Archistar a processo: inchiesta Beic, Boeri e Zucchi imputati
Il gup Fabrizio Filice ha fissato la prima udienza per il 17 aprile
Archistar a processo: i noti architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi, entrambi docenti al Politecnico di Milano, rinviati a giudizio dalla Procura di Milano con altre quattro persone nell’ambito del caso Beic.
La svolta, nella vicenda della gara internazionale per la progettazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura in zona Porta Vittoria. Il gup Fabrizio Filice ha fissato la prima udienza per il 17 aprile dopo aver disposto il processo per turbativa d’asta e false dichiarazioni sul conflitto di interessi.
Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza sotto i pm Giancarla Serafini e Paolo Filippini, ipotizzano un orientamento illegittimo dell’esito della gara e la non trasparente comunicazione di rapporti personali e professionali.
Il “caso Beic”: un concorso internazionale nel mirino della Procura
Al centro dell’inchiesta, il concorso internazionale bandito nel 2022 dal Comune di Milano e dalla Fondazione Beic per la realizzazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura, un’opera prevista nell’ambito della riqualificazione urbana di Porta Vittoria, con un valore di progetto di circa 8,6 milioni di euro.
Secondo l’accusa, Boeri e Zucchi — rispettivamente presidente e componente della commissione aggiudicatrice — non avrebbero dichiarato un reale conflitto di interessi legato ai rapporti con alcuni candidati coinvolti nella stessa gara, tra cui ex studenti e partner professionali.
La Procura ha rilevato presunti accordi documentati anche tramite chat nei quali, secondo gli inquirenti, gli scenari della valutazione sarebbero stati orientati a beneficio di una cordata di progettisti collegati agli stessi commissari.
Tra gli altri imputati figurano Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi, ricercatori della facoltà di Architettura del Politecnico, nonché Pier Paolo Tamburelli dello studio Baukuh — presunto “cerniera” tra la commissione e il gruppo vincitore — e Andrea Caputo, progettista che si è piazzato terzo nella graduatoria finale.
Le accuse precise: turbativa d’asta e false dichiarazioni
Le contestazioni formulate dai pm Giancarla Serafini e Paolo Filippini includono turbativa d’asta – l’alterazione impropria delle regole della gara pubblica – e false dichiarazioni sul conflitto di interessi per Boeri e Zucchi – l’omissione di informazioni rilevanti sul legame con i candidati.
Queste accuse nascono dall’analisi del materiale acquisito dagli investigatori della Guardia di Finanza e da elementi che, secondo l’accusa, configurano un “concordato” volto a non escludere progetti composti da persone con stretti legami professionali e accademici con i commissari stessi.
La prima udienza del processo, il prossimo 17 aprile, davanti alla decima sezione del Tribunale di Milano, con il gup Fabrizio Filice a presiedere l’udienza.
Le difese degli architetti: gara trasparente o regole da interpretare?
Le difese di Boeri, Zucchi e degli altri imputati respingono con forza le accuse, sostenendo che la procedura del concorso fosse condotta in forma “anonima”, come previsto dal bando, e che non ci fossero favoritismi verso alcuna cordata.
Inoltre, i legali hanno argomentato che i presunti conflitti di interesse non sarebbero stati formalmente obbligatori da dichiarare in base alle regole della gara, che richiedono la dichiarazione solo per rapporti economici diretti in corso.
La posizione di altre parti coinvolte nel procedimento (come il Comune di Milano e la Fondazione Beic), al momento, super partes: nessuna di queste si è costituita formalmente parte civile nel processo.
Le contestazioni pregresse e le misure interdittive già disposte
Già nel febbraio 2025 il giudice per le indagini preliminari, Luigi Iannelli, aveva respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura per Boeri, Zucchi e Tamburelli, optando invece per misure interdittive. Deciso il divieto, per un periodo compreso tra otto mesi e un anno, di partecipare a commissioni di concorsi pubblici e di assumere incarichi con pubbliche amministrazioni italiane.
Quali scenari nei prossimi mesi
Con l’avvio del processo previsto ad aprile, si apre una fase processuale che potrebbe portare a un confronto dettagliato sulle regole delle gare pubbliche, sul concetto di conflitto di interessi in ambito professionale e sulla responsabilità di chi partecipa alla pubblica commissione di valutazione.
Tra le questioni affrontate, se le regole sulla dichiarazione del conflitto erano chiare o interpretabili. Ma pure se le chat e le comunicazioni raccolte costituiscono davvero prova di orientamento illecito. E quale impatto specifico la scelta della commissione ha avuto sul risultato finale della gara.
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