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Attualità

Sinner domina Duckworth a Melbourne e passa al terzo turno

Riaffiorato pure il caso del 2021, quando perse la calma a Toronto contro l'australiano

di Dave Hill Cirio -

Sinner al suo ingresso in campo


Sinner domina Duckworth alla Rod Laver Arena di Melbourne per gli Australian Open: riaffiora pure il caso del 2021, quando perse la calma a Toronto.

Sinner in campo a Melbourne contro l’australiano James Duckworth, un nome che per gli appassionati di tennis italiani non è affatto neutro. È infatti lo stesso avversario con cui, nel Masters 1000 di Toronto del 2021, il tennista azzurro visse uno dei rarissimi momenti di perdita di controllo della sua carriera, lasciandosi andare a uno sfogo verbale che fece il giro del web. Oggi, a distanza di anni, quella partita torna d’attualità mentre Sinner affronta nuovamente Duckworth, con un bagaglio di maturità e risultati completamente diverso.

Il precedente di Toronto 2021: l’urlo che fece notizia

Era il 2021 e Jannik Sinner era ancora in piena fase di costruzione del suo percorso nel circuito maggiore. Durante il match del Masters 1000 di Toronto contro Duckworth, un’esultanza ritenuta eccessiva dell’australiano dopo un errore dell’azzurro fece scattare una reazione inattesa.

Sinner, visibilmente irritato, urlò verso l’avversario un durissimo “Ma che c***o ti urli?”, frase captata chiaramente dai microfoni di campo e diventata virale in poche ore. Un episodio isolato, ma rimasto nella memoria dei tifosi perché in netto contrasto con l’immagine composta e controllata del tennista italiano.

Oggi il nuovo incrocio: Sinner e Duckworth di nuovo faccia a faccia

Oggi Sinner e Duckworth di nuovo uno di fronte all’altro. Un contesto diverso, così come lo status dei due giocatori. Sinner arriva da stagioni che lo hanno consacrato ai vertici del tennis mondiale, con una solidità mentale e tecnica che nel 2021 era ancora in costruzione.

Duckworth, dal canto suo, resta un avversario esperto, capace di sfruttare eventuali cali di concentrazione, ma chiamato oggi a un’impresa ben più complessa rispetto a quella di Toronto.

Il peso del passato e la maturità del presente

Il richiamo a quell’episodio non è solo una curiosità di colore. Serve a misurare la distanza tra il Sinner di allora e quello di oggi. Nel corso degli anni, l’azzurro ha lavorato proprio sulla gestione emotiva, trasformando la pressione in lucidità e continuità di rendimento. Rivederlo oggi contro lo stesso avversario che in passato lo fece sbottare offre una fotografia plastica della sua crescita: stessa sfida, ma un giocatore profondamente diverso.

Occhi puntati sul campo e sui segnali emotivi

Durante il match, ogni reazione di Sinner osservata con la lente di quel precedente del 2021, quasi a cercare un confronto tra passato e presente. Finora, però, l’azzurro sempre concentrato esclusivamente sul gioco, confermando quella trasformazione mentale che è diventata uno dei suoi principali punti di forza.

Un confronto che va oltre il risultato

E cosi l’incontro, il match contro Duckworth, per Sinner anche una sfida simbolica. Non tanto una rivincita sportiva, quanto la dimostrazione di come certi episodi, che un tempo segnavano una fragilità, oggi facciano parte di una storia superata. Il campo, ancora una volta, è il luogo in cui il passato riaffiora solo per essere definitivamente archiviato.

Pratica archiviata in tre set

Sinner ha battuto James Duckworth con il punteggio di 6-1, 6-4, 6-2 nel secondo turno degli Australian Open, volando così al terzo turno.

L’azzurro ha superato agevolmente l’australiano. Il tennista italiano ha dominato l’incontro fin dall’inizio, mostrando un gioco solido e concedendo poco all’avversario australiano. Il match è durato circa un’ora e 50 minuti.

Sinner avanza così al terzo turno, dove affronterà lo statunitense Eliot Spizzirri.


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