Usa-Iran: i colloqui si terranno domani a Muscat
L'israeliano Channel 12 era stato tra i primi a riportare la notizia del fallimento dei negoziati
La Casa Bianca ha confermato i colloqui di domani con l’Iran in Oman. Poco prima, quando da più parti era arrivata la notizia del loro annullamento, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi aveva scritto: “I colloqui nucleari con gli Stati Uniti sono fissati a Muscat per le 10 di venerdì. Sono grato ai nostri fratelli dell’Oman per aver adottato tutte le disposizioni necessarie”.
Le pressioni dei leader della regione per non far saltare il tavolo
I piani per i negoziati tra Washington e Teheran hanno ripreso quota dopo “che diversi leader del Medio Oriente hanno fatto pressioni sull’amministrazione Trump affinché non mantenesse la minaccia di abbandonare i colloqui”. Lo ha scritto la testata Axios citando due fonti americane. Gli Usa avevano inizialmente rifiutato di cambiare il piano originario che indicava Istanbul come sede dell’incontro.
“Ci hanno chiesto di mantenere l’incontro ed ascoltare quello che hanno da dire gli iraniani, abbiamo detto agli arabi che faremo questo incontro se insistono, ma siamo molto scettici”, ha spiegato un informatore, precisando che almeno nove Paesi della regione hanno contattato la presidenza statunitense per chiederle di non cancellare i colloqui. L’amministrazione Trump ha quindi deciso di svolgerli “in segno di rispetto” per gli alleati nella regione e “per continuare a perseguire la via diplomatica”.
Witkoff e Kushner oggi in Qatar
Gli inviati speciali di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, saranno oggi in Qatar per discutere di Iran con il premier, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani.
Paura in Libano per i raid contro l’Iran
Cresce la preoccupazione a Beirut. Alti funzionari della sicurezza libanese temono le ricadute una possibile escalation lungo il confine con la Siria qualora gli Stati Uniti dovessero attaccare la Repubblica islamica dell’Iran. Lo ha riferito il quotidiano libanese Al-Akhbar, vicino a Hezbollah, secondo cui i funzionari hanno affermato che i timori si basano su dati che indicano che il Libano “potrebbe tornare a essere un’arena per la risoluzione di conti regionali e internazionali” e che, in caso di raid Usa contro l’Iran, “il Libano non rimarrà fuori dalla linea di fuoco”, ma sarà un bersaglio diretto per pressioni di sicurezza, militari e politiche.
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