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Mercosur, organizzazioni agricole preoccupate: occhi puntati sulle promesse della Von Der Leyen

di Marco Montini -


Mercosur, mondo agricolo tra attenzione e preoccupazione. Venerdì scorso, la maggioranza dei Paesi dell’Unione europea, attraverso i propri ambasciatori riuniti al Coreper, ha dato il primo via libera alla firma dell’accordo commerciale con gli Stati del blocco del Mercosur, il mercato comune che vede insieme nazioni come Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.

Coldiretti: miglioramenti sulle salvaguardie ma resta il nodo della reciprocità

La notizia ha messo in guardia le principali organizzazioni che tutelano il settore primario, delineando una pioggia di commenti mediatici che la dicono lunga sui timori degli agricoltori italiani. Sentite, ad esempio, Coldiretti: “C’è un miglioramento sulle clausole di salvaguardia ottenuto dal Governo italiano, con il passaggio dal 10% originariamente previsto al 5% della soglia per far scattare la tutela sui prodotti agricoli sensibili. Insufficienti, invece, i requisiti di reciprocità. Il Governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale che abbiamo più volte ribadito: chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti alle nostre imprese agricole.

Ora la Presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”.

Confagricoltura: rischio asimmetria e concorrenza sleale

Anche Confagricoltura conferma le perplessità per l’impatto sul comparto agricolo dell’accordo UE-Mercosur: “Rimangono, infatti, alcune criticità che non possono essere ignorate.

La perplessità principale riguarda il principio di reciprocità, fondamentale per garantire un commercio internazionale equo e trasparente. L’accordo, nella sua forma attuale, rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur.

Questa genera di fatto una forte disparità di condizioni di concorrenza e competitività”, ha aggiunto Confagricoltura che poi annuncia: “La Confederazione si riserva di valutare ogni possibile iniziativa volta a tutelare le imprese agricole e a difendere la tenuta economica delle nostre filiere”.

Confeuro: rischio squilibri per i piccoli e medi agricoltori

Preoccupato anche il presidente nazionale di Confeuro, Andrea Tiso: “Il via libera dell’accordo Ue-Mercosur non può essere considerata una buona notizia per il settore agricolo europeo e per i nostri produttori, rispetto alla quale Confeuro ha sempre espresso una posizione di forte contrarietà. Restano infatti evidenti i rischi di uno squilibrio competitivo che potrebbe penalizzare in modo particolare i piccoli e medi agricoltori del Vecchio Continente. Detto questo, l’intesa deve rappresentare anche un banco di prova per la capacità della Ue di governare i processi di apertura commerciale senza sacrificare il proprio modello agricolo.

Nell’accordo sono stati inseriti elementi che, se correttamente applicati, possono attenuare alcuni effetti negativi: clausole di salvaguardia, meccanismi di protezione più incisivi e un rafforzamento dei controlli sulle merci in ingresso nel mercato europeo.

Confeuro e Confcooperative: controlli, garanzie e sicurezza alimentare

La principale preoccupazione di Confeuro resta il rispetto del principio di reciprocità. È estremamente complesso vincolare Paesi terzi all’adozione delle stesse tecniche produttive e degli stessi elevati standard ambientali, sanitari e sociali imposti agli agricoltori europei.

Questo nodo strutturale continua a rappresentare il punto più debole dell’accordo”. Mentre il Presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei avverte: “Senza adeguati controlli e senza precise e rigorose garanzie di salvaguardia, non solo è a rischio la tenuta di interi comparti produttivi agricoli, ma in prospettiva ci potranno essere anche ricadute in tema di benessere e sicurezza alimentare per tutti i consumatori europei. A tal riguardo va dato atto al Ministro Lollobrigida e al governo italiano di aver trattato fino all’ultimo con le istituzioni europee, riuscendo a ottenere maggiori garanzie: è positivo il risultato ottenuto oggi dal Ministro di un abbassamento al 5% della soglia di differenziale di prezzi che farà scattare i meccanismi di salvaguardia”.

Insomma, occhi puntati sulla Von der Leyen e sulle sue promesse, che non convincono le organizzazioni agricole del nostro paese.

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