Errori giudiziari e garanzie: perché il Sì al referendum è necessario
Dagli errori giudiziari alla separazione delle carriere: l' on. Enrico Costa spiega perché il Sì al referendum Nordio rafforza il giusto processo.
Dal 1992 oltre 32 mila persone arrestate ingiustamente e quasi un miliardo di euro versato dallo Stato per errori giudiziari: numeri che, secondo Enrico Costa, deputato di Forza Italia, non possono essere ignorati. Dati che si confrontano con un elemento spesso richiamato nel dibattito pubblico: il 99% delle valutazioni professionali dei magistrati è positivo.
Onorevole Costa, alla luce di questi dati sugli errori giudiziari, perché ritiene che il Sì al referendum sulla riforma Nordio sia oggi una scelta necessaria?
Oggi il magistrato che sbaglia non paga. Il CSM è in balia dello strapotere delle correnti, anche per ciò che attiene alle decisioni disciplinari. L’Alta Corte sarà un organo di garanzia finalizzato a scongiurare queste criticità.
La riforma introduce la separazione delle carriere: quali effetti produce sul piano delle garanzie processuali?
Garantisce il giusto processo in cui le parti -accusa e difesa- siano in condizioni di parità davanti a un giudice terzo e imparziale. E terzo vuol dire assolutamente autonomo e indipendente.
Forza Italia rivendica una storica impostazione garantista: questa riforma rappresenta un cambio di paradigma nel rapporto tra giustizia, politica e diritti dei cittadini?
E’ una riforma che vede al centro il cittadino, che ha diritto ad un giusto processo e ha diritto ad avere i giudici scelti perché più bravi e non perché iscritti ad una corrente.
I critici del referendum temono un indebolimento della lotta ai reati più gravi e alla corruzione. Come risponde a chi sostiene che il Sì possa tradursi in una minore tutela della legalità?
La Riforma non cambia di una virgola le funzioni del pubblico ministero nel procedimento. La sua professionalità, anzi, sarà rafforzata perché avrà una specifica formazione.
Semplicemente non sarà più parente professionale del giudice.
Avrà gli stessi diritti processuali, gli stessi obblighi e la stessa libertà di continuare ad indagare. Continuerà ad avere il dovere di svolgere accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini, anche se questa regola è stata pressoché inapplicata.
Quali riforme strutturali del processo ritiene oggi prioritarie?
Sono molti i temi su cui lavoreremo. Dalle misure cautelari, agli strumenti di indagine, alla prescrizione.
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