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Editoriale

L’Ue chiede soldi solo per le armi e ignora le istanze dei cittadini

di Adolfo Spezzaferro -


A Bruxelles va in scena ancora una volta una Ue sempre più distante dall’Europa reale. Dentro i palazzi del Consiglio europeo Ursula von der Leyen e il segretario della Nato Mark Rutte rilanciano: la guerra in Ucraina deve continuare, costi quel che costi. Fuori, a poche centinaia di metri, migliaia di agricoltori europei circondano le istituzioni con mille trattori, denunciando un tradimento che ormai non è più solo economico, ma politico e morale.

Patate e barbabietole lanciate contro la polizia, idranti e lacrimogeni a difesa del Parlamento: esplode la rabbia sociale per i problemi reali dell’Ue. Gli agricoltori temono l’accordo con il Mercosur, che espone il lavoro europeo a una concorrenza sleale. Da una parte l’Ue vuole trovare ancora miliardi su miliardi per proseguire una guerra che Usa e Russia (e soprattutto gli ucraini) vogliono che finisca; dall’altra chiede sacrifici a chi produce cibo e presidia i territori. La frattura è evidente: i vertici di Bruxelles finanziano l’industria bellica e ignorano i cittadini. Così l’Ue perde legittimità. La guerra (dei trattori) è in casa, non in Ucraina.


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