Dua Lipa porta Milano Cortina 2026 nel mondo, gli influencer scelti dalla Fondazione no
E poi arriva Dua Lipa, e tutto il resto scompare. Bastano pochi secondi del video diffuso da NBCUniversal e Peacock per capire la differenza abissale tra chi sa raccontare un evento globale e chi, invece, continua a giocare in una serie minore. La pop star britannica di origine kosovaro-albanese è il volto scelto dal network TV e dalla sua piattaforma di streaming on demand, che detengono i diritti di trasmissione dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 negli Stati Uniti, per promuovere l’evento.
L’effetto Dua Lipa su Milano Cortina 2026
Il risultato? Numeri vertiginosi e un’ondata di attenzione internazionale. Insomma, l’effetto che ci si aspetta da una star planetaria e da uno spot magistralmente costruito. E poi c’è l’approccio nostrano: la Fondazione Milano Cortina, invece di cogliere l’occasione per posizionare l’immagine dei Giochi su un piano davvero internazionale, ha preferito puntare su una costellazione di influencer sostanzialmente inutili, che forse vantano migliaia di follower – numeri gonfiati, spesso sterili – ma del tutto incapaci di generare desiderio, immaginario, attrazione reale, appeal cosmopolita.
Perché alla fine il punto è semplice: il presunto seguito digitale non equivale automaticamente a pubblico, né tantomeno a spettatori paganti o a prestigio. I creativi ingaggiati da NBCUniversal e Peacock, al contrario, hanno centrato l’obiettivo: associare l’evento a un volto magnetico, riconoscibile da Los Angeles a Tokyo. E non è una questione di budget, ma di stile. Il video “Dua Brings the Cool to Milan” è una piccola lezione di comunicazione. Dua Lipa in tutto il suo splendore attraversa una Galleria Vittorio Emanuele II trasformata in un set cinematografico innevato, sospeso tra moda, architettura e glamour: tutto quello che Milano dovrebbe trasmettere.
Dua Lipa e la frase in italiano: “Ci vediamo lì”
Ce lo dovevamo far insegnare gli americani? Sullo sfondo risuonano le note di Training Season, mentre scorrono – come capsule narrative perfette – i volti delle atlete statunitensi: Lindsey Vonn, definitiva “fearless”; Mikaela Shiffrin, “historic”; Alysa Liu, “graceful”; Chloe Kim, “levitating”. Pochi secondi ciascuna, ma costruiti con una chiarezza comunicativa che racconta esattamente a chi si vuole parlare. E la chiusura, quel “Winter Olympics? It’s gonna be so cool! Ci vediamo lì!”, ha fatto il resto: una frase pronunciata in italiano, semplice e furba, capace di scatenare commenti, reazioni, ipotesi. Perché questo fa una star: amplifica, moltiplica, crea rumore.
Nel frattempo, da parte del Comitato Organizzatore italiano nessuna conferma, nessun piano, nessuna visione chiara su ospiti – tantomeno la stessa Dua Lipa – eventi, strategie. Forse la pop star resterà solo un volto da promo, come spesso accade nei video NBC, che in ogni caso utilizzando l’appeal globale di Dua Lipa per intercettare un pubblico giovane – lavorando su un racconto che fonde glamour, spettacolo e un’icona della cultura pop contemporanea – ha fatto centro. E ha fatto un regalo enorme a Milano Cortina. Ne prendano nota, sono ancora in tempo – o forse no- per aggiustare il tiro… In ogni caso, i rumor circolano, lo spot sta alimentando le aspettative, qualcuno sogna un’apparizione della star a una cerimonia o in un evento collaterale. Quel che è certo, però, è che la distanza comunicativa tra chi sa fare marketing internazionale e chi affida una delle vetrine sportive più importanti del Paese a influencer pescati a caso è sotto gli occhi di tutti. E non serve essere Dua Lipa per accorgersene.
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