Etna: nuova eruzione, vertice in prefettura VIDEO
I tecnico del Corpo Forestale a quota 3200 metri per monitorare le bocche effusive e l'andamento della lava
La nuova eruzione dell’Etna, da 48 ore, riguarda principalmente l’attività effusiva in corso in più bocche effusive situate tra i 2900 e 3200 metri di quota sul versante sud-est del vulcano. Le colate di lava sono fluide e si stanno dirigendo verso il versante sud-ovest una quota inferiore intorno ai 2500-3000 metri, senza segnalazioni di particolari criticità per boschi, centri abitati o infrastrutture. Si segnala anche continua attività stromboliana al Cratere di Sud-Est con emissione di prodotti piroclastici.
L’intervento sul cratere dell’Etna
Il Corpo Forestale della Regione Siciliana è intervenuto con sopralluoghi sul posto nelle aree sommitali interessate dall’eruzione, monitorando l’evoluzione della situazione e la dinamica dei fronti lavici. Gli interventi del CFS sono principalmente di monitoraggio diretto per supportare la valutazione della situazione eruttiva e il coordinamento delle misure di sicurezza, in sinergia con l’INGV e la Protezione Civile.
In particolare, il CFS ha raggiunto le varie fratture e bocche effusive attive tra quota 2980 e 3200 metri, verificando la formazione di strutture coniche, gli hornitos, generate da espulsione lavica e la continua propagazione dei flussi lavici che alterano il paesaggio montano.
Un vertice urgente in prefettura
In prefettura è in corso un vertice per valutare la situazione e stabilire i necessari provvedimenti di sicurezza e gestione dell’emergenza. Al momento, la situazione non sembra riguardare direttamente centri abitati o infrastrutture vitali e non sono stati segnalati allarmi particolari per l’aeroporto o la viabilità.
L’ultima settimana del vulcano
Negli ultimi 7 giorni, il monitoraggio dell’Etna aveva già evidenziato la prosecuzione dell’attività effusiva da più bocche attive tra 2980 e 3200 metri di quota, con colate laviche in avanzamento verso sud-ovest e sud-est e i fronti lavici più avanzati che raggiungevano quote tra 2250 e 3050 metri circa.
Dal punto di vista sismico, poi, il tremore vulcanico si era mantenuto su valori elevati con ampie fluttuazioni, localizzato nell’area del Cratere di Sud-Est a circa 3000 metri di profondità.
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