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Politica

Con Roberto Vannacci, l’AfD italiana?

Il paragone con la formazione politica tedesca affermatasi negli anni

di Angelo Vitale -


Roberto Vannacci, con l’uscita dalla Lega, punta a raccogliere e catalizzare una domanda identitaria italiana: sarà l’AfD italiana? Una domanda finora presente, ma mai strutturata. Il paragone con l’AfD tedesca, utile per i temi simili trattati. Ma fin qui non ci sono state le condizioni organizzative e territoriali che le hanno permesso di crescere in Germania. Lì, hanno contato nel tempo numeri, territori e una leadership coerente.

L’area che ascolta Vannacci

Il messaggio politico di Vannacci, centrato su identità nazionale, sicurezza, ordine e critica al moderatismo, non nasce nel vuoto. Si inserisce in un ecosistema già presente da anni, composto da sigle e reti che condividono sensibilità simili ma sempre rimaste autonome.

Movimenti come CasaPound Italia e Forza Nuova hanno militanza consolidata, simboli forti e identità chiara. Non hanno però mai cercato di sciogliersi in partiti più grandi. La loro forza, nella coerenza ideologica e nella distanza dall’establishment. Accanto a questi gruppi, reti su remigrazione, sovranità, opposizione al multiculturalismo e difesa dell’identità europea. Realtà che hanno influenza culturale e simbolica, ma mai pesate meno nelle urne.

Vannacci, per ora, intercetta questo mondo senza assorbirlo. Concentra istanze finora disperse in un messaggio riconoscibile, attirando l’attenzione mediatica e l’interesse di qualche esponente dei partiti tradizionali.

Il modello italiano: influenza senza fusione

In Italia le frange della destra radicale hanno influenzato i temi, mentre il centrodestra istituzionale ne ha assorbito alcuni linguaggi. La distanza organizzativa rimane, così da vent’anni. Ciò ha creato una dinamica in cui il radicalismo è divenuto visibile, ma mai direttamente integrato nei partiti di governo.

Vannacci interviene ora in questa zona di tensione. La sua figura, il punto in cui emerge la domanda identitaria italiana, che finora non ha trovato un contenitore politico unitario.

Perché si cita l’AfD

Il paragone con Alternative für Deutschland nasce da alcune affinità. Entrambi parlano a elettorati preoccupati per immigrazione, identità culturale e rifiuto delle élite liberali. Tuttavia, in Germania AfD è diventata un partito strutturato, con presenza territoriale e classe dirigente stabile.

Fondata nel 2013 come movimento euroscettico, AfD inizialmente rimase fuori dal Bundestag con il 4,7% dei voti. Nel 2017 entrò in Parlamento federale con circa il 12,6%, diventando terza forza nazionale. Nel 2021 si confermò con il 10% e a livello regionale ottenne punte superiori al 30%, soprattutto nei Länder orientali come Turingia e Sassonia. Questi risultati dimostrano un radicamento crescente in aree specifiche, accompagnato da sezioni locali, gruppi parlamentari e quadri dirigenti ben definiti.

Negli anni successivi ha consolidato la propria presenza a livello statale: nelle elezioni regionali del 2024 in Turingia, ad esempio, l’AfD ha ottenuto il 33% dei voti, conquistando per la prima volta la maggioranza relativa in un Landtag (parlamento regionale), e ha ottenuto risultati molto forti anche in Sassonia e in altre regioni dell’Est.

AfD opera quotidianamente con proposte, comunicazione costante e opposizione netta, mantenendo la visibilità politica anche restando esclusa dalle coalizioni di governo. La combinazione di radicamento territoriale, leadership coerente e blocco sociale stabile ha trasformato la spinta iniziale in una forza istituzionale riconosciuta.

La differenza con l’Italia

In Italia, finora, nulla di paragonabile. L’area che guarda a Vannacci manca di rete territoriale capillare, leadership diffusa, blocchi sociali consolidati, un partito unitario capace di integrare le diverse sigle.

I nomi in queste ore associati a Vannacci provengono soprattutto da ex Lega o ex Fratelli d’Italia. Fino a questo momento, più una tensione interna al centrodestra che non il segnale preciso di un campo politico nuovo e autonomo capace di operare sui territori.

L’oggi di Vannacci

Vannacci rende visibile una domanda identitaria diffusa. Non ancora una forza strutturata. La sua importanza, l’intuito a catalizzare istanze disperse e marcare i confini del dibattito politico sul conservatorismo radicale.

In Italia, uno spazio politico non completamente rappresentato dai partiti maggiori. Se dovesse trovare struttura, leadership e radicamento territoriale, potrebbe evolvere in qualcosa di più stabile. Al momento, un indicatore dei limiti di sviluppo dell’attuale centrodestra.

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