L'allarme di Ebs. Il settore opera con 17 impianti e contribuisce al mix rinnovabile nazionale
Un impianto del settore (fonte Ass. Ebs)
Le biomasse solide rischiano di diventare il bersaglio del Dl Bollette, nonostante siano una fonte energetica strategica, programmabile e a filiera nazionale. L’Associazione Ebs lancia l’allarme: ogni riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti può compromettere migliaia di posti di lavoro, la sicurezza elettrica e la gestione sostenibile del patrimonio forestale.
Con oltre 8mila ore annue di funzionamento e una produzione di 1,7 TWhe all’anno, queste centrali non sono un costo da tagliare, ma un pilastro del futuro energetico del Paese.
Le biomasse solide: cosa sono
Le biomasse solide derivano da residui forestali, agricoli e agroindustriali, trasformati in energia elettrica attraverso processi controllati e programmabili. Sono rinnovabili, indipendenti dalle condizioni climatiche e permettono di ridurre l’uso di combustibili fossili importati, rafforzando la sicurezza energetica nazionale.
In Italia, le biomasse solide coprono oltre il 90% della produzione nazionale del settore, con 17 impianti industriali di potenza superiore a 5 MWe e una filiera consolidata che coinvolge 5mila lavoratori tra occupazione diretta e indotta.
Oltre alla produzione energetica, contribuiscono alla prevenzione degli incendi e al controllo del dissesto idrogeologico, gestendo residui che altrimenti finirebbero abbandonati o smaltiti con costi ambientali.
Dl Bollette: perché l’industria è preoccupata
La nuova bozza del Dl Bollette prevede una riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti, istituiti per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Secondo l’Ebs, un taglio affrettato mette a rischio la stabilità degli investimenti, l’occupazione e la fiducia degli operatori energetici, senza offrire benefici reali agli utenti finali, i cui risparmi sarebbero impercettibili.
Andrea Bigai, presidente di Ebs, sottolinea che “colpire la filiera significa rinunciare a gettito fiscale, abbandonare le aree rurali e interrompere pratiche virtuose di economia circolare”. Sindacati e associazioni del settore condividono questo allarme, evidenziando l’urgenza di tutelare le rinnovabili programmabili e la filiera italiana.
Valore economico e strategico per l’Italia
Il settore delle biomasse solide produce energia elettrica costante, con oltre 8mila ore annue di funzionamento, contribuendo significativamente al mix rinnovabile nazionale, che nel 2025 ha raggiunto una quota del 41,1% di energia da fonti rinnovabili (dato Terna).
Dal punto di vista economico, queste centrali rappresentano una filiera integrata: coinvolgono settori agricoli, metalmeccanici, elettrici e della logistica, producendo occupazione stabile e distribuita sul territorio, spesso in zone a rischio abbandono. Tagliare incentivi significherebbe non solo perdere competitività, ma anche ridurre il controllo sul patrimonio forestale e sullo smaltimento dei residui.
L’allarme per i tagli
Secondo Ebs, le biomasse solide non sono un costo da eliminare: sono infrastruttura energetica nazionale, utile per stabilizzare la rete in presenza di fotovoltaico ed eolico intermittenti. La riduzione dei PMG rischierebbe di disincentivare investimenti futuri, aumentare l’incertezza del mercato e compromettere la sicurezza elettrica del Paese.
Il Dl Bollette diventa così un bivio strategico: tutelare la filiera e rafforzare la generazione programmabile, o ridurre incentivi a scapito di occupazione, sostenibilità e indipendenza energetica.
Le biomasse solide sono parte della soluzione?
Le biomasse solide rappresentano un esempio di come energia, ambiente e lavoro possano coesistere in una filiera nazionale sostenibile. Con oltre 1,7 TWhe/anno prodotti, 17 impianti industriali e 5.000 posti di lavoro tra diretto e indotto, la loro tutela è un interesse strategico per l’Italia, non un mero costo da tagliare.
Per Ebs, sindacati e filiere coinvolte, il messaggio è chiaro. Le biomasse solide non sono un problema da eliminare, ma una soluzione da consolidare, indispensabile per il mix energetico, la stabilità della rete e lo sviluppo sostenibile dei territori.