Stop ai minimarket nel centro storico a Roma
Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar e dà ragione al Comune. Cartaginese (Lega): "Prevenire degrado e abusivismo"
Stop ai minimarket nel centro storico di Roma, anche il Consiglio di Stato dà ragione a Roma Capitale ribaltando la sentenza di primo grado del Tar. Si tratta di una pronuncia importante perché, chiaramente, può far giurisprudenza. E, soprattutto, perché sancisce un principio di “non proliferazione” di negozietti di chincaglierie assortite, spesso gestiti da stranieri provenienti dal Bangladesh e altri Paesi vicini al subcontinente indiano, per tutelare il decoro urbano di uno dei siti più belli che ci siano nel lungo e vasto elenco Unesco.
Stop ai minimarket, cosa cambia a Roma
La delibera di Roma Capitale imponeva una superficie minima di cento metri quadri e il trasferimento delle attività alimentari nel centro storico: insomma, un freno alla caterva di minimarket che stavano letteralmente colonizzando Roma e il suo cuore. La sentenza del Consiglio di Stato trova il plauso di Laura Cartaginese, capogruppo Lega e componente della XI commissione al consiglio regionale del Lazio. Secondo cui la battaglia non è ancora finita. E anzi, si può (e deve) fare di più. “La sentenza del Consiglio di Stato dimostra che avevamo visto lungo. Le regole servono e devono essere accompagnate da strumenti capaci di monitorare ciò che accade sui territori. Quanto deciso a Roma conferma la necessità di un controllo costante sulle attività di somministrazione”, spiega Cartaginese.
Spunta un emendamento, parla Cartaginese
“In questa direzione si inserisce l’emendamento da me presentato, approvato nell’ambito della legge regionale 192 sulle variazioni di bilancio 2025-2027, che amplia le funzioni dell’Osservatorio regionale sul commercio”, spiega la consigliera leghista. Si tratta di una disposizione che, come si legge in una nota, “interviene sul Testo unico del commercio, attribuendo all’Osservatorio regionale il compito di monitorare il rispetto della legalità nelle attività commerciali, a seguito delle numerose segnalazioni provenienti dai territori e del lavoro svolto con il Dipartimento Attività Produttive della Lega Roma, coordinato da Mauro Antonini”. Cartaginese aggiunge: “L’obiettivo è prevenire fenomeni di abusivismo, degrado e criticità che incidono sulla sicurezza, sull’ordine pubblico e sulla qualità della vita dei cittadini. Difendere il commercio regolare e il decoro urbano significa tutelare le nostre città e garantire uno sviluppo economico nella legalità”.
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