Venezuela: Maduro e la moglie in volo verso New York (per il processo)
Il presidente venezuelano e la moglie arrestati dalla Delta Force. Trump: “Missione brillante”. Attacco su larga scala a Caracas.
Venezuela: l’operazione lampo nella notte
Gli Stati Uniti hanno lanciato nella notte tra venerdì e sabato un’operazione militare su larga scala in Venezuela, culminata con la cattura del presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores. Il blitz, condotto dalle forze speciali Delta Force, ha sorpreso il leader venezuelano nella sua residenza di Caracas. Donald Trump, che ha seguito l’operazione in diretta da Mar-a-Lago, ha definito la missione “brillante” e ha confermato che non ci sono state vittime americane, solo alcuni feriti lievi.
Maduro e la moglie sono stati prelevati dalla loro camera da letto e trasferiti sulla portaerei USS Iwo Jima. Da lì sono stati portati in elicottero verso New York, dove dovranno affrontare la “giustizia americana”.
Le accuse ufficiali: narcoterrorismo e traffico di cocaina
Il ministro della Giustizia Usa, Pam Bondi, ha confermato che entrambi sono stati incriminati nel Distretto Sud di New York. Contro Maduro pendono accuse gravissime: cospirazione per narcoterrorismo, importazione di cocaina, possesso di armi e dispositivi esplosivi. Si tratta di un’incriminazione già emessa nel 2020, quando l’amministrazione Trump aveva posto una taglia di 15 milioni di dollari sul presidente venezuelano. La ricompensa è stata progressivamente aumentata fino a raggiungere i 50 milioni di dollari nell’agosto 2025.
Secondo i pubblici ministeri federali, Maduro ha collaborato con le FARC colombiane e ha guidato il “Cartel de los Soles”, un’organizzazione narcoterroristica designata come tale da Washington nel novembre 2025. L’accusa è che abbia usato deliberatamente il traffico di cocaina come arma contro gli Stati Uniti.
Venezuelaa: l’escalation degli ultimi mesi
L’operazione di stanotte rappresenta il culmine di molti mesi di pressioni crescenti. Da settembre 2025, le forze americane hanno colpito oltre 30 imbarcazioni sospettate di traffico di droga nei Caraibi, causando più di 110 morti. A dicembre, gli Usa hanno sequestrato tre petroliere al largo delle coste venezuelane e imposto un blocco navale. Trump aveva più volte avvertito che presto sarebbero iniziati anche attacchi terrestri.
L’operazione era stata pianificata giorni prima ma rimandata per maltempo. “Volevamo agire quattro giorni fa ma le condizioni non erano ideali”, ha spiegato Trump a Fox News. La residenza di Maduro è stata descritta come “una fortezza”, rendendo l’operazione particolarmente complessa.
Reazioni internazionali divise
A Miami, migliaia di esuli venezuelani sono scesi in strada per festeggiare quella che alcuni definiscono “la caduta del muro di Berlino dell’emisfero occidentale”. Il presidente argentino Milei ha esultato: “La libertà avanza!”. Anche l’Ecuador ha accolto con favore la notizia.
Sul fronte opposto, Russia e Cuba hanno condannato quella che Mosca definisce “aggressione armata”, mentre Messico e Colombia hanno espresso preoccupazione per la stabilità regionale. La Colombia ha schierato l’esercito alla frontiera in previsione di un possibile esodo di massa. L’Unione Europea, tramite l’Alto rappresentante Kaja Kallas, pur ribadendo che Maduro “manca di legittimità”, ha chiesto il rispetto del diritto internazionale e moderazione.
Un futuro incerto per il Venezuela
A Caracas regna l’incertezza. I media locali, sotto pesante censura, non riportano la notizia. Non è chiaro chi guidi ora il Paese. Trump ha lasciato intendere (come prevedibile) che l’opposizione, guidata da Maria Corina Machado – premio Nobel per la Pace 2025 – potrebbe assumere il controllo.
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