Il giallo di Aurora, la svolta: indagato un 56enne già in carcere
Le immagini utilizzate dagli investigatori per stringere il cerchio intorno all'uomo
Sono state le immagini delle telecamere della metropolitana a far convergere i sospetti sul 56enne di origine peruviane indagato dalla Procura di Milano per l'omicidio di Aurora Livoli, la 19enne, trovata morta nel cortile di un condominio alla periferia della città. Da quando si è appreso i video analizzati dai carabinieri nell'indagine coordinata dal pm Antonio Pansa, hanno ripreso la ragazza e l'uomo, il quale deve essere ancora interrogato dal pubblico ministero
Svolta nell’omicidio della 19enne di Latina Aurora Livoli trovata morta a Milano divenuto un giallo: un 56enne di origine peruviana, già detenuto per tentata rapina, è ora indagato per omicidio. Il nome di Aurora Livoli torna al centro dell’attenzione giudiziaria dopo giorni di incertezza. Le immagini delle telecamere, l’incrocio dei movimenti e una violenta aggressione avvenuta poche ore prima in metropolitana delineano un quadro investigativo più definito, mentre l’autopsia è chiamata a chiarire definitivamente le cause della morte.
Chi era Aurora Livoli
Aurora Livoli aveva 19 anni, era nata a Roma e viveva con la famiglia adottiva nella provincia di Latina. Studentessa universitaria, conduceva una vita apparentemente ordinaria. Si era allontanata volontariamente da casa all’inizio di novembre e l’ultimo contatto con i familiari risaliva a fine mese. La denuncia di scomparsa era stata presentata dai genitori, che da settimane non avevano più notizie della ragazza.
Il ritrovamento a Milano, il corpo nel cortile di un condominio
Il 29 dicembre il corpo senza vita di Aurora è stato trovato in un cortile condominiale di via Paruta, nella periferia nord di Milano. Il cadavere non presentava segni evidenti di trascinamento, ma sul collo sono stati rilevati elementi compatibili con una possibile compressione, motivo per cui la Procura ha disposto immediatamente l’autopsia.
Accanto al corpo erano presenti alcuni effetti personali, mentre il telefono cellulare risultava inizialmente irreperibile, aprendo un ulteriore fronte investigativo legato agli spostamenti e agli ultimi contatti della vittima.
La svolta: un indagato già in carcere. L’uomo ripreso con la vittima
La svolta del giallo arriva dall’analisi delle immagini di videosorveglianza. Le telecamere hanno ripreso Aurora mentre cammina in strada insieme a un uomo nella serata del 28 dicembre, poi identificato per il 56enne. I due entrano nel cortile dove, il giorno successivo, verrà ritrovato il corpo della giovane. Circa un’ora dopo, le immagini mostrano l’uomo uscire da solo.
L’uomo è un cittadino peruviano di 56 anni, ora formalmente indagato per omicidio dalla Procura di Milano.
Un precedente che pesa
Il sospettato era già stato arrestato il 30 dicembre per una tentata rapina aggravata avvenuta poche ore prima della morte di Aurora, nella metropolitana milanese. In quell’occasione avrebbe aggredito una donna alle spalle, stringendole il collo nel tentativo di strapparle il telefono, fermandosi solo per l’arrivo del treno e delle persone presenti.
Questo episodio, secondo gli inquirenti, rafforza la gravità del quadro indiziario e la compatibilità del modus operandi con quanto ipotizzato per la morte della 19enne.
Le indagini in corso, l’autopsia decisiva
L’autopsia, avviata nei primi giorni di gennaio, è considerata centrale per chiarire la causa esatta del decesso: se si tratti di strangolamento, soffocamento o di un’altra dinamica violenta. Gli esami tossicologici e istologici dovranno inoltre stabilire se Aurora avesse assunto sostanze o se fosse in condizioni di particolare vulnerabilità.
Il cellulare e i tabulati
Parallelamente prosegue la ricerca del telefono della ragazza e l’analisi dei tabulati telefonici. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di Aurora, i luoghi frequentati e le persone incontrate, per verificare eventuali contatti precedenti con l’indagato o con altri soggetti.
Le reazioni e l’attesa della famiglia
La famiglia di Aurora segue gli sviluppi attraverso i legali, mantenendo un profilo di grande riserbo. L’avvocato ha confermato l’iscrizione nel registro degli indagati dell’uomo già detenuto, sottolineando come i familiari attendano ora risposte chiare dall’esito degli accertamenti medico-legali.
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