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“Guida sotto effetto di droga punibile solo se si crea pericolo”

La decisione della Consulta solleva il dibattito sul Codice della Strada

di Cristiana Flaminio -


Occhio a mettervi in strada, la Corte Costituzionale ha deciso che la guida sotto effetto di droga e più in generale di sostanze stupefacenti è punibile solo se chi si pone al volante lo fa “in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza stradale”. La sentenza arriva dopo un ricorso presentato circa il nuovo articolo 187 del codice della Strada. E si gioca tutto sulle categorie giuridiche. In pratica, i giudici costituzionali hanno riformulato la norma di legge tornando al vecchio articolo.

Guida sotto effetto di droga, la sentenza della Corte Costituzionale

È una differenza che appare sottile ma in realtà non lo è. La riforma del Codice della Strada aveva cassato il requisito dell’alterazione psicofisica. In presenza della quale, prima dell’intervento legislativo del 2024, scattava la punibilità. Oggi, o almeno fino a ieri, bastava l’assunzione in sé di sostanze stupefacenti per far insorgere le sanzioni. Il problema è nel testo e nel fatto che la legge dovrebbe essere più puntuale. Il “prima”, da solo, non basta a risolvere il nodo temporale.

“Anche un anno prima?”

Ci vorrebbe più enfasi su un nodo cardine del diritto penale, il nesso causale. Se ci si mette al volante in stato di ubriachezza o di sballo, ecco che insorgono le sanzioni. Ma se ci si limitasse al “prima”, hanno notato i giuristi, sarebbe potenzialmente passibile pure chi ha consumato droga in un tempo precedente. Anche se sono passati, paradossalmente, giorni, settimane o anni. Perciò la Corte costituzionale ha deciso di voler segnalare al legislatore di calcare la mano sull’attualità dell’effetto della droga per chi si mette alla guida.


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