Nino Frassica e Alessandro Siani. Non mancano i giovani come Sebastiano Pigazzi e Giacomo Giorgio, né la consacrazione di Damiano e Fabio D’Innocenzo con la loro serie Dostoevskij. C’è spazio anche per altre arti: il teatro di Alessio Boni e Rocío Muñoz Morales, la musica di Piero Pelù, la leggerezza di Ambra Angiolini, l’intensità di Micaela Ramazzotti. Premi che raccontano la varietà di un mondo che non vuole ridursi a passerella. Il riconoscimento a Marco Bellocchio come Maestro del Cinema Italiano, in collaborazione con il SNCCI, è la cornice più alta. Ma accanto ci sono anche i premi speciali ai giovani, ai produttori, a chi lavora dietro le quinte. Persino un cortometraggio come Maccarìa di Giulia Minella trova spazio, segno che il Filming Italy non dimentica la semina del futuro.
Il resto lo fanno gli applausi, le foto, le dichiarazioni. Venezia, per qualche ora, si concede il lusso di celebrare non solo i film che vedremo in sala, ma chi, ogni giorno, tiene acceso il motore dell’immaginario.


Torna alle notizie in home