La fine del conflitto in Ucraina non è dietro l’angolo. Alcuni tra i nodi più importanti non sono stati ancora sciolti e permane la distanza tra le parti sulla spinosa questione dei territori. “Sono in corso i preparativi per nuovi incontri trilaterali questa settimana” tra Ucraina, Russia e Stati Uniti. Lo ha annunciato sul social X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, spiegando di aver ricevuto la relazione sui colloqui della scorsa settimana negli Emirati dalla sua delegazione. “Gli incontri hanno riguardato una serie di questioni importanti, principalmente di natura militare, essenziali per mettere fine alla guerra”, ha proseguito Zelensky, secondo cui nel Golfo si è discusso anche di “complesse questioni politiche che restano irrisolte”.
La posizione della Russia
“Mosca si aspetta che le attività del gruppo di lavoro russo-americano-ucraino continuino questa settimana a livello di esperti”, ha detto all’emittente Pervy kanal il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov. Secondo Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin per gli investimenti e la cooperazione economica con i Paesi stranieri e direttore del Fondo sovrano russo, “il discorso di Zelensky agli europei a Davos è stato un fallimento. Il suo ritardo nell’accettare concessioni territoriali sta ritardando il processo di pace”.
La guerra in Ucraina continua
Le autorità di Kiev hanno accusato Mosca di aver condotto una nuova ondata di attacchi contro il territorio ucraino la notte scorsa, lanciando 138 droni kamikaze “da diverse direzioni”. In una nota, l’Aeronautica militare ha riferito che “110 velivoli senza pilota” sono stati abbattuti dai sistemi di difesa aerea.
Rutte chiede più flessibilità agli alleati di Kiev
Il segretario generale della Nato Mark Rutte, rivolgendosi agli eurodeputati della commissione Sede, a Bruxelles, ha dichiarato che il pacchetto di aiuti Ue all’Ucraina da “90 miliardi” di euro nel 2026 e 2027 “farà una grossa differenza per la sicurezza, ma vi esorto ad assicurare flessibilità nel modo in cui questi fondi potranno essere spesi e di non essere troppo restrittivi”.
Per il segretario generale, gli ucraini stanno vivendo “l’inverno più duro da oltre un decennio. Ora ci sono venti gradi sotto zero” e i russi concentrano i loro raid sulle “infrastrutture”, per lasciarli “al freddo e al gelo, senza riscaldamento, senza elettricità né acqua”. Rutte ha dato per vicino l’accordo sulle garanzie di sicurezza.
L’adesione dell’Ucraina all’Ue non ha ancora una data
“L’adesione dell’Ucraina all’Unione europea rappresenta di per sé una garanzia di sicurezza ed è stata discussa anche nel contesto delle garanzie di sicurezza. È un elemento di prosperità per l’Ucraina una volta raggiunto finalmente un accordo di pace”, ma “non posso dare indicazioni più precise”, ha fatto sapere la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda specifica.
L’Ungheria adirà la Corte di giustizia dell’Unione europea “non appena la decisione su REPowerEU sarà ufficialmente pubblicata. Utilizzeremo ogni mezzo legale per ottenerne l’annullamento”. Lo ha confermato via X il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, dopo il via libera da parte dei Paesi Ue alla tabella per lo stop definitivo al gas russo.
“Il piano REPowerEU si basa su un espediente giuridico, presentando una misura sanzionatoria come una decisione di politica commerciale al fine di evitare l’unanimità. Ciò è in totale contrasto con le norme dell’Ue”, ha osservato il capo della diplomazia ungherese. “I trattati sono chiari: le decisioni sul mix energetico sono di competenza nazionale. Vietare all’Ungheria di acquistare petrolio e gas dalla Russia va contro il nostro interesse nazionale e aumenterebbe in modo significativo i costi energetici per le famiglie ungheresi”, ha ribadito Szijjarto.
Anche la Slovacchia presenterà un ricorso contro la Commissione europea per il divieto di importazione di gas dalla Russia verso l’Unione europea. Il primo ministro slovacco Robert Fico ha definito una “assurdità ideologica” la decisione assunta dall’organo esecutivo dell’Ue.