Verso un accordo globale sulla plastica: l’UE all’ONU per l’ambiente in Kenya

Il commissario Sinkevičius rappresenta l’Unione europea alla quinta sessione dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEA-5) che si terrà dal 28 febbraio al 2 marzo a Nairobi, Kenya. In un’alleanza con partner di tutti i continenti, l’UE lavorerà per garantire l’avvio dei negoziati per un nuovo accordo globale giuridicamente vincolante sulla plastica.

Si vuole creare un gruppo di esperti scientifici sulle sostanze chimiche, i rifiuti e l’inquinamento per rafforzare la consulenza scientifica a disposizione della comunità mondiale in modo analogo a quello del gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici. Obiettivo finale sarà raggiungere un accordo sulla definizione di soluzioni basate sulla natura, un concetto decisivo in vista della COP 15 della convenzione sulla diversità biologica.

Virginijus Sinkevičius, commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, spiega così la manovra: “Il nostro pianeta affronta la triplice crisi dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento. L’UE non solo vi fa fronte in casa, ma costruisce anche alleanze sulla scena internazionale, dato che dobbiamo reagire insieme a queste sfide globali. In Kenya vado per garantire le priorità fondamentali dell’UE, soprattutto nell’avvio dei negoziati per un nuovo accordo globale sulla plastica. Abbiamo già oltre 140 partner e confido che la comunità internazionale saprà intensificare gli sforzi. Collettivamente possiamo avere un impatto reale, è quanto auspico in seno all’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente”.

Per mettere una pietra miliare nella lotta contro l’inquinamento globale causato dalla plastica, gli obiettivi negoziali dell’UE sono tre. Si punta a istituire un comitato internazionale di negoziato per un accordo globale giuridicamente vincolante sulla plastica. Serve un accordo che adotti un approccio circolare basato sul ciclo di vita della plastica, come indicato nel piano d’azione per l’economia circolare.

E poi, creare un gruppo di esperti scientifici sulle sostanze chimiche, i rifiuti e l’inquinamento che fornirà un sostegno analogo a quello dato rispettivamente da IPCC, IPBES e IRP alle politiche su clima, biodiversità e risorse naturali. Ma anche, definire e promuovere soluzioni basate sulla natura, azioni volte a proteggere, gestire e ripristinare in modo sostenibile gli ecosistemi naturali e modificati. I quali apportano benefici che sono al tempo stesso ambientali, sociali ed economici e contribuiscono a rafforzare la resilienza. Attualmente, la mancanza di una definizione internazionalmente concordata delle soluzioni basate sulla natura ostacola i progressi in vari processi negoziali, con il rischio di un ecologismo di facciata e di una classificazione errata delle attività. Per questo l’UE vuole ottenere una definizione comune che agevoli le discussioni in sede di COP15 e in altri consessi delle Nazioni Unite come la convenzione sul clima.

La conferenza dovrebbe fornire anche gli orientamenti ad altri processi globali, come i negoziati sul clima, i negoziati sul quadro globale per la biodiversità post-2020 (COP15) e il quadro post-2020 su sostanze chimiche e rifiuti, nell’intento di stimolare risultati ambiziosi.

A margine dei negoziati, saranno organizzati anche alcuni eventi. I 1° marzo, all’incontro della Commissione sul tema “Obiettivo “inquinamento zero” per proteggere la natura e le persone”, saranno discussi gli approcci utili ad accelerare la riduzione dell’inquinamento per tutelare la natura e il benessere, con lo stesso commissario Sinkevičius e il direttore esecutivo dell’UNEP, Inger Andersen. Sinkevičius sarà anche, il 2 marzo, alla seconda riunione dell’Alleanza globale sull’economia circolare e l’efficienza delle risorse (GACERE), e metterà in rilievo l’economia circolare nel quadro globale post-2020 sulla biodiversità che si dovrà concordare alla COP15 della conferenza sulla biodiversità nel corso di quest’anno.

Il commissario Sinkevičius rappresenta l’Unione europea alla quinta sessione dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEA-5) che si terrà dal 28 febbraio al 2 marzo a Nairobi, Kenya. In un’alleanza con partner di tutti i continenti, l’UE lavorerà per garantire l’avvio dei negoziati per un nuovo accordo globale giuridicamente vincolante sulla plastica.

Si vuole creare un gruppo di esperti scientifici sulle sostanze chimiche, i rifiuti e l’inquinamento per rafforzare la consulenza scientifica a disposizione della comunità mondiale in modo analogo a quello del gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici. Obiettivo finale sarà raggiungere un accordo sulla definizione di soluzioni basate sulla natura, un concetto decisivo in vista della COP 15 della convenzione sulla diversità biologica.

Virginijus Sinkevičius, commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, spiega così la manovra: “Il nostro pianeta affronta la triplice crisi dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento. L’UE non solo vi fa fronte in casa, ma costruisce anche alleanze sulla scena internazionale, dato che dobbiamo reagire insieme a queste sfide globali. In Kenya vado per garantire le priorità fondamentali dell’UE, soprattutto nell’avvio dei negoziati per un nuovo accordo globale sulla plastica. Abbiamo già oltre 140 partner e confido che la comunità internazionale saprà intensificare gli sforzi. Collettivamente possiamo avere un impatto reale, è quanto auspico in seno all’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente”.

Per mettere una pietra miliare nella lotta contro l’inquinamento globale causato dalla plastica, gli obiettivi negoziali dell’UE sono tre. Si punta a istituire un comitato internazionale di negoziato per un accordo globale giuridicamente vincolante sulla plastica. Serve un accordo che adotti un approccio circolare basato sul ciclo di vita della plastica, come indicato nel piano d’azione per l’economia circolare.

E poi, creare un gruppo di esperti scientifici sulle sostanze chimiche, i rifiuti e l’inquinamento che fornirà un sostegno analogo a quello dato rispettivamente da IPCC, IPBES e IRP alle politiche su clima, biodiversità e risorse naturali. Ma anche, definire e promuovere soluzioni basate sulla natura, azioni volte a proteggere, gestire e ripristinare in modo sostenibile gli ecosistemi naturali e modificati. I quali apportano benefici che sono al tempo stesso ambientali, sociali ed economici e contribuiscono a rafforzare la resilienza. Attualmente, la mancanza di una definizione internazionalmente concordata delle soluzioni basate sulla natura ostacola i progressi in vari processi negoziali, con il rischio di un ecologismo di facciata e di una classificazione errata delle attività. Per questo l’UE vuole ottenere una definizione comune che agevoli le discussioni in sede di COP15 e in altri consessi delle Nazioni Unite come la convenzione sul clima.

La conferenza dovrebbe fornire anche gli orientamenti ad altri processi globali, come i negoziati sul clima, i negoziati sul quadro globale per la biodiversità post-2020 (COP15) e il quadro post-2020 su sostanze chimiche e rifiuti, nell’intento di stimolare risultati ambiziosi.

A margine dei negoziati, saranno organizzati anche alcuni eventi. I 1° marzo, all’incontro della Commissione sul tema “Obiettivo “inquinamento zero” per proteggere la natura e le persone”, saranno discussi gli approcci utili ad accelerare la riduzione dell’inquinamento per tutelare la natura e il benessere, con lo stesso commissario Sinkevičius e il direttore esecutivo dell’UNEP, Inger Andersen. Sinkevičius sarà anche, il 2 marzo, alla seconda riunione dell’Alleanza globale sull’economia circolare e l’efficienza delle risorse (GACERE), e metterà in rilievo l’economia circolare nel quadro globale post-2020 sulla biodiversità che si dovrà concordare alla COP15 della conferenza sulla biodiversità nel corso di quest’anno.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli