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Zuppi: “Non si usi Dio per giustificare guerra e violenza”

Il capo della Cei: "Non c'è nessuna giustificazione alla distruzione che sta avvenendo"

di Maria Graziosi -


“Non si può usare Dio per giustificare la guerra e la violenza”, si alza la voce del Cardinale Matteo Zuppi. L’arcivescovo di Bologna, presidente della Conferenza Episcopale italiana, in un’intervista rilasciata a Repubblica, lancia un grido di dolore contro le guerre che costano la vita a tante, troppe, persone. E di cui i cristiani finiscono per pagare il prezzo salatissimo. Così come sta avvenendo, per esempio, in Libano. “La preghiera non è estranea alla realtà del mondo ma anzi aiuta a scegliere dentro il mondo i tanti modi per contrastare la violenza e la guerra”.

Zuppi: “Non si usi Dio per giustificare la guerra”

Il cardinal Zuppi lancia un monito chiaro e inequivocabile a tutte le parti belligeranti. “Penso a tutti coloro che utilizzano il nome di Dio, che è un nome di pace, per altri fini. Sono parole che nascono dalla Scrittura, dalla Parola di Dio, e dalla storia della Chiesa in occasione della prima guerra mondiale papa Benedetto XV denunciò la inutile strage indicando così di pregare per la pace e non per la vittoria”. E quindi chiarisce: “Il Papa è sicuramente anti violenza, anti guerra, è contro chi pensa che si possano risolvere i conflitti tornando allo strumento della guerra”.

Solo il dialogo aiuta

Il presidente della Cei ha quindi aggiunto: “Il Papa ha sottolineato che il diritto e il dialogo sono il modo in cui si risolvono i problemi. Non è ingenuità ma l’unico realismo. Altrimenti si entra in un vortice che ci porta tutto dentro una voragine. È un appello importantissimo e va preso sul serio: e invece c’è chi non ascolta, accetta che muoiano delle persone come effetti collaterali o uccide i possibili interlocutori per fare la pace, perché forse non vuole fare la pace”. Parole importanti in un momento in cui il diritto internazionale appare più debole che mai. Zuppi, quindi, passa a ragionare della guerra: “La distruzione che sta avvenendo, le migliaia di persone costrette a fuggire, tutto questo non trova alcuna giustificazione”.


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