"Obiettivo crescita". Dalla Zes fino ai dossier Ilva e Automotive, i nodi di Meloni
Melonomics. A chi le dice che, da tre anni (e cioè da quando è salita al governo), “dice sempre le stesse cose”, Meloni replica con una battuta: “Le risorse sono sempre limitate, bisognerebbe valutare su cosa mettiamo i soldi: credo che sia meglio investire per aumentare i salari fino a 35mila euro piuttosto che consentire restauri a costo zero per i castelli”.
Melonomics: “Obiettivo crescita”
Meloni, in effetti, le stesse cose le dice da sempre. Melonomics. E le ripete pure alla conferenza stampa di inizio anno tenutasi ieri. Obiettivo crescita. E su questo non si transige. Ha rivendicato il fatto che “dal 2023 i salari hanno ripreso a crescere più dell’inflazione”, dando una risposta a un problema, quello delle retribuzioni basse, che è “molto antico” in Italia. Sulle pensioni, Meloni ha ribaltato la vulgata. Il governo non ha aumentato l’età pensionabile ma, per la premier, “ha fatto l’esatto contrario”. Perché “c’è una legge che impone l’aggiornamento dell’età pensionabile e sarebbe scattato in automatico l’aumento di tre mesi, noi l’abbiamo portato a uno e a zero per i lavori usuranti”.
Dal patto sociale al Piano Casa
Ha aperto pure all’ipotesi di un patto sociale con i sindacati e al dialogo con le “forze riformiste”. Per le famiglie, che restano al centro dell’azione di governo, Meloni ha annunciato l’avvio di un piano casa. Che sarebbe da urlo: 100mila nuove abitazioni a “prezzi calmierati”. Due piccioni con una fava: creare nuovi spazi residenziali, abbassare i costi del mercato immobiliare italiano, che ormai viaggia in una bolla. Contestualmente ha difeso le misure a favore delle imprese. Dalla Zes, estesa per altri tre anni, fino ai super-ammortamenti. Passando per la detassazione delle nuove assunzioni. Melonomics.
Ilva e automotive, i dossier più scottanti
Sui dossier più scottanti, Meloni ha ripetuto le stesse cose: sull’Ilva ha detto che il governo è aperto a ogni ipotesi ma che non sarà accettata alcuna “proposta predatoria”. Corvi e liquidatori, dunque, si astengano. C’è poi il grande tema dell’automotive. In mattinata, il ministro Urso ha già convocato un tavolo per fare il punto. Si terrà il 30 gennaio al Mimit. Meloni ha “anticipato” i contenuti affermando che i problemi sono legati alle normative europee che, pian piano, vanno superate. Infine un riferimento al caso risiko bancario: il governo, ha tuonato Meloni, non interferisce nelle logiche di mercato. Dunque non c’è stato alcun intervento politico sulle offensive, e controffensive, che hanno interessato nel 2025 il comparto creditizio.