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Economia

La Guerra Artica e la risposta europea ai dazi di Trump

di Lino Sasso -


La risposta dell’Europa ai dazi annunciati da Donald Trump segna un passaggio decisivo nella cosiddetta “Guerra Artica”, iniziata il 17 gennaio con l’ultimatum della Casa Bianca sulla Groenlandia. Quella che l’amministrazione statunitense continua a presentare come una semplice transazione strategica – “essentially a large real estate deal” – si è ormai trasformata in una crisi diplomatica che mette in discussione le fondamenta dell’alleanza transatlantica. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fissato al 1° febbraio la scadenza per l’introduzione di dazi del 10% su una vasta gamma di beni europei. Le tariffe colpirebbero Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia, con la minaccia di un successivo innalzamento. Una mossa che molti analisti definiscono di una durezza senza precedenti nei rapporti tra alleati.

Verso un vertice straordinario dei leader Ue

In queste ore, la compattezza europea viene paragonata a quella mostrata nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Ma la differenza è evidente: allora l’Unione si strinse contro un nemico esterno. Oggi la risposta europea ai dazi di Trump assume i contorni di una “resistenza sovrana” contro il principale partner per la sicurezza. La Groenlandia sta così trasformando la NATO in un campo di tensione interna, dove la difesa collettiva rischia di essere usata come strumento di pressione commerciale. La reazione istituzionale di Bruxelles è stata immediata. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha annunciato un vertice straordinario dei leader UE “nei prossimi giorni”. Ed ha ribadito il sostegno all’integrità territoriale della Danimarca, chiarendo senza ambiguità la sovranità di Copenaghen sulla Groenlandia. I dazi annunciati da Washington, ha sottolineato, sono “incompatibili con qualsiasi accordo commerciale”.

La risposta dell’Europa ai dazi di Trump

Sulla stessa linea la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Dopo le consultazioni con i leader Ue, tra i quali il premier britannico Keir Starmer e la premier italiana Giorgia Meloni, von der Leyen ha rafforzato il fronte comune europeo. “Resta fermo l’impegno a difendere la sovranità della Groenlandia”, ha dichiarato. Anche il Regno Unito si è schierato senza riserve. Starmer, in un colloquio telefonico con Trump, ha definito “inappropriato” colpire con tariffe doganali gli alleati che garantiscono la sicurezza del Grande Nord. Paradossalmente, mentre Washington alza il livello dello scontro, la risposta dell’Europa ai dazi di Trump sta riavvicinando Londra a Bruxelles. Delineando un nuovo equilibrio politico nel cuore dell’Occidente.


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