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Spegnere il motore davanti a scuola: un gesto semplice per proteggere i nostri bambini

di Priscilla Rucco -


L’inquinamento atmosferico nelle zone scolastiche è un’emergenza sanitaria: i dati mostrano concentrazioni pericolose di sostanze tossiche proprio dove i più piccoli trascorrono il loro tempo.

Ogni mattina, davanti ai cancelli delle scuole italiane, si ripete la stessa scena: auto in doppia fila con il motore acceso, genitori che aspettano i propri figli respirando insieme a loro un’aria carica di inquinanti. Un gesto apparentemente innocuo che nasconde però conseguenze gravi per la salute dei bambini, i soggetti più vulnerabili all’esposizione agli agenti tossici presenti nell’aria urbana.

I dati delle scuole

Gli studi condotti da Greenpeace e dall’associazione Cittadini per l’Aria hanno messo in luce una situazione preoccupante. Gli ultimi monitoraggi su circa 80 scuole di Roma hanno rivelato che quasi il 40% delle scuole presenta concentrazioni di biossido di azoto tra i 30 e i 40 microgrammi per metro cubo, mentre il 30% supera i 40 μg/m³. Il dato è preoccupante se confrontato con il limite indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, fissato a soli 10 μg/m³ per la tutela della salute.

Il biossido di azoto: il killer silente

Il biossido di azoto, che negli ambienti urbani proviene per il 70-80% dal traffico veicolare e principalmente dai motori diesel, è classificato tra le sostanze certamente cancerogene. I suoi effetti patogeni colpiscono principalmente le vie respiratorie, il sistema sanguigno e le funzioni cardiache. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, se si rispettassero i limiti Oms per il biossido di azoto, in Italia si potrebbero salvare ogni anno oltre 11 mila vite umane.

I bambini sono particolarmente vulnerabili per diverse ragioni: respirano volumi di aria proporzionalmente maggiori rispetto agli adulti, circa il doppio per ogni chilo di peso, inspirando quindi una maggiore quantità di inquinanti. Inoltre, data la loro statura, sono più vicini al suolo dove le sostanze inquinanti prodotte dai veicoli si accumulano maggiormente.

Gli effetti sulla salute dei più piccoli

Le conseguenze dell’esposizione all’inquinamento atmosferico durante l’infanzia sono molteplici e gravi. Secondo l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, tra gli effetti a breve termine si registrano attacchi acuti di asma, infezioni delle vie aeree come otiti, polmoniti e bronchioliti. I bambini asmatici che vivono in ambienti inquinati sperimentano un aumento significativo delle riacutizzazioni e dei ricoveri ospedalieri.

Ma gli effetti più preoccupanti sono quelli a lungo termine. Le particelle ultrafini del PM2,5 possono attraversare facilmente la barriera ematoencefalica dei bambini, provocando neuroinfiammazioni e interruzione dello sviluppo del cervello, con il rischio di uno scarso sviluppo cognitivo. Studi recenti hanno dimostrato che l’aria inquinata incide sullo sviluppo cognitivo dei bambini, che migliora del 13% nelle scuole con i più bassi livelli di polveri sottili. In Italia, l’8,4% dei bambini tra i 6 e 7 anni soffre di asma, e l’inquinamento potrebbe essere la causa scatenante.

La soluzione è più semplice di quanto si pensi

Uno studio pubblicato nel 2025 su Environmental Research dai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio ha dimostrato che istituire “strade scolastiche” – aree intorno alle scuole dove durante gli orari di ingresso e uscita si riduce il traffico motorizzato – può portare a una riduzione media mensile del biossido di azoto del 6%, con punte fino al 20% in alcuni casi.

Ma non serve aspettare grandi interventi urbanistici. Un gesto semplice come spegnere il motore dell’auto mentre si aspetta che i bambini salgano o scendano può fare una differenza significativa. Il biossido di azoto è un gas nocivo che si genera immediatamente dalla combustione, e ogni minuto in meno con il motore acceso significa meno inquinanti nell’aria che respirano i nostri figli.

L’appello ai genitori

Come recita il volantino distribuito dall'”Associazione genitori Fratelli Bandiera” (Roma) che sta circolando davanti a molte scuole: “Noi genitori facciamo tanto per la salute e il benessere dei nostri figli, allora proviamo a spegnere il motore… anche un piccolo gesto può fare la differenza!”. Le amministrazioni comunali stanno lavorando per implementare le strade scolastiche – Roma ha annunciato 110 nuove zone a traffico limitato vicino alle scuole, Milano 87 – ma nel frattempo ogni genitore può contribuire con un’azione concreta e immediata.

Tanto più si è vicini alla fonte di inquinamento – il tubo di scappamento – tanto più i danni sono gravi. E i bambini, che sono più bassi e respirano più velocemente degli adulti, pagano il prezzo più alto. La nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria (2024/2881) stabilisce che entro il 2030 non si potrà superare la media annuale di 20 μg/m³ di NO2. È tempo di agire, partendo dalle piccole azioni quotidiane che proteggono chi amiamo di più.


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