Cina-Russia, scambi e cooperazione strategica con Washington sullo sfondo
Xi Jinping ha avuto un colloquio telefonico con Donald Trump
Il presidente cinese Xi Jinping ha avuto un colloquio in videoconferenza con il capo del Cremlino Vladimir Putin. “Nel pomeriggio del 4 febbraio il presidente Xi sarà impegnato in una videoconferenza con il presidente russo Putin”, ha riferito la Cctv. Per Putin, l’alleanza tra Mosca e Pechino, nell’attuale contesto caratterizzato da forti turbolenze, “resta un fattore importante di stabilizzazione”.
Cina-Russia partner in campo energetico
“La Russia è il principale fornitore di energia per la Cina e la nostra partnership nel settore dell’energia è di reciproco vantaggio ed è davvero strategica”, ha aggiunto il presidente russo, evidenziando il “dialogo attivo sull’energia nucleare pacifica” e anche la “cooperazione nel settore dell’agricoltura”.
Cina e Russia dovrebbero “intensificare gli scambi ad alto livello e rafforzare la cooperazione in vari settori”, ha detto Xi a Putin, auspicando che le relazioni bilaterali “continuino a svilupparsi” attraverso “un coordinamento strategico più approfondito” e un lavoro congiunto “per mantenere la stabilità strategica a livello globale”. Le due storiche alleate, secondo il leader cinese, “hanno l’obbligo di esortare la comunità internazionale nel sostegno a imparzialità e giustizia”.
L’invito di Xi a Putin
Xi Jinping ha invitato Vladimir Putin a effettuare una visita ufficiale in Cina nella prima metà dell’anno. “L’invito è stato accettato con gratitudine. Tempistiche e dettagli saranno discussi ulteriormente”, ha riferito Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo. L’appuntamento in agenda è il vertice Apec di Shenzhen a novembre.
Colloquio telefonico Trump-Xi Jinping
Il capo dello Stato cinese ha anche avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “Ho appena terminato un’eccellente conversazione telefonica con il presidente Xi, una telefonata lunga e approfondita durante la quale abbiamo discusso di molti argomenti, tra i quali il commercio, la difesa e il viaggio che farò in Cina ad aprile (che sono molto ansiosi di fare), Taiwan, la guerra la Russia e Ucraina”, ha scritto il tycoon su Truth Social. La controparte ha sostenuto che “affrontando le questioni una alla volta e costruendo continuamente il mutuo rispetto”, si può “forgiare la via giusta in cui i due Paesi possono andare d’accordo”.
L’attenzione della Cina per la sicurezza
Il gigante asiatico non ha esteso solo il suo potere economico a livello mondiale, ma anche l’influenza nella sicurezza globale, con un sostegno crescente alla stabilità interna dei regimi amici. In diversi Paesi dell’Asia centrale e nella Repubblica centrafricana, gli agenti cinesi hanno addestrato centinaia di soldati della Guardia presidenziale. La Cina ha esportato il suo sistema di sicurezza, utilizzandolo per la protezione dei suoi investimenti “lontani”. Più che di difesa vera e propria, si potrebbe parlare di apparato ibrido della sicurezza. Non per contrastare nemici esterni, ma interni ai Paesi alleati, come terroristi, separatisti, fomentatori di “rivoluzioni colorate”, agenti esterni.
Il modello sviluppato a uso interno è stato reso replicabile altrove. Nel 2019 il Dragone ha condotto 138 corsi di addestramento per ufficiali di polizia stranieri e sul mantenimento dell’ordine pubblico e di protezione della leadership in almeno 32 Paesi. Nella partita a scacchi più ampia con gli Usa, occorrono sponde “solide”. Le mosse dei falchi dell’amministrazione trumpiana vengono monitorate con attenzione. L’Indo-Pacifico sarà il prossimo teatro della contesa.
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