Esteri

Xi Jinping, Putin, Modi e gli altri leader fanno il punto sulla sicurezza regionale

Il summit della SCO quest'anno assume un valore importantissimo sotto molti aspetti

di Ernesto Ferrante -


Inizia domani a Tianjin, in Cina, il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). La presenza nelle vesti di “padrone di casa” del presidente Xi Jinping e dei suoi omologhi russo e iraniano Vladimir Putin e Mahmoud Pezeshkian, del premier indiano Narendra Modi e di numerosi altri leader mondiali, provenienti sia dai Paesi membri che da altri Stati invitati, gli conferiscono una grande importanza nell’architettura di un ordine multipolare basato sullo sviluppo condiviso.

La mutazione dell’Organizzazione

Il summit di quest’anno, il 25º incontro del Consiglio dei Capi di Stato della SCO, cristallizzerà la trasformazione dell’Organizzazione da piattaforma regionale di sicurezza a polo strategico di cooperazione politica, economica e culturale su scala globale. Xi avrà il compito di presiedere i lavori e ospitare l’incontro allargato “SCO Plus”.

Tianjin, storico centro di scambio culturale e commerciale, può essere definita come il luogo di incontro e confronto di un insieme di potenze che mirano a superare la logica dei blocchi contrapposti, mettendo in discussione gli assetti attuali. La stessa composizione dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, che include i due giganti demografici per eccellenza, Cina e India, oltre a Russia, Pakistan e Iran, ne allarga la sfera di influenza ben oltre i confini eurasiatici. A ciò si aggiunge l’apporto di altri 14 partner di dialogo, tra cui Turchia, Egitto, Arabia Saudita e Qatar. In soldoni il 40 per cento della popolazione mondiale e circa un quarto del Pil globale.

Il nuovo approccio

Centrale sarà il tema della sicurezza regionale. La lotta al terrorismo, all’estremismo, al separatismo e al traffico di stupefacenti dovrà tenere conto delle nuove sfide legate alla cybersicurezza, alla sicurezza energetica e alla stabilità delle catene di approvvigionamento. Una questione, quest’ultima, sempre più presente ai tavoli dei negoziati. La presenza di Xi Jinping darà ulteriore vigore all’approccio multilaterale, tratto distintivo della politica estera del “Dragone”.

Le questioni economiche e commerciali, non faranno da semplice contorno. Negli ultimi anni, infatti, la SCO ha puntato molto sull’integrazione infrastrutturale e la cooperazione finanziaria, con l’obiettivo di creare una rete capace di ridurre la dipendenza da mercati e istituzioni in cui l’Occidente è predominante. I settori dell’energia rinnovabile e della connettività transfrontaliera possono essere nuovi “terreni di sfida” con l‘Ue e gli Stati Uniti.

Un altro aspetto importante è costituito dalla dimensione culturale e sociale, centrale nell’edificazione della “comunità dal destino condiviso” tra i popoli eurasiatici. Le collaborazioni accademiche e le iniziative di valorizzazione delle tradizioni culturali, possono creare un senso di appartenenza che supera i perimetri nazionali.

La visione di Xi Jinping

Secondo i media cinesi, Xi Jinping, ribadirà la visione cinese dell’ordine mondiale nella nuova era, incardinata su multipolarità, mutuo soccorso e rifiuto dell’egemonia. Nelle sue dichiarazioni preliminari, ha più volte rimarcato la necessità di costruire un sistema internazionale che rifletta la diversità delle civiltà e promuova la pace attraverso il dialogo. Per il leader del gigante asiatico “il mondo è, per sua natura, un luogo di civiltà diverse […] la storia ci ha mostrato che scambi e apprendimento reciproco tra le civiltà sono essenziali affinché le civiltà prosperino e il progresso umano avvenga”.

Oggetto di curiosità e materia di analisi sono le possibili mosse dell’India. Pur mantenendo la propria autonomia strategica, Nuova Delhi vede nella piattaforma un’opportunità di dialogo e una possibilità di cooperazione.

Il vertice di Tianjin si inserisce in un quadro internazionale caratterizzato da crescenti tensioni. La crisi in Medio Oriente con Israele che non sembra avere limiti, la guerra in Ucraina con alcune capitali europee che giocano a fare i Napoleone Bonaparte, le nuove tensioni tra Cina e Stati Uniti per la questione Taiwan e le sanzioni all’Iran, rendono imprescindibile la ricerca di soluzioni nuove. Il mondo contemporaneo, con le sue dinamiche, attraversa una fase di trasformazioni profonde in cui non è più possibile affidarsi a un sistema unilaterale.


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